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Politica economica (COLOMBIA)

Il Presidente Duque ha indicato chiaramente tra le sue priorità in materia di politica economica quelle di continuare ad attrarre investimenti esteri e di diversificare ed incrementare la produzione e le esportazioni nazionali, nonché i consumi, con la finalità di riportare il tasso di crescita del PIL sopra la soglia del 4%. Nonostante il forte impatto dell’emergenza sanitaria Covid-19, tale obiettivo si mantiene anche per il 2021.

Nel 2021 il focus principale del Governo sarà inevitabilmente rivolto alla ripartenza economica e alla generazione di nuovi posti di lavoro, e a questo proposito giocherà un ruolo centrale il piano di riattivazione “Compromiso por Colombia”, con il quale si punta a creare oltre 2 milioni di nuovi posti di lavoro attraverso investimenti di circa 37 miliardi Euro (la maggior parte di origine privata) distribuiti in oltre 450 progetti che abbracciano la quasi totalità dei settori.

La Colombia è caratterizzata da una certa stabilità giuridica e tutela dell’investimento estero, e da tempo porta avanti una politica di apertura al libero scambio. Ad oggi si contano numerosi accordi bilaterali in materia ed altri sono in via di negoziazione o ratifica (tra questi si annovera Corea del Sud, Giappone, Cina, Israele e, in seguito all'uscita dall'Unione Europea, Regno Unito). In particolare i trattati di libero scambio firmati con Stati Uniti, Canada ed Unione Europea hanno permesso un importante incremento e diversificazione dell’interscambio commerciale, con ulteriori ampi margini di sviluppo. La Colombia il 28/04/2020 si è inoltre convertita nel 37simo membro dell’OCSE.

Con il suo Piano Nazionale di Sviluppo per il quadriennio 2018-2022, il Presidente Duque ha introdotto interessanti benefici fiscali e non solo tesi a favorire l'arrivo di capitali stranieri nel Paese e la costituzione di nuove realtà aziendali, soprattutto nei settori dell'economia creativa (la cosiddetta "economia naranja") e delle tecnologie. Questi incentivi verranno mantenuti dal Governo anche nel 2021 per cercare di favorire il recupero economico e di incentivare la creazione di nuovi posti di lavoro, contrastando così l’elevato tasso di disoccupazione che ha chiuso il 2020 al 15,9%. Ha inoltre indicato come prioritari i settori infrastruttura, energetico (con particolare focus sulle energie rinnovabili) e agro-industriale, annunciando importanti investimenti per il loro sviluppo. Il totale degli investimenti previsti dal Piano Nazionale di Sviluppo è di quasi 300 miliardi Euro, cifra di poco inferiore al PIL del 2019 a prezzi correnti.

Per rilanciare i consumi e migliorare il potere d'acquisto di una considerevole fetta della popolazione nazionale, la nuova riforma tributaria entrata in vigore il 1 gennaio 2020 ha introdotto le seguenti misure: il rimborso bimestrale dell'IVA alle classi sociali più vulnerabili (20% della popolazione, per un totale di circa 10 milioni di persone); 3 giornate senza IVA nel corso dell'anno per determinati prodotti; la riduzione graduale al sistema sanitario da parte dei pensionati che ricevono la pensione minima.

Tuttavia l’emergenza sanitaria Covid-19, con le conseguenti risorse stanziate dal Governo, ha evidenziato ulteriormente l’insufficienza del gettito fiscale del Paese, rendendo ancor più chiara l’esigenza urgente di una nuova riforma fiscale, maggiormente strutturata. La nuova riforma sarà uno dei principali obiettivi del Governo nel 2021, e probabilmente comporterà un ampliamento della base dei contribuenti (soprattutto delle persone naturali, che ad oggi apportano solo il 20,1% del gettito totale) e una riduzione dei benefici tributari attualmente esistenti (che nel 2019 sono ammontati a circa 22 miliardi Euro, cifra equivalente all’8,7% del PIL).

Ultimo aggiornamento: 01/03/2021