Quadro macroeconomico (FINLANDIA)
Secondo il documento di previsione macroeconomica della Banca di Finlandia, diffuso nel giugno 2026, l’economia finlandese sta mostrando i primi segnali di consolidamento della ripresa, dopo la prolungata fase di contrazione e stagnazione registrata negli ultimi anni. Le stime indicano una crescita del Prodotto Interno Lordo dello 0,7% nel 2026, che dovrebbe essere seguita da un’accelerazione all’1,2% nel 2027 e all’1,4% nel 2028. Secondo la Banca Centrale, il miglioramento del quadro economico è sostenuto principalmente dalla ripresa dei consumi privati, dall’incremento delle esportazioni e dalla crescita degli investimenti, in particolare nei comparti tecnologico e della difesa.
Contribuisce inoltre alla crescita degli investimenti la rapida espansione delle applicazioni legate all’intelligenza artificiale, che sta favorendo lo sviluppo di nuovi “data centre” e delle relative infrastrutture energetiche e digitali. Permangono invece condizioni di debolezza nel settore edilizio, sostenuto prevalentemente dagli interventi di ristrutturazione e non già da nuove costruzioni.
Sul fronte dei prezzi, secondo la Banca Centrale le tensioni geopolitiche internazionali hanno contribuito ad alimentare pressioni inflazionistiche che incidono negativamente sulle prospettive di crescita della Finlandia, riconducibili principalmente all’aumento dei prezzi energetici e con riflessi soprattutto sui carburanti, benché la Finlandia si trovi nella posizione invidiabile di una sostanziale autonomia energetica (60% rinnovabili e 40% nucleare) per la produzione elettrica, peraltro bilanciabile grazie alle interconnessioni con Svezia ed Estonia.
Tale dinamica inflazionistica dovrebbe rivelarsi temporanea, l’inflazione dovrebbe infatti diminuire dal 2,4% dell’anno corrente all’1,7% nel 2027, per poi attestarsi all’1,8% nel 2028.
Il mercato del lavoro continua a rappresentare uno dei principali elementi di fragilità dell’economia finlandese. Il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi nel 2026 attorno al 10,4%, mentre le proiezioni della Banca Centrale indicano un miglioramento soltanto a partire dal 2027.
Nel biennio 2027-2028 il tasso di occupazione dovrebbe aumentare di circa un punto percentuale all’anno, mentre il tasso di occupazione della fascia di età compresa tra i 20 e i 64 anni dovrebbe attestarsi attorno al 75,5%.
Secondo la Banca di Finlandia, il rapporto deficit/PIL dovrebbe attestarsi al 4,2% nel 2026, valore leggermente inferiore al 4,6% stimato dal Ministero delle Finanze. Il deterioramento dei conti pubblici è attribuibile principalmente dalla Banca Centrale all’aumento delle spese per la difesa e alle misure di alleggerimento fiscale introdotte dal Governo. Le previsioni indicano un aumento del deficit al 4,8% del PIL nel 2027, seguito da una moderata riduzione al 4,5% nel 2028, favorita dall’attuazione delle misure di consolidamento fiscale e dal previsto, sebbene graduale, rafforzamento della crescita economica.
Il rapporto debito/PIL dovrebbe invece aumentare dal 92% nel 2026 a circa il 97% nel 2028, confermando una traiettoria di progressivo incremento dell’indebitamento pubblico.



