Quadro macroeconomico (UNGHERIA)

Secondo l’Ufficio di Statistica KSH, nel 2018 il PIL ungherese è cresciuto del 4,9% (5% se corretto per gli effetti di calendario) pari a Ft 42.073 miliardi (circa 137 miliardi di euro) a prezzi correnti. Maggiori contributori sono stati i servizi e il settore industriale.  Alla formazione del PIL, i servizi hanno contribuito per il 2,4%, le costruzioni per lo 0,8%, l’industria per lo 0,7% e l’agricoltura per lo 0,2%.  Rispetto al terzo trimestre del 2018 è cresciuto dell’1%. Esaminando il settore industriale emerge che il comparto manifatturiero ha registrato la maggiore crescita ad eccezione del settore dei mezzi di trasporto. Il maggior aumento nei servizi si è avuto nel commercio all’ingrosso e al dettaglio e nei servizi di ristorazione e alloggio che hanno registrato una crescita del 7,9%; i servizi di informazione e comunicazione sono aumentati del 7,4%. Le attività finanziarie e assicurative sono cresciute del 2,4%, e sono aumentati anche i prestiti e i depositi delle società non finanziarie e delle famiglie; le attività immobiliari hanno registrato un incremento del 4,3%. Il valore aggiunto totale della pubblica amministrazione, dell'istruzione e della sanità è diminuito dello 0,2%.

Il volume degli investimenti è cresciuto del 17%. Il settore manifatturiero registra oltre ¼ degli investimenti. Nelle aree prevalentemente con finanziamento pubblico, gli investimenti sono cresciuti nel settore della pubblica amministrazione e della difesa del 35%. Nel 2018 sono stati avviati 98 nuovi investimenti per un valore complessivo di 1.380 miliardi di fiorini (Euro 4,3 miliardi). Il Governo ha erogato sovvenzioni a fondo perduto per 125 miliardi di fiorini (euro 400 milioni circa). Creati 17.000 nuovi posti di lavoro ad un salario lordo medio più alto del 40% rispetto al 2017. Il primo investitore risulta la Germania con 28 progetti. Il settore automotive ha registrato la maggior quota di investimenti con 36 progetti per un totale di 851 miliardi di fiorini (euro 2,7 miliardi). Tra le maggiori case figurano BMW, Jaguar, Land Rover e per l’elettromobilità Samsung SDI, SK Innovation, GS Yuasa.

Il consumo finale effettivo delle famiglie è aumentato del 4,6%, quello del governo del 2,1% (il consumo finale effettivo è aumentato del 3,7%). Sia gli investimenti in capitale che gli investimenti fissi lordi sono aumentati del 17%. Le esportazioni sono cresciute del 4,7% e le importazioni del 7,1%. l consumi finali effettivi hanno contribuito alla crescita del PIL per il 2,6%. Il saldo del commercio estero, nel suo insieme, ha rallentato la crescita economica dell’1,5%.

Il commercio estero registra un avanzo di 6 miliardi di euro. Il volume delle esportazioni è aumentato del 4,3%, (105 miliardi di euro), e quello delle importazioni del 6,9% (99 miliardi di euro). Le esportazioni di servizi sono aumentate del 2,0% e le importazioni del 5,4% rispetto al 2017. L’UE è il primo mercato di sbocco delle esportazioni ungheresi (80%) e il primo mercato di importazione (74%). Il tasso di inflazione nel corso del 2018 è stato del 2,8%, con i prezzi alimentari che sono aumentati del 4,2%, bevande alcoliche e tabacco del 5,6%; elettricità, gas e di altri combustibili dell’1,4%.

La Banca Centrale ha rilevato che il debito è sceso al 70,9% del PIL dal 73,4% del 2017. La stima per il deficit è del 2% rispetto al 2,4% previsto dal governo. Nel 2018 si è registrata una crescita dell’11,3% e i salari reali, sono cresciuti dell’8,3%. Il tasso medio di disoccupazione è stato del 3,7%. Per il 2019 si stima che l’economia del Paese continuerà a crescere ad una media superiore di quella europea. Nei primi due mesi del 2019 le agenzie di rating Fitch e Standard & Poor’s hanno rivisto il rating a BBB con outlook stabile. La Commissione europea prevede una crescita del PIL del 3,4% per l’anno in corso. Sul fronte inflazione la Commissione stima il 2,8% per quest’anno.

Ultimo aggiornamento: 07/03/2019^Top^

 

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