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Politica economica (ARABIA SAUDITA)

L’Arabia Saudita è il principale paese del Golfo e unico membro G20, di cui ha assunto la Presidenza il 1 dicembre 2019 (il  Vertice dei Capi di Stato e di Governo si terrà a Riad dal 21 al 22 novembre 2020). Il mercato saudita è il più vasto del Golfo, contando una popolazione di 33,4 milioni di abitanti, di cui 2/3 sauditi, che cresce a un tasso annuo superiore al 2% (il 69% della popolazione ha età inferiore ai 35 anni).

Ad aprile 2016 è stata varata la “Saudi Vision 2030”, un piano di trasformazione economica che identifica settori e attività prioritarie per creare una capacità produttiva nazionale in un’ottica di diversificazione e liberalizzazione dell’economia saudita e di riduzione della dipendenza dalle esportazioni petrolifere. Il fondo sovrano locale (Public Investment Fund) è diventato il braccio finanziario della Vision 2030. Attraverso il piano di azione 2018-2020, il PIF punta a trasformare il Regno in un hub di investimenti innovativi, sfruttando la posizione geografica a cavallo di tre continenti. Il PIF è promotore della nascita di nuovi settori economici e ha messo in cantiere tre mega-progetti infrastrutturali (la città del futuro NEOM, il resort di lusso Red Sea e la città intrattenimento di Qiddiya), nonché creato società veicolo per investimenti all'estero. Il National Transformation Program – la roadmap di misure economiche e sociali destinata a favorire la realizzazione degli obiettivi di medio-lungo termine della “Saudi Vision 2030” – prevede, tra le altre cose, un imponente piano di privatizzazioni. Tale piano ha visto, tra dicembre 2019 e gennaio 2020, il collocamento sulla borsa di Riad (Tadawul) dell’1,7% del campione nazionale Saudi Aramco. La società ha raccolto la cifra record di 29,4 miliardi di dollari, raggiungendo una valutazione totale pari a 1.850 miliardi. Le restanti privatizzazioni procedono con i tempi tecnici necessari per predisporre nei dettagli la vendita dei singoli asset statali.

Dal 2017 Riad ha approvato una legge di bilancio sottoposta a revisione pubblica trimestrale e adottato una disciplina fiscale prima sconosciuta. Tra gli obiettivi fiscali, la tassazione dei consumi (con misure su bevande e tabacchi adottate a giugno 2017), la tassazione dei lavoratori stranieri (in progressivo aumento dal luglio 2017) e l'introduzione dell'IVA al 5% a partire dal 1 gennaio 2018.

Aldilà dei programmi in cui si va man mano articolando, Vision 2030 costituisce un progetto socio-politico scaturito dalla presa di coscienza della necessità di riformare il modello economico che il Regno ha finora perseguito, basato sulla rendita derivante dalle esportazioni di petrolio (cd. "rentier economy") e sulla delega pressoché assoluta di tutti i lavori manuali a circa 10 milioni di lavoratori stranieri, mentre i sauditi restano in maniera preponderante impiegati nel settore pubblico, anche se le dinamiche del mondo lavoro vanno gradualmente adeguandosi alla Vision 2030, con un maggiore impiego dei sauditi anche nel settore privato. Le nuove generazioni di sauditi - mediamente altamente istruite, spesso anche all'estero - aspirano ad una maggiore inclusione, sociale e lavorativa, inclusa la componente femminile.  

L'azione concordata in ambito OPEC+ a partire dal 2016, riconfermata da ultimo nel dicembre 2019 - alzando il taglio complessivo a 1,7 milioni di barili al giorno fino a marzo 2020 - ha permesso di stabilizzare le quotazioni petrolifere, con prezzi in risalita rispetto ai minimi raggiunti nel 2015-2017.

Grazie al riequilibrio fiscale e alle migliori condizioni macroeconomiche, Il FMI ha rivisto al rialzo le aspettative di crescita del Regno, anche in base al buon andamento del 2018 (PIL +2,21%) rispetto alla frenata del 2017 (-0,9%).

I fondamentali macro-economici del Regno sono solidi, con un rating A1 di Moody's e A di Fitch Ratings, entrambi con outlook stabile. Il debito pubblico è al 22% del PIL a fine 2019 e le Autorità fiscali hanno rassicurato istituzioni finanziarie internazionali e investitori che non si supererà in futuro la soglia del 30%, mentre il pareggio di bilancio dovrebbe essere raggiunto nel 2023.

 

Ultimo aggiornamento: 02/02/2020