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Quadro macroeconomico (UNGHERIA)

Nel 2024 il PIL ungherese ha registrato una lieve crescita su base annua dello 0,6% causata dell’incertezza alimentata dalle persistenti tensioni geopolitiche e commerciali che hanno contribuito al rallentamento dell’attività produttiva. L’andamento della domanda estera ha determinato una contrazione della produzione industriale e una conseguente flessione del volume delle esportazioni. Nel 2024 l'inflazione è diminuita, ma le pressioni inflazionistiche sono rimaste elevate a causa dell'aumento dei consumi, delle retribuzioni e del deprezzamento della valuta locale.

Nel periodo di riferimento il saldo di parte corrente ha registrato un avanzo del 2,2% in rapporto al PIL, sospinto dal miglioramento del saldo mercantile anche grazie al calo dei prezzi dei prodotti energetici importati, dal surplus del saldo dei servizi e dalla riduzione del disavanzo dei redditi primari.

Il sistema bancario ungherese rimane stabile. Grazie alla capacità di offerta del credito, nel 2024 si è registrato un aumento significativo dei prestiti alle famiglie e un ulteriore rallentamento della crescita del credito alle imprese derivante dall’andamento economico. A fronte dell’aumento del 4,3% dei consumi finali delle famiglie gli investimenti lordi sono diminuiti del 6,1%.  Considerate le condizioni di finanziamento meno stringenti, nel 2024 i prestiti alle famiglie sono aumentati del 9,7%, mentre per le imprese l’aumento del 1,6% fa stato di una domanda di credito contenuta, in particolare nel lungo termine.

Quanto all’inflazione, attestatasi al 3,7% nel 2024 in linea con gli obiettivi della Banca Centrale, la crescita si è attenuata per effetto del minor impatto dei prezzi dei beni alimentari ed energetici. Per il corrente anno si prevede un tasso analogo anche se non si può escludere un aumento correlato alla ripresa dei consumi e ad un eventuale, ulteriore aumento delle retribuzioni.

Sul fronte delle entrate, nel 2024 il gettito fiscale registra un aumento del 2,2% in rapporto al PIL. Nonostante le maggiori uscite (+2,9%) principalmente imputabili all’incidenza della spesa per i redditi da lavoro dipendente e agli interessi sul debito, seppur in parte compensate dal calo dei consumi intermedi delle Amministrazioni pubbliche, il disavanzo presenta una consistente diminuzione rispetto al precedente anno. Nel 2024 il deficit di bilancio si è attestato al 4,8% del PIL (-6,7% nel 2023). In aumento il debito pubblico pari al 75,6% in rapporto al Prodotto, rispetto al 73,6% del 2023.

Secondo le attuali previsioni, la crescita del PIL ungherese dovrebbe attestarsi nel 2025 all’1,6% sospinta dai consumi interni e dal graduale aumento degli investimenti. Tra i rischi sulle prospettive figurano una prolungata debolezza della domanda nel settore automobilistico e un deterioramento delle ragioni di scambio, che potrebbero pesare sulla crescita e sul saldo delle partite correnti. Allo stesso tempo, le politiche di bilancio espansive e le pressioni salariali potrebbero favorire il rialzo dell’inflazione e indebolire la competitività del Paese.

Riguardo alla finanza pubblica, le attuali proiezioni indicano che il disavanzo delle amministrazioni pubbliche scenderà al 4,2% del PIL nel 2025. In relazione al debito pubblico è previsto un aumento al 77,7% alla fine dell’anno in corso.

Con riferimento al mercato del lavoro, in questi ultimi anni sono state introdotte misure per aumentare la flessibilità. Sono stati inoltre effettuati investimenti per la formazione professionale, finalizzati a migliorare le competenze della forza lavoro. Nel 2024 il tasso di occupazione ha raggiunto il 75,1% mentre la disoccupazione il 4,4%. Tale andamento non dovrebbe presentare nel 2025 variazioni di rilievo.

Ultimo aggiornamento: 30/04/2025