Rischi operativi (GIAPPONE)


Persiste la carenza di energia elettrica in Giappone

In seguito al sisma dell'11 marzo 2011, il governo giapponese ha provveduto all'arresto di tutti i suoi reattori nucleari. L'energia atomica rappresentava, prima del terremoto, circa il 30% di tutta l'energia prodotta. Le importazioni di petrolio e gas naturale sono quindi aumentate per sopperire al deficit energetico. Benche' l'esecutivo Abe abbia espresso la volonta' di riattivare una parte dei reattori, le aziende straniere devono continuare a considerare il rischio di frequenti blackout, premunendosi, ove possibile, con impianti o stabilimenti alternativi in diverse parti del Paese.


Nei prossimi anni un forte terremoto potrebbe colpire Tokyo

Tokyo e' situata in una zona ad elevato rischio sismico. La citta' viene colpita da un terremoto di gravi proporzioni circa ogni 70 anni. L'ultimo si e' verificato nel 1923 (grande sisma del Kanto). Una scossa di forti dimensioni potrebbe dunque colpire la capitale nell'arco dei prossimi anni, causando numerose vittime e danni economici incalcolabili. In caso di aumento dell'attivita' sismica nella regione, le aziende dovrebbero pertanto premunirsi con impianti o stabilimenti alternativi in altre parti del Paese.


Investitori stranieri penalizzati da procedure legali troppo lente

Sebbene le corti giapponesi non discriminino apertamente gli investitori stranieri, esse sono spesso mal disposte verso le dispute di tipo commerciale. Inoltre, le procedure legali giapponesi sono notoriamente complesse e lente per una serie di motivi di tipo burocratico e organizzativo. Pertanto, gli investitori stranieri in Giappone devono considerare che, nell’eventualita' di un’azione legale, un processo potrebbe durare molto di piu' rispetto a quanto accadrebbe nel Paese di origine.


Le barriere non tariffarie rimangono un ostacolo agli investimenti stranieri

La presenza di cartelli e associazioni di categoria, che agiscono con azioni di distorsione sulle dinamiche di interi settori economici, unitamente ad una prassi commerciale del tutto sui generis, impediscono anche alle grandi societa' straniere (salvo alcune eccezioni) di avviare un business duraturo in Giappone. I costi dei terreni e l'elevato livello delle retribuzioni corrisposte al personale assunto in loco sono fattori che continuano a incidere in maniera altrettanto determinante sulla scarsa presenza straniera nel Paese.


Le aziende trovano ancora difficolta' ad assumere lavoratori stranieri nel Paese

Meno del 2% della popolazione giapponese e' composta da stranieri. Cio' comporta difficolta' ad assumere personale specializzato proveniente dall'estero, anche se le autorita' mantengono una sostanziale apertura all'immigrazione di lavoratori altamente qualificati, con l'obiettivo di raddoppiarne il numero entro il 2020. L'iter per l'ottenimento dei visti di lavoro rimane, pertanto, ancora lungo e complesso, anche se nel medio termine si prevede uno snellimento delle attuali procedure burocratiche.


Ultimo aggiornamento: 07/01/2015^Top^
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