WTO, accordi regionali e aliquote tariffarie (SUD AFRICA)

Anno di accesso al WTO1995
Accordi regionali notificati al WTO (numero)4
Aliquota tariffaria per i prodotti agricoli (Anno)2014
Aliquota tariffaria per i prodotti agricoli (Aliquota %)8,4
Aliquota tariffaria per i prodotti non agricoli (Anno)2014
Aliquota tariffaria per i prodotti non agricoli (Aliquota %)7,4
Fonte: Dati WTO.

Osservazioni

A partire dal 1994 il Sud Africa si e’ gradualmente aperto al commercio internazionale e in pochi anni ha aderito alle più importanti Organizzazioni Internazionali di settore. I governi che si sono succeduti negli ultimi 20 anni hanno assicurato la presenza del Paese nei più importanti consessi internazionali e hanno stipulato Accordi commerciali sia in ambito bilaterale che multilaterale volti a favorire un più facile accesso al mercato estero da parte dei prodotti sudafricani, nonché il sostegno e la cooperazione per il rilancio dell’economia sudafricana.

L’adesione al WTO nel 1995 ha determinato una notevole diminuzione dei dazi doganali imposti dal governo sudafricano alle importazioni. La struttura delle barriere tariffarie è stata inoltre semplificata al fine di adeguarla agli impegni presi, in particolare si è ridotto il numero delle aliquote dalle ottanta del passato alle nove attuali. Gli oneri doganali si suddividono in 3 categorie: dazi doganali; oneri anti-dumping e di compensazione; Value-Added Tax, la cui aliquota generale è del 14%. Il progressivo processo di liberalizzazione commerciale e la crescente domanda interna hanno determinato un forte aumento delle importazioni causando un deficit nella bilancia delle partite correnti, peraltro compensato dal saldo positivo del conto finanziario che consente l’accumulazione di valuta estera da parte della Banca Centrale.

Il Sud Africa è membro della Southern African Development Community (SADC), Organizzazione intergovernativa che comprende 15 Paesi dell’Africa meridionale. Nel quadro della SADC, nel 2000 venne firmato un Accordo per la creazione di un’area di libero scambio tra Sud Africa, Botswana, Lesotho, Namibia e Swaziland (già membri della SACU, vedi sotto), cui si sono aggiunti in seguito Mauritius, Zimbabwe e Madagascar. Nel 2008 hanno aderito anche Malawi, Mozambico, Tanzania e Zambia, portando il totale dei membri dell’Accordo a 12.

Il Sud Africa è inoltre membro della Southern Africa Customs Union (SACU), l’Accordo di unione doganale che comprende il Botswana, il Lesotho, la Namibia e lo Swaziland. L’accordo prevede la liberalizzazione degli scambi (ossia l’eliminazione delle tariffe e delle restrizioni quantitative) di beni pro­dotti all’interno dell’area, l’applicazione di una tariffa esterna comune sulle importazioni provenienti dai Paesi terzi e l’adozione di un’accisa comune. I Paesi membri della SACU (ad eccezione del Bostwana) hanno inoltre firmato nel 1986 un Accordo per la costituzione di una Common Monetary Area (CMA) che prevede la liberalizzazione dei movimenti di capitali, un regime di cambi comune verso l’esterno e l’ancoraggio delle valute di Namibia e Lesotho al Rand sudafricano.

Ultimo aggiornamento: 11/01/2016^Top^
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