Politica economica (SUD AFRICA)

Dopo il rallentamento del 2016 (PIL intorno allo 0,3%), l’economia sudafricana è prevista aumentare dello 0,7% nel 2017 per poi crescere in maniera piu' sostenuta nel 2018 (+1,1%) e nel 2019 (+1,5%). Il tasso di disoccupazione rimane su livelli elevati (26,7% nell’ultima rilevazione), così come la sperequazione economica. L’annuale ‘budget speech’ di febbraio con cui il Ministro delle Finanze Gordhan ha presentato il bilancio 2017 e le previsioni per il prossimo triennio, è stato accompagnato dall’incertezza sulle sorti del Ministro, poi in effetti rimosso dall’incarico a fine marzo nel quadro di un rimpasto di Governo che ha coinvolto ben 10 Ministri e 10 Vice Ministri. Il rimpasto ha peraltro provocato l'immediato downgrade del debito sovrano da parte delle agenzie di rating: Standard & Poor's ha deciso un declassamento del debito a lungo termine in valuta estera (compenente relativamente pissola del debito pubblico sudafricano) al di sotto dell'investement grade, mantenendo al di sopra quello in valuta locale; Fitch ha deciso un downgrade al di sotto dell'investment grade per entrambi i tipi di debito; Moody's ha declassato entrambi, mantenendoli però ancora un livello al di sopra dell'investment grade.

Il bilancio 2017 si propone di aumentare le entrate fiscali di 28 miliardi nell’esercizio 2017/18 e di ridurre il tetto alla spesa di 26 miliardi nel prossimo biennio (10 miliardi nell’esercizio 2017/18 e 16 in quello 2018/19), mentre le misure per aumentare le risorse di 15 miliardi nell’esercizio 2018/19 saranno annunciate nel prossimo bilancio. I tagli alla spesa riguardano l’acquisto di beni e servizi non essenziali (viaggi, catering) e le retribuzioni degli impiegati pubblici sia a livello nazionale che regionale. Allo stesso tempo, il bilancio prevede una riallocazione di fondi per 30 miliardi a favore di settori quali l’istruzione superiore (16 miliardi nel prossimo triennio) e i servizi medici e sociali. Nel ‘budget speech’, l’ex Ministro Gordhan ha nominato più volte l’obiettivo di trasformazione del Paese, per creare posti di lavoro e affrancare la popolazione dalla povertà e dalla disuguaglianza, riprendendo il concetto espresso dal Presidente Zuma due settimane prima nel consueto discorso alla nazione (State Of Nation Address). Gordhan ha accompagnato la parola trasformazione con la parola crescita, sottolineando come i due concetti siano legati imprescindibilmente l’uno all’altro. Ciò spiega perché il Budget 2017 abbia una forte componente redistributiva e al tempo stesso miri a promuovere la crescita puntando sugli investimenti privati, coinvolgendo imprese, lavoratori e società civile in più direzioni: dare certezza al quadro regolamentare dei settori minerario e agricolo; espandere il segnale digitale e la banda larga per ampliare l’accesso a Internet; proseguire il programma ‘Independent Power Producer’ nel settore delle energie rinnovabili e del gas; rivedere l’applicazione del Broad-Based Black Economic Empowerment (BBBEE), la strategia di discriminazione positiva per l’inserimento della popolazione di colore nel tessuto produttivo nazionale; sostenere la produzione manifatturiera locale ad alto valore aggiunto orientata all’esportazione; applicare gli standard internazionali.

Il 25 ottobre scorso il neo-Ministro delle Finanze Gigaba ha presentato il Medium Term Budget Policy Statement (MTBPS o mini-Budget'). Gigaba e' stato schietto, evidenziando che la crescita minore del previsto ha ridotto le entrate fiscali stimate nel corrente esercizio 2017-18 di 50,8 miliardi di rand (oltre 3 miliardi di euro), cifra superiore alle attese dei piu' attenti osservatori. La riduzione ha riguardato tutte le voci, dalle imposte dirette (reddito personale e d'impresa) a quelle indirette (imposta sul valore aggiunto e dazi doganali), colpite dal calo dei consumi, degli investimenti e delle importazioni. Lo scostamento di entrate e spese aumentera' il deficit di bilancio al 4,3% del PIL nel corrente esercizio, dal 3,1% previsto a febbraio, per attestarsi al 3,9% del PIL nel triennio successivo (in media 1,2% del PIL in piu' di quanto precedentemente stimato). Il deficit di bilancio portera' il debito pubblico lordo ad aumentare di anno in anno fino a superare il 60% del PIL nel 2022, a fronte del Budget di febbraio che prevedeva una sua stabilizzazione al 52% del PIL.

Ultimo aggiornamento: 14/11/2017^Top^

 

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