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Politica economica (REGNO UNITO)

Il 13 marzo 2019 il Tesoro britannico, nel corso dello spring statement, consueto aggiornamento che il Ministro competente fornisce al Parlamento a metà dell’esercizio fiscale, ha fornito ulteriori elementi alla luce delle evoluzioni in corso. Le stime sulla crescita dell’economia inglese sono state riviste al ribasso, in linea con gli indicatori di crescita a livello globale e con le preoccupazioni causate dalla Brexit. Il PIL 2019 è stato rivisto a +1,2%, riducendo la precedente stima dell’1,6%. Il deficit di bilancio necessario (1,1% del PIL) si è rivelato invece inferiore al previsto, grazie alle consistenti entrate generate dai redditi da lavoro in uno scenario di quasi piena occupazione. Il Governo si è impegnato a condurre una spending review nel 2019, a meno di una Brexit senza accordo, scenario nel quale saranno necessarie ingenti risorse per fronteggiare le prevedibili necessità. Il Governo ha inoltre annunciato l’intenzione, per il 2019, di realizzare investimenti infrastrutturali nella zona di confine con la Scozia e attuare misure di rilancio della competitività con investimenti nella green growth e nell’economia digitale.

Le politiche proposte sono inquadrate in uno scenario di base che prevede un’uscita ordinata del Regno Unito dall’Unione Europea; il governo ha anche anticipato che in caso di hard Brexit sarebbe necessario rivedere l’ordine delle priorità. È stato infine previsto un fondo di emergenza in caso di uscita disordinata, che il Governo non esclude di utilizzare comunque in futuro anche in caso di accordo per finanziare politiche espansive che dovessero rivelarsi opportune. Nella fase attuale appare evidente che una più compiuta direzione nelle scelte di politica economica potra' essere definita esclusivamente in funzione delle concrete modalita' di uscita dall'UE e dalle relative ripercussioni.

Il bilancio 2020 approvato a inizio marzo ha stanziato £12 miliardi da impiegare per una prima risposta all'emergenza sanitaria COVID19. Un successivo provvedimento di emendamento del bilancio (Contingency Fund Bill) ha determinato uno stanziamento supplementare di circa £260 miliardi in favore del Governo per modulare, come questo meglio ritiene, i singoli provvedimenti.

A tutto ciò vanno aggiunti i £330 miliardi di garanzie sui crediti messi in operatività già dal 17 marzo e le operazioni di liquidità della Bank of England.

Tra le misure di sostegno approntate per famiglie e imprese e a tutela dei livelli occupazionali le maggiori sono: Coronavirus Job Retention Scheme per i lavoratori dipendenti (erogazione, da parte dello Stato, dell’80% dello stipendio  fino a un massimo di £2.500); Self-employment Income Support Scheme per i lavoratori autonomi (contributo dell’80% per cento dei profitti mensili fino a un massimo di £2.500); Coronavirus Business Interruption Loan Scheme (garanzia governativa dell’80% su linee di credito  fino a £5 milioni erogati dal sistema bancario a favore di PMI); bounce back loans  (garanzia governativa del 100% sui prestiti concessi alle micro imprese, fino a £50.000).

 

Ultimo aggiornamento: 05/06/2020