Aspetti Normativi (GIAPPONE)

ASPETTI NORMATIVI E LEGISLATIVI

Regolamentazione degli scambi

Sdoganamento e documenti di importazione: necessarie fattura e lista degli imballi, documento di origine del prodotto, certificato internazionale per l'importazione. Per i prodotti alimentari trasformati e' normalmente necessaria la lista degli ingredienti e il diagramma del processo produttivo, assieme a certificati fitosanitari e/o analisi chimiche secondo le direttive del Food Sanitation Act.

Classificazione doganale delle merci: Sistema Armonizzato (per informazioni su procedure, dazi doganali, esenzioni, riduzioni e restrizioni fare riferimento alla legge doganale giapponese reperibile sul sito http://customs.go.jp).

Restrizione alle importazioni: barriere tariffarie presenti su a) pellame e calzature (quote tariffarie sull'importazione del pellame, con dazio tra il 6,7% e il 30% per gli articoli "in quota" e un dazio del 30% o di 4.300 yen per gli articoli fuori quota; il contingente annuale per l'importazione di calzature in pelle e' di 12.019.000 paia/anno); b) vino (per i vini fermi il sistema di quote comporta una tariffa piu' bassa, fra il 15% del valore o 125 yen/litro; in ogni caso, la tariffa minima non e' inferiore a 45 yen/litro; per i vini spumanti la tariffa e' di 182 yen/litro); c) formaggi (dazio del 22,4%-29,8%; per i formaggi fusi il dazio sale al 40%); d) gioielleria (dal 3,3% al 5,4%); e) salumi (dal 4,3% al 10%); f) caffe' (12%); g) conserve vegetali (dal 9% per pomodori pelati al 16%); h) gelati (dal 21% al 29,8%).

Le principali problematiche di accesso al mercato giapponese sono rappresentate dalle barriere non tariffarie (soprattutto relativamente ai controlli igienico-sanitari e agli standard costruttivi). E' in atto un tentativo di distendere i controlli, particolarmente severi, per quanto riguarda la presenza in salumi e formaggi del batterio Lysteria Monocitogenes, al momento non ammessa.

Nel novembre 2012 il Consiglio degli Stati Membri ha dato il via libera alla Commissione Europea per avviare le trattative al fine di stabilire l'Accordo di libero commercio (FTA) con il Giappone. Il negoziato e' tuttora in corso.

Si ricorda, infine, che la UE ha concluso con il Giappone un Accordo (in vigore dal febbraio 2008) per la cooperazione e la reciproca assistenza amministrativa in materia doganale.

Importazioni temporanee: Carnet ATA.

Attività d’investimento ed insediamenti produttivi nel Paese

Normativa per gli investimenti stranieri: i costi molto elevati, l'esclusivita' e la natura a carattere tradizionale delle transazioni, la complessita' delle procedure amministrative sono stati in parte attutiti nel corso dell'ultimo decennio. Nel giugno 2005, il Giappone ha riscritto il sistema legislativo che regola le attivita' delle imprese, prevedendo una semplificazione nelle procedure di set-up (abolizione del capitale minimo richiesto) e regole piu' flessibili per la gestione e indennita' di fusione flessibile.

Legislazione societaria: gli uffici di rappresentanza non soggiacciono all'obbligo di registrazione, ad eccezione delle banche straniere, delle societa' di intermediazione immobiliare o di altri istituti finanziari; in questi casi, occorre fare riferimento alle relative normative. Il modo piu' semplice di costituire una sede operativa in Giappone e' la creazione di una filiale. Nel diritto giapponese la filiale non gode di personalita' giuridica. Ne consegue che i debiti e i crediti generati fanno sempre capo alla societa' madre. E' possibile la creazione di una forma societaria consociativa (societa' a responsabilita' limitata o per azioni). Dopo la registrazione secondo le procedure richieste, si definisce la sfera della responsabilita'.

Brevetti e proprieta' intellettuale

Il Giappone aderisce alla Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie ed artistiche e alla Convenzione di Parigi per la protezione della proprieta' industriale; dal 1967 aderisce anche alla World Intellectual Property Organization (WIPO).

Sistema fiscale

Le societa' coinvolte in attivita' economiche sono soggette alla tassazione generata dal profitto di tali attivita'. Il Giappone aderisce alla Convenzione per evitare la doppia tassazione.

Anno fiscale: 1 aprile – 31 marzo

Imposta sul reddito persone fisiche residenti

 

Redditi (mln. yen)

Valore

0 - 1,95

5%

1,95 – 3,3

10%

3,3 – 6,95

20%

6,95 – 9

23%

9-18

33%

Oltre 18

40%

Oltre 40

45%

 

Le persone fisiche non residenti sono tassate per il reddito generato da fonti in Giappone e soggiacciono ad una ritenuta d'imposta alla fonte del 20% sul reddito lordo. Le persone fisiche residenti sono inoltre soggette a una tassa provinciale e municipale (Imposta Individuale di Residenza, in giapponese "kojin-juminzei", "Individual Inhabitant's Tax") con un'aliquota complessiva del 10% sul reddito prodotto durante il periodo d'imposta (4% prelevato dalla Provincia +6% dal Comune), con alcune possibili variazioni del tasso a seconda delle politiche dell'amministrazione locale.

Tassazione sulle attivita' d'impresa: da 15% a 18% per le piccole-medie imprese; da 25,5% a 28,5% per le grandi imprese.

Imposta sul valore aggiunto (VAT): 8% (10% da ottobre 2019)

 

"Business Atlas 2016: guida agli affari in 55 mercati per il business italiano" a cura delle Camere di Commercio italiane all'estero
Ultimo aggiornamento: 28/07/2016^Top^
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