Quadro macroeconomico (MALAYSIA)
A seguito del generale rallentamento della domanda globale, nel 2023 la crescita economica del Paese si è attestata ad un ritmo più moderato (3,5%), tornando a registrare un’accelerazione nel 2024 (+5,1%), e consolidandosi nel 2025 (+5,2%).
Nel secondo trimestre del 2026 l'economia malese ha registrato una crescita del 5,8% su base annua, in accelerazione rispetto al 5,4% del trimestre precedente; su base congiunturale il PIL è aumentato dell'1,7%, invertendo la contrazione del 4,4% rilevata nel primo trimestre. L'espansione è stata sostenuta principalmente dai settori dei servizi, manifatturiero, minerario e delle costruzioni, mentre il comparto agricolo ha registrato una flessione. Le prospettive di breve periodo restano favorevoli, con una crescita del PIL attesa tra il 4,0% e il 5,0% per l'intero 2026, sorretta dalla solidità della domanda interna, da un flusso costante di investimenti, dal buon andamento delle esportazioni (in particolare del comparto elettrico ed elettronico) e da iniziative pubbliche di sviluppo delle competenze professionali nei settori dell'intelligenza artificiale e dell'information technology, oltre che dall'espansione del comparto dei semiconduttori. Permangono tuttavia elementi di incertezza legati alle tensioni geopolitiche internazionali, alla volatilità dei prezzi energetici e a un possibile indebolimento della domanda globale, fattori che rendono cruciali la fiducia delle imprese e la crescita della produttività.
Il tasso di inflazione ha mostrato una moderata accelerazione, passando dall'1,6% del primo trimestre all'1,9% nel secondo trimestre 2026, un livello comunque contenuto in prospettiva storica. La dinamica dei prezzi è stata trainata principalmente dal comparto assicurativo e dei servizi finanziari (+5,2%), seguito da trasporti (+3,6%), bevande alcoliche e tabacco (+2,8%) e informazione e comunicazione (+2,1%); incrementi più contenuti si sono registrati per alloggi, acqua, elettricità e combustibili (+1,2%), attività ricreative e culturali (+1,0%) e arredamento e manutenzione della casa (+0,4%). A fronte di questa dinamica, la crescita del salario medio nazionale del 4% su base annua ha consentito di preservare, e in parte rafforzare, il potere d'acquisto delle famiglie, contenendo l'impatto dell'inflazione sui consumi e sostenendo la domanda interna, uno dei principali motori della crescita economica del Paese.
Il mercato del lavoro malese si conferma solido: nella prima metà del 2026 il tasso di disoccupazione si è mantenuto stabile tra il 2,9% e il 3,0%, ai minimi degli ultimi dieci anni, mentre il rapporto occupazione-popolazione è rimasto invariato al 68,8%. La creazione di posti di lavoro ha continuato a essere trainata dal settore dei servizi, in particolare commercio, alloggio e ristorazione, informazione e comunicazione. Emergono però segnali di rallentamento strutturale, poiché la forza lavoro cresce a un ritmo superiore rispetto alla creazione di nuovi posti disponibili: un elemento da monitorare, che potrebbe tradursi in pressioni sul mercato occupazionale qualora la domanda di lavoro non mantenesse il passo attuale.
Bank Negara Malaysia, la banca nazionale, ha confermato, a metà 2026, il tasso di interesse overnight (OPR) al 2,75%, mantenendo invariato l'orientamento di politica monetaria per il quarto semestre consecutivo. La decisione riflette la valutazione della banca centrale secondo cui l'attuale impostazione monetaria risulta adeguata a sostenere una crescita economica equilibrata, preservando al contempo la stabilità dei prezzi. Pur riconoscendo i rischi connessi alle tensioni geopolitiche internazionali, a un eventuale irrigidimento delle condizioni finanziarie globali e a possibili interruzioni nell'offerta di materie prime, l'istituto ritiene che tali fattori non compromettano, allo stato attuale, il quadro macroeconomico complessivo, mantenendo un approccio prudente e orientato alla stabilità. La stabilità del costo del denaro offre un contesto di maggiore prevedibilità finanziaria per operatori economici e investitori, sia domestici sia esteri, sostenendo gli investimenti produttivi e le prospettive di sviluppo delle relazioni commerciali con la Malesia.
La performance commerciale della Malesia si è mantenuta particolarmente solida nel primo semestre del 2026: gli scambi complessivi sono cresciuti del 22,4% su base annua, superando i 390 miliardi di euro, con esportazioni in aumento del 27,5% (oltre 211 miliardi di euro) e importazioni in crescita del 16,9% (più di 179 miliardi di euro), per un surplus commerciale di circa 32 miliardi di euro: il valore più elevato mai registrato per il periodo gennaio-giugno. L'espansione delle esportazioni è stata trainata dal comparto elettrico ed elettronico, con un incremento di oltre 30 miliardi di euro, cui si aggiungono le buone performance di prodotti petroliferi, apparecchiature ottiche e scientifiche, prodotti metallurgici, minerari e gas naturale liquefatto. Sul fronte del debito pubblico, il debito federale è sceso al 63,1% del PIL nel primo trimestre 2026, rispetto al 65,2% del 2025, ben al di sotto del limite legale del 65%, grazie a un consolidamento fiscale che ha ridotto il deficit di bilancio dal 6,4% del 2021 al 3,7% del 2025 (obiettivo 3,5% per il 2026); l'obiettivo di medio termine è portare il deficit sotto il 3% e il debito sotto il 60% del PIL.
La Malaysia è il secondo produttore di petrolio e gas naturale della regione e il quinto maggior esportatore di gas naturale liquefatto al mondo. È inoltre strategicamente posizionata tra le più importanti rotte per il commercio di energia. I proventi del settore oil & gas rappresentano quasi il 15% del PIL, rendendo l’economia malese vulnerabile alle oscillazioni dei prezzi a livello mondiale.
A partire dagli anni ‘70 l’economia malese si è evoluta, passando dalla classica struttura dominata dall’estrazione di idrocarburi e di materie prime (tra cui stagno, bauxite, gomma naturale, ferro, oro, argento e carbone) e dalla produzione alimentare (soprattutto olio di palma) ad un modello di sviluppo sempre più diversificato con focus sul comparto dei servizi e sull’industria manifatturiera.



