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Aspetti Normativi (COREA DEL SUD)

ASPETTI NORMATIVI E LEGISLATIVI

Regolamentazione degli scambi

Sdoganamento e documenti di importazione: ogni soggetto che voglia esportare in Corea del Sud è tenuto a fornire dichiarazione riguardante natura, quantità, prezzo delle merci e ogni altro elemento previsto dal Custom Act. La comunicazione deve esser fatta non più tardi di 30 giorni dalla data di spedizione. Per le merci di tipo alimentare lo Special Act on Safety Management of Imported Food stabilisce che l’importazione deve essere accompagnata da una dichiarazione di registrazione da parte del produttore estero presso il governo coreano. L’esazione dei diritti doganali è modulata secondo l’unione di tariffa base, tariffa provvisoria e altre tariffe speciali definite da Decreto Presidenziale o ordinanza del Ministero dell’Economia. Sono previste innumerevoli fattispecie di esenzione e riduzione dei diritti doganali; di particolare interesse sono le esenzioni per alimenti per animali e prodotti agricoli, materiali da esposizione, macchinari e componenti per la sicurezza in volo, merci donate da nazioni in condizioni di emergenza. In più, si evidenziano riduzioni per le materie prime importate per produrre merci da esportazione.

Classificazione doganale delle merci: secondo i codici HSK 2007.

 

Restrizioni alle importazioni: in linea generale, il processo di liberalizzazione delle importazioni è ormai quasi del tutto completato (su circa il 99% delle linee tariffarie non esistono restrizioni quantitative). Il sistema adottato è a lista negativa, pertanto non è necessaria alcuna autorizzazione, a meno che i beni non rientrino nella lista dei prodotti non importabili. In tal caso esiste una specifica procedura per alcuni beni alimentari (a causa di problematiche sanitarie e fitosanitarie), cosmetici, farmaceutici e alcune attrezzature mediche. Le tariffe doganali per i beni industriali e di capitale sono in linea con gli standard internazionali e con le regole della WTO di cui la Corea è Paese membro. La tariffa media (8,4% per beni industriali, 16,6% per quelli agricoli con punte del 27% per ortaggi e del 45-50% per frutta) tuttavia, è, in generale, più alta di quella adottata dall’UE. Su alcuni prodotti agricoli definiti dalla WTO come “sensibili” (zucchero, granoturco e riso) sono in vigore contingentamenti.

Importazioni temporanee: Il Paese aderisce alla convenzione ATA (Admission Temporaire/Temporary Admission). È dunque possibile esportare temporaneamente prodotti commerciali e merci destinate ad essere presentate in fiere, mostre e altre manifestazioni commerciali, materiale professionale, merci in transito e merci in traffico postale. I Carnet ATA vengono rilasciati dalle Camere di Commercio di competenza.

 

Attività di investimento e insediamenti produttivi nel Paese

Normativa per gli investimenti stranieri: dal 1996, anno di adesione della Corea all’OCSE, sono stati fatti passi da gigante verso l’apertura agli investimenti esteri. Nella seconda metà degli anni ‘90 sono state abolite quasi tutte le forme di autorizzazione all’acquisizione di azioni, titoli, etc. coreani sostituendole con semplici notifiche. Una riforma legislativa ha incisivamente liberalizzato i settori bancario, assicurativo e finanziario aprendo ampie prospettive anche per gli operatori stranieri. L’attuale Governo si sta ulteriormente impegnando per attrarre maggiori investimenti dall’estero, creando un ambiente più “business friendly” attraverso un ampio ventaglio di misure, tra le quali un piano triennale che prevede una semplificazione legislativa e amministrativa, accordi con società straniere per la creazione di centri di ricerca e sviluppo in Corea, avvio di un processo di liberalizzazione dei servizi legali nazionali anche a studi stranieri, etc.

Legislazione societaria: l’avviamento di una società in Corea è regolato dal Foreign Investment Promotion Act e dal Commercial Act. Un investitore straniero (o straniero residente) deve investire un capitale sociale minimo di mln/KRW 100 per essere riconosciuto come Investimento Diretto Estero secondo il Foreign Investment Promotion Act.

Le principali forme societarie di investimento sono le seguenti:

a) Società locale, riconosciuta come Investimento Diretto Estero (IDE) effettuato da un’azienda straniera;

b) Investimento privato, riconosciuto come Investimento Diretto Estero, effettuato da un soggetto privato;

c) Branch office, autorizzato a generare profitti in Corea, ma è riconosciuto come sussidiaria dell’azienda estera e non come IDE;

d) Liaison office è riconosciuto come sussidiaria dell’azienda estera e non come IDE, ma può solamente effettuare ricerche di mercato, attività di marketing ed intrattenere rapporti con soggetti locali, senza autorizzazione a generare profitti.

 

Brevetti e proprietà intellettuale

Dal 1995 il Paese ha aderito al Agreement on Trade Related Aspects of Intellectual Property Rights (TRIPs). A partire dal 2003/2004, inoltre, alcune modifiche legislative hanno adeguato considerevolmente la normativa coreana agli accordi internazionali (fra tutti, l’allineamento al c.d. “Sistema di Madrid”). È da sottolineare, al riguardo, l’efficienza del sistema di registrazione brevettuale (data l’alta propensione della Corea alla ricerca e sviluppo). Inoltre, dallo scorso anno l’Amministrazione coreana ha adottato misure più stringenti contro la diffusione in rete di contenuti digitali “piratati”. A tal fine, nel 2009 si è provveduto a elaborare un unico testo normativo, risultato dalla fusione del Copyright Act e del Computer Programs Protection Act, con l’obiettivo di garantire, attraverso il costante monitoraggio della rete, una maggiore e più moderna tutela anche contro le minacce che arrivano dal web.

 

Sistema fiscale

Anno fiscale: 1 gennaio – 31 dicembre.

Imposta sui redditi delle persone fisiche: l’imposizione sulle persone fisiche è articolata su un sistema ad aliquota progressiva. Attualmente la Person Income Tax (PIT) è compresa tra il 6% ed il 38%, escludendo l’imposizione della Local Income Tax (circa 10% del debito d’imposta). Vi è, inoltre, la Alternative minimum tax (AMT) sui redditi non derivanti da lavoro dipendente che è calcolata come la maggiore tra il 35% del debito di imposta al lordo delle esenzioni e l’imposta reale al netto delle esenzioni. I residenti sono assoggettati a tassazioni su redditi di provenienza sia interna che estera; i non residenti, invece, sono su redditi derivanti da fonti coreane.

Tassazione sulle attività di impresa: la fiscalità d’impresa è regolata dalla Corporate Tax Law (CTL) sulla base di prospetti finanziari redatti secondo i Korea Generally Accepted Accounting Principles derivanti dai principi IAS-IFRS. L’aliquota base per la tassazione del reddito di impresa coreano è del 10% fino a KRW 200 Mln, del 20% tra i 200 Mln e i 20Mrd e del 22% per l’ammontare in eccesso. Alle imprese non residenti è applicata una ritenuta tra il 2 e il 25%.

Imposta sul valore aggiunto (VAT): 10%

 

“Business Atlas 2020: guida agli affari in 56 mercati per il business italiano” a cura delle Camere di Commercio italiane all’estero.
Ultimo aggiornamento: 06/08/2020