Politica economica (AUSTRIA)
Il debito pubblico, anche grazie al basso livello dei tassi di interesse, è diminuito nel 2019 al 70,4% del PIL. Per questo il governo austriaco ha potuto approvare senza grandi problemi diverse misure a sostegno dell'economia durante la crisi legata alla pandemia di COVID-19. Di conseguenza il deficit del bilancio federale è aumentato all'8%, ed il debito pubblico ha raggiunto nel 2020 l'83,3% del PIL. Nel 2021 è stato registrato un leggero miglioramento a 82,8% grazie ad un deficit minore. Era prevista un'ulteriore forte riduzione per il 2022, però, a causa di diverse misure per mitigare gli effetti negativi dell'inflazione molto alta e sostenere il potere d'acquisto della popolazione, è diminuito soltanto al 78,4%. Nel 2023, rispetto al PIL, il debito pubblico è sceso al 77,8%. Un’ulteriore spesa importante approvata dal governo nel 2024 è stata il pacchetto d’aiuto a favore del settore dell’edilizia con un volume di 2,2 miliardi di euro. Tutte queste misure hanno fatto crescere la quota del debito pubblico che è aumentata a 79,9% nel 2024 e 81,9% nel 2025. Secondo le previsioni aumenterà a 83,8% nel 2026 e ulteriormente nei prossimi anni. La percentuale reale però dipenderà dal futuro sviluppo della congiuntura nazionale ed internazionale e dal tasso d'inflazione, anche alla luce della crisi ucraina, della situazione geopolitica in generale e delle relative conseguenze sul mercato del lavoro e sulla disoccupazione. Le previsioni riguardanti lo sviluppo del deficit rendono necessario un programma di risparmio nei prossimi anni per ristabilire i conti pubblici nel rispetto dei criteri di Maastricht dell’Unione Europea.



