Quadro macroeconomico (SUD AFRICA)

Dopo la fine dell’apartheid, l’economia sudafricana ha subito un processo di profonda trasformazione, passando da una struttura fondata sul settore primario ad un modello di sviluppo in cui terziario e manifatturiero hanno progressivamente accresciuto la loro importanza: stando ai dati del 2016, tali settori contribuiscono rispettivamente per il 29,2% e il 68,6% alla formazione del PIL del Paese, mentre l’agricoltura concorre per il restante 2,2%.

Nel Paese operano filiere produttive di rilevanza mondiale nei settori agroalimentare, finanziario, dell’ingegneria estrattiva e della trasformazione chimica. Nel comparto dell’automotive, il Paese dispone della più importante piattaforma produttiva e di assemblaggio di veicoli del continente africano. Sono presenti in Sud Africa alcune tra le principali case automobilistiche straniere quali Ford, Bmw, Mercedes Benz, General Motors, Nissan, Renault, Toyota e Volkswagen, con impianti di produzione che servono l’intero mercato mondiale, compreso quello statunitense.

Il settore bancario è caratterizzato da una notevole concentrazione di potere tra le cinque maggiori banche (First National Bank, Standard Bank, Absa Bank, NedBank e Capitec) che dominano il ricco mercato locale e la cui presenza si estende in tutta l'Africa australe. La Costituzione sudafricana, inoltre, garantisce alla Banca Centrale, la Reserve Bank, una notevole autonomia.

Cuore economico del Sud Africa è la Provincia del Gauteng, la più popolosa del Paese e che da sola conta per oltre il 10% del PIL dell’intera Southern Africa Development Community. Tra i principali punti di forza dell’economia provinciale si segnalano l'aeroporto OR Tambo, l'Innovation Hub di Pretoria (polo di eccellenza scientifica e tecnologica), la borsa di Johannesburg (che e’ tra le prime venti globali, di gran lunga più capitalizzata di Mosca e Milano) e le grandi banche, assicurazioni e società finanziarie che operano nell’area.

Il Sud Africa resta tuttavia ancora contraddistinto da uno spiccato dualismo economico: alla parte del Paese ricca, moderna e industrializzata si contrappongono vaste aree caratterizzate da forte sottosviluppo (oltre il 30% dei sudafricani vive sotto la soglia di povertà). La strategia di "discriminazione positiva" con cui il governo ha promosso l'inserimento della popolazione di colore nella vita produttiva del Paese, incarnata dalla legislazione denominata "Broad-Based Black Economic Empowerment", non ha finora comportato l'atteso progresso sociale generalizzato. Benché stia effettivamente emergendo una nuova classe di imprenditori di colore, la grande maggioranza della popolazione nera seguita a vivere in uno stato di estrema povertà, mentre la minoranza bianca continua a mantenere il controllo delle maggiori industrie del Paese e dell’80% dei terreni coltivabili. L’elevata disoccupazione è la vera emergenza nazionale, oltre il 25% della popolazione e' infatti senza lavoro.

Per questo nel 2012 il Governo sudafricano ha elaborato il National Development Plan, ambizioso documento di programmazione economica che definisce le direttrici di sviluppo del Paese, una strategia di lungo periodo che ha l’obiettivo di eliminare la povertà e ridurre le disuguaglianze entro il 2030.

Ultimo aggiornamento: 18/04/2017^Top^

 

Scheda di Sintesi   Scheda di Sintesi in PDF   Rapporto in PDF   Stampa PDF personalizzato

 

Perché SUD AFRICA Outlook politico Outlook economico Competitività e Business Environment Accesso al credito Rischi Rapporti con l'Italia Turismo Strumenti utili per le imprese Link utili

 

Tutti gli Highlights Tutti gli approfondimenti Tutte le attivita promozionali Tutte le opportunità d'affari

 

Ambasciata d'Italia