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Politica economica (USA)

Nel corso del 2020 sono stati approvati cinque pacchetti di stimoli fiscali, per un controvalore complessivo prossimo a 3.500 miliardi di dollari; il deficit federale avrebbe raggiunto il 9,2 per cento del PIL, circa tre volte quello del 2019; in rapporto al prodotto, il debito detenuto dal pubblico ha superato il 103 per cento.
Nonostante l'Amministrazione Biden sia entrata in carica con i piu' alti livelli di debito dai tempi del Presidente Truman, il neo Presidente ha proposto un nuovo provvedimento fiscale da 1.900 miliardi di dollari, l'“American Rescue Plan”, che dovrebbe essere seguito da un piano di investimenti infrastrutturali che potrebbe arrivare a $2.000 miliardi (“Build Back Better Recovery Plan”).
Sebbene le probabilita' che i piani dell'Amministrazione siano approvati per intero dal Congresso appaiono contenute, il Presidente Biden e il neo Segretario al Tesoro, Janet Yellen, hanno esplicitamente dato la priorita' al rilancio dell'economia rispetto alla stabilizzazione del debito, facendo leva sulla prospettiva di un prolungato periodo di bassi tassi di interesse.
Forte dell'esperienza maturata durante la Grande Crisi Finanziaria, la Federal Reserve ha risposto all'emergenza economica in maniera estremamente rapida, in stretto coordinamento con il Dipartimento del Tesoro. Oltre a ridurre a zero i tassi di riferimento, ha riattivato le misure di sostegno al credito introdotte durante la Crisi del 2008/2009 (creandone di nuove) e ripreso il piano di acquisti di titoli (il c.d. “quantitative easing”).
L'operato della Fed ha contribuito a garantire l'ordinato funzionamento dei mercati finanziari, dopo la fase di estrema volatilita' del marzo scorso: il mercato azionario, in particolare, gia' a settembre era tornato sui livelli di febbraio e al momento e' ai massimi storici.
Nonostante il ritiro deciso dal precedente Segretario al Tesoro di alcune facilities creditizie, in linea con la nuova strategia di politica monetaria approvata lo scorso agosto, la Fed ha riaffermato che condizioni monetarie estremamente espansive saranno mantenute fino a quando l'inflazione non sara' tornata stabilmente al 2 per cento e il mercato del lavoro prossimo alla piena occupazione.
Al momento l'inflazione continua a rimanere al di sotto dell'obiettivo del 2 per cento e le aspettative indicano un aumento fino al 2,1 per cento a fine 2021; la sfida per la Fed sara' riuscire a segnalare in modo adeguato e a tempo debito l'uscita dalle misure straordinarie di stimolo senza innescare reazioni avverse sui mercati; al contempo dovra' fronteggiare il rischio che la prolungata espansione monetaria possa ingenerare bolle di prezzo per alcune categorie di attivita'.

 

Ultimo aggiornamento: 18/02/2021