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Politica economica (COREA DEL SUD)

La struttura produttiva coreana è fortemente orientata alla produzione manifatturiera, con un settore dei servizi che ha ancora notevoli margini di crescita e una spiccata proiezione alle esportazioni. Storicamente, lo sviluppo economico si è basato sui grandi conglomerati (chaebol), che ancora oggi rivestono un ruolo cruciale. A tal proposito il governo Moon sta promuovendo il sostegno alle piccole e medie imprese (PMI) per colmare il gap tra queste e i grandi colossi dell’economia. Per evitare la cosiddetta 'middle income trap', è da tempo avvertita l'esigenza di bilanciare l’economia nazionale, attraverso il rilancio della domanda interna e l’affrancamento dalla dipendenza dall’export. Tale strada passa anche attraverso la promozione del terziario avanzato, l'identificazione di nuovi motori di crescita (tra cui l'internet delle cose, l'intelligenza artificiale, le energie rinnovabili) e lo sforzo di deregolamentazione del sistema economico, al fine di facilitare l’attività imprenditoriale e ridurre gli oneri burocratici soprattutto a carico delle PMI. Al centro dell’agenda economica vi è dunque la riduzione del tasso di disoccupazione giovanile (che ha raggiunto il 10,6% nel 2020) e l'aumento dei salari minimi orari a W10,000 (US $9.08), nonché la creazione di un business environment più favorevole alle imprese straniere, al fine di attrarre maggiori investimenti esteri non solo nell’ambito delle otto zone economiche speciali istituite negli ultimi dieci anni. Il Paese può contare su finanze pubbliche in ordine, un basso debito pubblico (intorno al 44,0%) ed un deficit al 3.7% del PIL nel 2020, mentre il debito delle famiglie rimane molto elevato e in espansione. Dal punto di vista della politica monetaria, la Banca di Corea nel maggio 2020 ha abbassato il tasso interesse ad un minimo storico (0.5%) che mantiene tuttora al fine di prevenire squilibri finanziari dovuti alla pandemia. In ambito OCSE, la Corea del Sud resta tra i Paesi che destina la percentuale più bassa del bilancio pubblico alle spese di 'social protection' (esclusione sociale, terza età, disoccupazione). Il Paese è quindi chiamato a far fronte alla sfida del miglioramento del proprio sistema di welfare, anche alla luce del rapido invecchiamento della popolazione e di un tasso di fecondità tra i più bassi al mondo (0,84 nel 2020).

 

Ultimo aggiornamento: 20/05/2021