Quadro macroeconomico (ALBANIA)

La prospettiva economica rimane positiva per il medio termine. Si prevede che la crescita economica rimarrà al di sopra del livello del 4% nel 2019-2021, di conseguenza continuerà a migliorare. In particolare, la crescita economica dovrebbe essere del 4,3% nel 2019 del 4,4% nel 2020 e del 4,5% nel 2021.I tassi positivi verranno sorretti principalmente dalla domanda interna, sia in termini di consumi privati ​​che di investimenti, per quanto la domanda estera netta dovrebbe avere un effetto positivo ma marginale. Si prevede che il consumo finale a medio termine (2019-2021) aumenti in termini reali di circa il 3,1% all'anno, contribuendo in media a 2,8 punti percentuali all'anno all’aumento del PIL. Mentre l'investimento totale nell'economia crescerà in termini reali in media del 5,6% all'anno, con una leggera accelerazione nel 2021, dove il contributo medio sarà di circa 1,5 punti percentuali all'anno. 

Più moderate ma comunque positive le previsioni della Banca Mondiale (BM) e del Fondo Monetario Internazionale (FMI). Entrambi hanno rivisto le proprie previsioni al ribasso per il 2019 (rispettivamente 3,6% e 3,7%) e nel 2020 (rispettivamente 3,5% e 3,9%), con la conclusione dei lavori di realizzazione del TAP e della centrale idroelettrica di Devolli. Nel III-T del 2018 il flusso degli IDE è stato pari a 234.154 milioni di USD. Ciò è ascrivibile in massima parte ai settori dell’energia elettrica e del gas, che hanno beneficiato della costruzione di un importante centrale idroelettrica nel sud-est del Paese e soprattutto dei lavori relativi al gasdotto del TAP. Proprio a questo riguardo il FMI e la Banca Mondiale hanno auspicato una diversificazione degli investimenti verso altri settori, come quello dei servizi. L’indebitamento pubblico resta sempre su livelli allarmanti (le ultime stime lo fanno attestare al 63,5% del PIL alla fine del 2018), nonostante il programma di lungo termine redatto dal Ministero delle Finanze stabilisca che entro il 2020 esso debba scendere al di sotto della quota del 60% del PIL. Per centrare questo obiettivo le Autorità hanno concordato con il FMI di raggiungere un saldo primario pari allo 0,7% del PIL nel 2017. Anche il livello della disoccupazione resta alto (12,2%), pur se con un trend in calo. Viceversa, il tasso di inflazione media si è mantenuto su livelli decisamente contenuti nel 2018 (+1,8%), mentre preoccupa il deprezzamento dell'Euro che ha raggiunto il minimo storico della decade a dicembre 2018 toccando quota 122 Lek . Sul fronte del commercio estero, secondo i dati INSTAT relativi a tutto il 2018 l’Italia si conferma di gran lunga il partner principale dell’Albania con il 34% di share. A livello di bilancia commerciale globale, anche nel 2018 i dati EIU prefigurano un pesante saldo negativo (-2,67 miliardi di dollari), deficit che si mostra sempre più di natura strutturale.

Nel complesso, il Paese gode di una stabile situazione macroeconomica, sostenuta da un mercato bancario e finanziario che ha mostrato solidità e capacità di resistere alla crisi internazionale.

Ultimo aggiornamento: 08/10/2019^Top^
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