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Politica economica (AUSTRIA)

L'Austria è uno dei Paesi che ha meno sofferto durante la crisi finanziaria del 2008-2012, riuscendo a mantenere tassi di crescita nel complesso soddisfacenti e un indebitamento sostanzialmente sotto controllo. Tali risultati sono stati ottenuti anche attraverso un'attenta politica di bilancio, con limitati  tagli alle spese. Dopo alcuni anni di tassi di crescita discreti, l'aumento del PIL ha superato il 2% a partire dal 2016, grazie anche ad una manovra finanziaria approvata dal Parlamento volta al rilancio dei consumi e della crescita ed al sostegno ai redditi più bassi per un valore di oltre 5 miliardi di Euro. Gli sgravi fiscali a favore delle famiglie con bambini, introdotti all'inizio del 2019, hanno sostenuto il consumo privato e contribuito a mantenere una crescita soddisfacente, sebbene più bassa di quella che si era riscontrata negli ultimi anni, a causa del rallentamento della congiuntura economica internazionale.

Il debito pubblico ha subito un forte incremento superando la soglia dell'80'% del PIL in seguito alla liquidazione della "Hypo Alpe Adria Bank", già nazionalizzata nel 2009,  ed alla contabilizzazione alle sue perdite a valere sul bilancio pubblico. Dal 2018 il debito pubblico è diminuito grazie al basso livello dei tassi di interesse e grazie alle misure per assicurare un saldo positivo dei conti pubblici, saldo che è stato raggiunto per la prima volta nel 2018. Nel 2019 il debito pubblico si è ridotto al 70,4% del PIL.

Le misure del Governo austriaco a sostegno dell'economia  per la crisi legata alla pandemia di COVID-19 stanno invece facendo aumentare fortemente il deficit del bilancio federale ed il debito pubblico che raggiungerà nel 2020 - si prevede -  l' 84,4% del PIL. Previsto che a fine anno l'impatto della pandemia si confermerà pesante anche in termini occupazionali.    

Il settore bancario austriaco è tra i più esposti verso i Paesi dell’Europa orientale ma il livello di capitalizzazione delle banche principali ha consentito di superare gli stress-test della BCE.

 

Ultimo aggiornamento: 22/10/2020