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Quadro macroeconomico (REGNO UNITO)

L’economia britannica continua ad attraversare una fase di transizione dopo una serie di shock iniziati con la grande crisi finanziaria del 2007-2013 e proseguiti con Brexit, pandemia e, da ultimo, il conflitto russo-ucraino.

La versione aggiornata a marzo 2026 del "Fiscal and economic outlook" dell’Office for Budget Responsibility (OBR) conferma un quadro in chiaroscuro, in cui i presupposti per una ripresa del tenore di vita dopo il calo record del 2023 restano ancora incerti.

La crescita economica, assestatasi sull’1,4% nel 2025, è prevista rallentare all’1,1% nel 2026. Nel medio periodo, secondo le stime dell’OBR, dovrebbe tornare ad aumentare fino all’1,6%. L’inflazione dovrebbe tornare a diminuire dai picchi del 2022 (11% a ottobre 2022) e dai livelli sostenuti del 2025 (3,8% a settembre 2025), riassestandosi al 2% entro la fine del 2026. Pesano sul rilancio dell’economia britannica, oltre ai persistenti shock commerciali causati dalla Brexit, anche l’incertezza derivante dagli scenari geopolitici che si riflette su elevati costi dell’energia e sul basso livello di investimenti. Rimane elevato rispetto agli standard internazionali, anche se in graduale riduzione, l’indebitamento netto del settore pubblico, pari al 5,2% nel 2024-2025 ma previsto calare al 4,3% nel 2026. Il costo del debito, per quanto in linea con la media delle economie G7, è cresciuto significativamente negli ultimi anni, passando dall’1,7% del PIL nel 2019-2020 al 3,6% del PIL nel 2024-2025. I titoli di Stato decennali britannici (gilts) presentano al momento il rendimento più elevato tra i Paesi G7.

Il Budget presentato nel novembre 2025 dalla Cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves ha contenuto misure di riduzione della spesa e dell’indebitamento pubblico, che dovrebbe scendere e arrivare ad attestarsi – nel 2030-2031 – al 2% del PIL. Ove confermate, tali proiezioni porterebbero il Regno Unito su una traiettoria di contenimento del debito pubblico su livelli più sostenibili.  

Il rilancio dell’economia nazionale e il contrasto alla “cost of living crisis” sono al centro delle priorità del nuovo governo guidato da Andy Burnham, ex sindaco di Manchester che ha sostituito il predecessore Keir Starmer alla guida del partito Laburista e a Downing Street nel luglio 2026. Le prime misure economiche adottate da Burnham vanno in questa direzione: riduzione degli oneri fiscali sulle bollette energetiche residenziali, introduzione di un tetto nazionale massimo sul prezzo delle corse degli autobus, misure a supporto del “vocational training”.

Misure più incisive, come di consueto, dovranno attendere la pubblicazione del Budget autunnale (Autumn Statement), annunciato per il 28 ottobre 2026. La sfida per il Cancelliere dello Scacchiere John Healey, ex Ministro della Difesa, sarà quella di presentare misure ambiziose per il rilancio della crescita e il contrasto al costo della vita, evitando il ricorso a nuovo indebitamento e, al contempo, garantendo il rispetto degli impegni internazionali nel settore della difesa e della sicurezza.

Ultimo aggiornamento: 03/09/2026