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Quadro macroeconomico (COLOMBIA)

A causa dell’emergenza sanitaria Covid-19, il PIL colombiano nel 2020 si è contratto del 6,8%, peggiore risultato degli ultimi 70 anni. Tuttavia, la caduta è stata inferiore a quella attesa dal Governo, e a quella di altri Paesi della regione, e il fatto che si tratti della prima volta dal 1999 in cui il PIL nazionale chiude in territorio negativo è un’indicazione della generale solidità dell’economia colombiana, tra le più costanti e performanti in America Latina.

Ad incidere sul risultato negativo soprattutto il settore edilizio (-27,7%), quello minerario (-15,7%), quello artistico (-11,7%) quello manifatturiero (-7,7%), e il comparto commercio, trasporti e ristorazione (-15,1%). Si registrano tuttavia settori che hanno chiuso l’anno con una crescita rispetto al 2019, ovvero agricoltura (+2,8%), finanziario e assicurativo (+2,1%), immobiliare (+1,9%).

Secondo il DANE (Istituto di Statistica colombiano), nel 2020 il tasso d’inflazione è stato del 1,61%, contro il 3,8% del 2019, mentre il tasso di disoccupazione ha chiuso l'anno al 15,9%, contro il 9,7% del 2019.

Quanto agli investimenti diretti esteri, l’impatto dell’emergenza Covid-19 si è tradotto in un calo del 35% del volume rispetto al 2019, registrando flussi per 6,8 miliardi USD. Ciononostante, la Colombia continua ad essere considerata una meta attrattiva, e generalmente privilegiata, per i capitali stranieri, anche grazie alle politiche e misure di incentivazione e benefici fiscali messe in atto dal Governo del Presidente Duque.

In termini di rating, Standard & Poor's assegna un punteggio di BBB- con outlook negativo, Moody's di Baa2 con outlook negativo, Fitch di BBB- con outlook negativo.

I principali investitori nel 2020 si confermano Unione Europea, Stati Uniti, Regno Unito, Svizzera e Panama. Si registra un crescente interesse, ed una crescente presenza, cinesi.

L’emergenza Covid-19 ha inciso anche sul grado di investimento italiano nel Paese, dopo che nel 2017 questo aveva conosciuto un fortissimo incremento raggiungendo i 114,1 milioni USD, mantenendo un buon livello anche nel 2018 e 2019. Tuttavia, si registra un crescente interesse da parte di aziende italiane in settori come l'energetico (soprattutto in ottica di energie rinnovabili), l'infrastruttura, il farmaceutico, l'agro-alimentare e la moda.

Quanto alle prospettive per il 2021, il recupero economico atteso si attesta tra il 4 e 5%, dato che, se confermato, dovrebbe essere al di sopra della media regionale (prevista del 3,5/4%).

Ultimo aggiornamento: 01/03/2021