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Quadro macroeconomico (ROMANIA)

1. PIL

Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica romeno (INS), l’economia romena ha registrato nel 2025 una crescita del PIL dello 0,7% su base annua. Le misure di contenimento della spesa adottate da Bucarest nella seconda parte del 2025 per il consolidamento delle finanze pubbliche hanno esercitato nel breve periodo una pressione recessiva, frenando la domanda interna. A tale dinamica si è aggiunto il persistente impatto dell’inflazione che ha continuato ad erodere il potere d’acquisto delle famiglie, nonché il rallentamento della produzione industriale e l’indebolimento della domanda estera proveniente dai principali partner dell’Eurozona.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI), nel 2026 il PIL della Romania dovrebbe aumentare di circa lo 0,8%, sostenuto dagli investimenti e da un graduale recupero della domanda interna, pur in un contesto ancora influenzato dall’inflazione e dal proseguimento del consolidamento fiscale. Le stime della Commissione europea sono dell’1,1%, quelle della Commissione Nazionale per la Prognosi (Romania) dell’1% mentre la Banca Mondiale si attesta 0,5%.

2. PRODUZIONE INDUSTRIALE

Nel 2025, la produzione industriale ha registrato una contrazione dello 0,9% rispetto all’anno precedente, riflettendo soprattutto il calo del settore manifatturiero (-1,2%) e dell’industria estrattiva (-0,9%), mentre il settore della produzione e distribuzione di energia ha registrato un aumento dell’1,2%. Persistono segnali di perdita di competitività nei settori a basso valore aggiunto, come la produzione di materiali tessili (-24%) e abbigliamento (-15,1%), tradizionalmente orientati al conto terzi.

3. INFLAZIONE

A dicembre 2025, l’inflazione annua si è attestata al 9,7%, confermando una dinamica in crescita rispetto alla prima metà dell’anno. L’accelerazione registrata a partire dall’estate – con un picco del 9,9% ad agosto e settembre – è riconducibile principalmente alla rimozione del price capping dell’energia e all’aumento dell’IVA e delle accise. Tali fattori hanno continuato a esercitare pressioni inflazionistiche anche nella parte finale dell’anno.

Per comparti, i prezzi dei beni alimentari hanno registrato un aumento medio annuo di circa 7,8%, con rincari particolarmente accentuati per caffè e cacao (+25%), frutta (+15%), pane, latte, uova e olio (+10%). I beni non alimentari hanno registrato rincari del 10,5%, con aumenti rilevanti per l’elettricità (+61%) e per il riscaldamento termico (+19%), mentre i prezzi dei servizi sono cresciuti dell’11%, con rincari significativi dei biglietti ferroviari (+24%), trasporto aereo (+18%), igiene e cosmetica (+18%).

4. CAMBIO VALUTARIO

Nel 2025 il leu ha mantenuto un tasso medio annuo di 5,0415 lei/euro.

5. DISOCCUPAZIONE

Il tasso di disoccupazione era pari al 6% a dicembre 2025. Secondo i dati forniti dall’INS, il tasso è leggermente più elevato per le donne rispetto agli uomini (6,1% nel caso delle donne e 5,9% nel caso degli uomini). La disoccupazione giovanile ha invece raggiunto il 28,2%.

Il salario medio netto ha raggiunto a dicembre 2025 i 5.914 RON (circa 1.160 Euro), con un incremento annuo complessivo del 4,8%.

6. CONTO CORRENTE E IDE

Secondo i dati della Banca nazionale di Romania, nel 2026 il Paese ha registrato un deficit di conto corrente pari a 30,13 miliardi di euro, in aumento di 1,3 miliardi di euro rispetto al 2024. La bilancia dei beni ha segnato un deficit di 637 milioni di euro, mentre la bilancia dei servizi ha registrato un’eccedenza di 369 milioni di euro.

Gli IDE hanno raggiunto 8,15 miliardi di euro nel 2025, in aumento rispetto ai 5,6 miliardi di euro del 2024. Di questi, 6,18 miliardi di euro sono riconducibili a partecipazione al capitale, compreso l'utile reinvestito, e 1,97 miliardi ai crediti infragruppo.

7. DEFICIT E DEBITO PUBBLICO

Al termine del 2025, il deficit di bilancio si attestava a 146 miliardi di lei, pari a 7,65% del PIL, in calo di circa un punto percentuale rispetto all’8,67% del PIL registrato nel 2024. La riduzione è stata raggiunta mediante un mix di misure per aumentare l’efficienza della spesa e i proventi fiscali.

Secondo il Ministero delle Finanze romeno, nel dicembre 2025 il debito pubblico romeno ha raggiunto un valore di 226 miliardi di Euro, pari al 59,6% del PIL.

8. COMMERCIO ESTERO

Nel 2025 le esportazioni della Romania sono state pari a 96,6 miliardi di Euro (+4,2% rispetto al 2024), mentre le importazioni sono ammontate a 129,3 miliardi di Euro (+2,6%). Il deficit commerciale ammontava a 32,7 miliardi di Euro in calo di 673 milioni di euro rispetto al 2024 (-2%).

Per quanto riguarda il commercio di beni della Romania con l’UE, le esportazioni sono ammontate a 68,9 miliardi di Euro e le importazioni a 93,2 miliardi di Euro con una quota rispettivamente del 71,3% sul totale delle esportazioni e del 72,1% sul totale delle importazioni.

9. INTERSCAMBIO COMMERCIALE BILATERALE

Secondo l’INS, l’Italia si conferma il secondo partner commerciale della Romania, dopo la Germania, detenendo nel 2025 una quota dell’8,9% sul totale delle esportazioni della Romania e dell’8% sul totale delle importazioni. L’interscambio commerciale bilaterale è stato di quasi 18,9 miliardi di euro nel periodo indicato. La Romania ha esportato verso l’Italia beni per un valore pari a 8,6 miliardi di euro (-3,3% rispetto al 2024), mentre le importazioni dall’Italia hanno raggiunto un valore di 10,4 miliardi di euro (-0,8% rispetto al 2024). La bilancia commerciale della Romania riguardo agli scambi con l’Italia nel periodo di riferimento ha registrato pertanto un saldo commerciale negativo pari a 1,8 miliardi di euro.

Secondo i dati dell’Ufficio nazionale del Commercio, al 31 dicembre 2025, in Romania risultavano 257.310 società con partecipazione straniera al capitale. Di queste, 53.743 (di cui circa 23.000 attive) erano a capitale italiano. L’Italia continua quindi ad essere il principale Paese investitore in Romania per numero di aziende registrate (20,95% sul totale).

Ultimo aggiornamento: 25/05/2026