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Quadro macroeconomico (ROMANIA)

La diffusione dell'epidemia di Covid-19 ha avuto un forte impatto negativo sull’attività economica del paese, che secondo l'Istituto Nazionale di Statistica romeno (INS) ha registrato nel 2020 una contrazione del 3,9% rispetto al 2019. Al calo del PIL ha contribuito principalmente il calo dei consumi e delle esportazioni nette. Le previsioni della Commissione Europea, pubblicate all’inizio di febbraio, prevedono nel 2021 un rialzo del Pil del 3,8%, sostenuto dalla ripresa dei consumi e degli investimenti, soprattutto nel settore delle costruzioni, e nel 2022 del 4%. Il tasso annuo medio di inflazione nel 2020 è stato pari al 2,6%. L’aumento dell'inflazione è stato determinato dalla crescita in primo luogo dei prezzi dei beni alimentari (+4,8%) e dei servizi (+3,1%), in maniera inferiore dei prodotti non alimentari (+1%).

Il tasso di disoccupazione è stato pari a al 5% (valore di media che rispecchia però situazioni regionali diversificate, con le aree più sviluppate dove si registra virtualmente piena occupazione), in crescita rispetto al 3,9% registrato nel 2019. Per quanto riguarda il salario medio netto, esso ammontava a dicembre 2020 a 3.620 lei (circa 754 euro) in aumento dell' 8,4% rispetto a dicembre 2019. I salari medi più alti sono quelli del settore IT (1.676 euro) e i più bassi quelli del settore alberghiero e della ristorazione (364 euro).  Secondo i dati del Ministero delle Finanze romeno, nel 2020 il deficit di bilancio pubblico ha raggiunto un valore di 101,92 miliardi di lei, pari al 9,8% del Pil, aumentando di ben 5,2 punti percentuali rispetto al 4,6% registrato nel 2019. Tale crescita è stata generata dalle agevolazioni fiscali e dalle spese eccezionali adottate per combattere gli effetti della pandemia. Il debito pubblico nel 2020 ha raggiunto un valore di 498 miliardi di lei (100 miliardi di Euro), pari al 47,7% del PIL: nel 2019 il rapporto era stato pari al 35,3% del PIL.

La crisi sanitaria globale ha avuto effetti negativi anche sugli scambi con l'estero della Romania. Secondo i dati sul commercio estero pubblicati dall’INS, nel 2020 le esportazioni della Romania sono state pari a 62,17 miliardi di euro (-9,9% rispetto al 2019), mentre le importazioni sono ammontate a 80,56 miliardi di euro (-6,6%). Il deficit commerciale ha registrato perciò un valore pari a 18,38 miliardi di euro, circa 1 miliardo in più rispetto al 2019. Nel 2020 i principali gruppi di prodotti esportati dalla Romania sono stati: macchinari e apparecchiature elettriche, mezzi di trasporto e prodotti agro-alimentari . I principali prodotti importati sono stati: macchinari e apparecchiature meccaniche ed elettriche, prodotti chimici e della plastica e mezzi di trasporto. Nel 2020 l’Unione Europea ha rappresentato il 73,6% del totale dell’export del paese (-8,9% nel 2019) e il 73,5% dell’import (-5,6%). I principali mercati di esportazione della Romania sono stati: Germania (quota 22,8% sul totale delle esportazioni romene), Italia (10,7%), Francia (6,7%), Ungheria (5%), Polonia (3,7%) e Bulgaria (3,6%). I principali mercati di importazione della Romania sono stati: Germania (20,8% sul totale delle importazioni romene), Italia (8,9%), Ungheria (7,3%), Cina (6,3%), Polonia (6,2%), Francia (4,6%).  L’Italia si conferma il secondo partner commerciale della Romania, dopo la Germania, con un interscambio commerciale che nel 2020 si è attestato a circa 13,8 miliardi di euro. La Romania ha esportato verso l’Italia beni per un valore pari a 6.670 milioni di euro (-14,2% rispetto al 2019), mentre le importazioni dall’Italia hanno raggiunto un valore di 7.181 milioni di euro (-9%). Nel periodo considerato, la Romania ha esportato in Italia principalmente macchinari e apparecchiature elettriche, veicoli e materiali per il trasporto e prodotti tessili, ed ha importato dall’Italia soprattutto macchinari e apparecchiature elettriche, prodotti metalliferi e prodotti tessili.

Ultimo aggiornamento: 21/04/2021