WTO, accordi regionali e aliquote tariffarie (GIAPPONE)

Anno di accesso al WTO1995
Accordi regionali notificati al WTO (numero)15
Aliquota tariffaria per i prodotti agricoli (Anno)2008
Aliquota tariffaria per i prodotti agricoli (Aliquota %)25,3
Aliquota tariffaria per i prodotti non agricoli (Anno)2008
Aliquota tariffaria per i prodotti non agricoli (Aliquota %)1,2
Fonte: Elaborazioni Ambasciata d'Italia su dati "World Economic Forum, The Global Enabling Trade Report 2010"

Osservazioni

Il Giappone ha stipulato ad oggi 15 Economic Partnership Agreements. L'adesione a un modello di disciplina del commercio internazionale basato sulle intese bilaterali o regionali e' relativamente recente in questa Amministrazione, tradizionale sostenitrice del multilateralismo. La rincorsa e' partita all'inizio degli anni 2000 (il primo Accordo, con Singapore, risale al 2002), con l'intento di contribuire a rivitalizzare l'economia interna e il sistema produttivo nazionale e di contrastare il ridimensionamento del settore manifatturiero, soggetto a un crescente processo di delocalizzazione verso l'estero.

L'obiettivo prioritario e' di garantire alla propria economia un approvvigionamento energetico e di materie prime stabile e sicuro e, in una prospettiva di piu' lungo termine, di ridurre il gap di competitivita' che lo separa dai principali concorrenti internazionali in termini di acceso ai mercati emergenti e di sviluppo di investimenti produttivi in settori-chiave quali l'automotive e l'IT.

Questa politica commerciale, che ha rivestito indubbia efficacia nei negoziati con i Paesi emergenti, ben disposti a beneficiare del trasferimento tecnologico di matrice nipponica, ha iniziato a produrre frutti anche nelle relazioni con Paesi industrialmente avanzati. Cio' e' dimostrato, in particolare, dalla conclusione del negoziato sessennale con l'Australia, dalla firma della Trans-Pacific Partnership, dalla ripresa delle trattative per un Accordo trilaterale con la Cina e la Corea del Sud e dall'impegno negoziale profuso per la conclusione dell'Accordo di Libero Scambio con la UE. Il Ministero dell'Economia, Commercio e Industria sottolinea d'altro canto l'esigenza di limitare il numero di prodotti esclusi dagli Accordi commerciali, evidenziando come il tasso di apertura di quelli conclusi fino ad oggi dal Giappone si collochi appena tra l'86% e l'87%.

Sul fronte delle barriere tariffarie, il Paese impone dazi rilevanti su un notevole numero di prodotti di particolare interesse per il sistema produttivo italiano, tra cui: pellame (17,3%~24% per gli articoli in quota), gioielleria (3,3%~5,4%), vino (15%), caffe' (12%), pelati (9%~16%), formaggio (22,4%~29,8%), salumi (8,5%~10%), pasta (0,3 euro/kg), prodotti da forno (9%~25,5%), salse e condimenti (7,2%~21,3%), gelati (21%~29,8%), miele (25,5%), confetture (12%~34%).

Ultimo aggiornamento: 04/07/2016^Top^
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