Aspetti Normativi (UNGHERIA)

ASPETTI NORMATIVI E LEGISLATIVI

Regolamentazione degli scambi

Sdoganamento e documenti di importazione: disciplina conforme alle norme comunitarie.

Classificazione doganale delle merci: disciplina conforme ai codici internazionali (TARIC).

Restrizione delle importazioni: non sono previste restrizioni per i Paesi UE. Per quanto riguarda l’importazione da Paesi Terzi, si applicano le direttive comunitarie in materia (Regolamento (CE) n. 1186/2009 del Consiglio, del 16/11/2009, relativo alla fissazione del regime comunitario delle franchigie doganali, relativo alla fissazione del regime comunitario delle franchigie doganali). Ogni merce importata da uno Stato extra UE sul territorio comunitario è, quindi, subordinata al pagamento del dazio sull’importazione.

La franchigia dei dazi può essere prevista solo in conformità alle norme della legge doganale.

Importazioni temporanee: le importazioni temporanee sono consentite per un periodo di sei mesi, rinnovabili una sola volta per ulteriori sei mesi.

 

Attività di investimento ed insediamenti produttivi nel Paese

Normativa per gli investimenti stranieri: non esistono restrizioni alla partecipazione di capitale straniero; anche l’acquisizione di una quota di maggioranza in una società non è soggetta all’approvazione delle autorità ungheresi.

I costi legali per l’apertura di una società ammontano a: HUF 50.000 per le Bt (Sas) o HUF 25.000, in caso di processi semplificati; HUF 100.000 per le Kft (Srl), le Zrt (SpA) e la Kata (società individuale) o HUF 50.000, in caso di processi semplificati; HUF 500.000 per le Nyrt.

I costi di pubblicazione corrispondono a: HUF 5.000 per le Bt (Sas), le Kft (Srl), le Zrt (SpA) e per le Kata (società individuale), mentre non esistono costi di pubblicazione per queste aziende in caso di processi semplificati; HUF 3.000 per le Nyrt.

Inoltre, dal 1/3/2012, è previsto l’obbligo di affiliazione alla Camera di Commercio di competenza (HUF 5.000 su base annuale).

 

Brevetti e proprietà intellettuale: in materia, sono applicabili le direttive e le risoluzioni comunitarie. Il brevetto europeo è lo strumento grazie al quale la tutela accordata ad un’invenzione può essere fatta valere in tutta Europa, senza la necessità di depositare la richiesta in ogni singolo Stato membro. La normativa di riferimento è la Decisione 2011/167/UE del Consiglio del 10/03/2011, che autorizza una cooperazione rafforzata nel settore dell’istituzione di una tutela dei brevetti unitaria. Per quanto riguarda la normativa nazionale, viene concessa una tutela di 20 anni. Per le procedure di registrazione, sia i cittadini che le ditte straniere, devono avvalersi di un rappresentante ungherese. Viene riconosciuta anche la brevettabilità dei processi di produzione. Per i brevetti accettati prima del 01/01/1996, la legge di riferimento è la n. 2/1969 mentre per quelli approvati in seguito occorre far riferimento alla nuova legge, che recepisce la normativa internazionale (L. 33/1995). Per i brevetti accettati dopo il 1/01/2003, la legge di riferimento è la n. 39/2002.

 

Sistema fiscale[1]

Sono previste: imposta sui redditi delle società (Tao), imposta comunale industriale (Ipa), imposta sui redditi delle persone fisiche (Szja), imposta sul valore aggiunto (ÁFA), imposta su prodotti speciali (equivalente all’accisa italiana) e altri oneri e contributi previdenziali e sanitari.

In Ungheria, sono considerati soggetti fiscali: i cittadini ungheresi residenti, qualsiasi persona giuridica ungherese, società straniere off-shore, rappresentanze commerciali, filiali, qualsiasi persona fisica straniera dotata di permesso di soggiorno o che trascorra nel Paese più di 183 giorni.

Anno fiscale: 1 gennaio - 31 dicembre.

Imposta sui redditi delle persone fisiche: aliquota unica al 15%.

Tassazione sulle attività di impresa: dall’1 gennaio 2017 la Flat Tax è andata a sostituire il precedente sistema di tassazione progressivo; l’imposta sui redditi delle società ammonta al 9% (la più bassa dell’UE). Durante il periodo 2017-2018, le regole sulla tassazione sono state significativamente cambiate così da ridurre le procedure di tassazione e rafforzare il ruolo dell’autorità fiscale ungherese in quanto fornitore di servizi. Il contributo sociale che i datori di lavoro devono versare sugli stipendi lordi dei propri dipendenti è passato dal 27% al 19.5%.  L’imposta sulle attività locali è del 2%, mentre il contributo sull’innovazione è al 0.3%.

Imposta sul valore aggiunto (VAT): 27% (prevista un'aliquota del 18% per i prodotti alimentari e del 5% per i beni di prima necessità e i giornali). Sono esenti da VAT i servizi finanziari, bancari, assicurativi e certi servizi di investimenti e compravendita nel settore immobiliare. La carne cruda di animali abitualmente ritenuta idonea al consumo alimentare è soggetta ad un’aliquota del 5%.

 

 


[1] Fonte: Competente in materia è l’Ufficio Nazionale delle Tasse e delle Dogane (http://nav.gov.hu/)

 

“Business Atlas 2019: guida agli affari in 55 mercati per il business italiano” a cura delle Camere di Commercio italiane all’estero. Aggiornamento a cura dell’Ambasciata d’Italia a Budapest(Fonti: http://www.businessguidehungary.com; Tesoreria dello Stato ungherese: https://illetekigazolas.allamkincstar.gov.hu)
Ultimo aggiornamento: 25/10/2019^Top^
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