Politica economica (BULGARIA)
I fondamentali macroeconomici del Paese sono solidi. Nel 2025 il PIL 2025 è aumentato in termini reali del 3,1% rispetto al 2024, che colloca il Paese al sesto posto nell’UE per crescita economica per il 2025. Il valore nominale del PIL per il 2025 è di 116 miliardi di EUR, ovvero 18.060 EUR pro capite.
Il principale motore dell'attività economica in Bulgaria continua ad essere il consumo e lo Stato ha un ruolo significativo in questo trend, attraverso una maggiore spesa pubblica a scapito di un deficit e di un debito più elevati. Allo stesso tempo, il 2025 si preannuncia un altro anno di declino per l'industria e le esportazioni.
La Bulgaria registra risultati virtuosi anche nell’andamento del debito pubblico, vantando il quarto debito più basso tra gli Stati dell’UE-27 alla fine del quarto trimestre del 2025 (29,9% del PIL), dopo Estonia (24,1%), Lussemburgo (26,5% e Danimarca (27,9%).
Sulla base dei dati mensili sull'esecuzione della cassa dei bilanci delle unità di spenda di primo livello, il saldo del Programma Fiscale Consolidato (CFP) per il 2025 è in deficit di circa 3.493 milioni di EUR, pari al 3% del PIL previsto.
A dicembre 2025 il tasso di inflazione mensile era dello 0,1%, mentre quello annuo del 5%.
I dati dell’NSI registrano un tasso di disoccupazione del 3,5% per il 2025 (-0,7% rispetto al 2024). Il numero dei disoccupati è pari a 127 mila. Nel 2025, il tasso di occupazione della popolazione di età compresa tra 15 e 64 anni è rimasto invariato rispetto al 2024 il 70,9%.
Sulla base dei dati rilasciati dalla Banca centrale, nel 2025 il flusso netto degli investimenti esteri in Bulgaria ha raggiunto €3,17 miliardi, in aumento del 32% rispetto al 2024. I maggiori flussi d’investimento netti verso la Bulgaria nel 2025 provengono da Paesi Bassi (€568,5 mln), Grecia (€493 mln), Turchia (€323,3 mln), Germania (€310,6 mln), Italia (€304 mln). I settori che hanno attirato il maggior flusso di investimenti nel 2025 sono stati: finanziario e assicurativo, industria manifatturiera e commercio.
In termini di stock gli IDE in entrata ammontano a 57,6 miliardi di euro a fine 2025 rispetto ai 53,8 miliardi nel 2024. Principali Paesi investitori sono i Paesi Bassi (€8 miliardi), Austria (€5,4 miliardi), Germania (€4,2 miliardi), Svizzera (€3,8 miliardi), Italia (€3,8 miliardi). I settori nei quali sono concentrati gli IDE in termini di stock sono: l’attività finanziaria e assicurativa, l’industria manifatturiera, il settore immobiliare ed il commercio.
Lo stipendio medio mensile lordo per il 2025 è di 1.331 EUR, il 12% in più rispetto al 2024. Le differenze regionali dei salari persistono, Sofia si distingue con stipendi medi notevolmente più alti rispetto al resto del Paese (stipendio medio mensile lordo per il 2025 pari a 1.787 EUR).
Le previsioni della Commissione Europea (“CE”) - Spring forecast per la Bulgaria indicano una crescita del prodotto interno lordo del 2,5% nel 2026 e del 2,2% nel 2027. Nel 2026 il deficit aumenterà al -4,1% e nel 2027 aumenterà ulteriormente, raggiungendo il -4,3%. Lo shock energetico iniziato a causa degli attacchi i contro l'Iran non si è ancora completamente manifestato, la CE prevede già un'inflazione annua per la Bulgaria del 4,2% nel 2026, ma l'anno prossimo dovrebbe diminuire significativamente al 2,6%. Il debito pubblico aumenterà al 32,3% 2026 e al 35,5% il prossimo anno. La disoccupazione crescerà molto lentamente, raggiungendo il 3,7% nel 2026 e il 3,9% nel 2027.
Contemporaneamente la CE nella sua proposta di Raccomandazioni dedicati ad ogni Stato membro nell’ambito del Semestre europeo da adottare dal Consiglio raccomanda per la Bulgaria di migliorare l'equità del sistema fiscale, ritenendo la flat tax incompatibile con questo obiettivo. La CE ribadisce inoltre che gli aumenti della spesa pubblica registrati negli ultimi anni non sono stati accompagnati da misure e riforme strutturali, bensì finanziati con misure ad hoc, il che ha come risultato un aumentato rischio fiscale. La CE sottolinea che, nel complesso, la Bulgaria riscuote entrate fiscali e previdenziali in percentuale del PIL troppo basse e che, con l'attuale carico fiscale, la Bulgaria non sarà in grado di mantenere in modo sostenibile il livello di spesa sociale raggiunto negli ultimi anni nel con



