Quadro macroeconomico (UNGHERIA)

L'economia ungherese ha ripreso a crescere dal 2014. Alla formazione del PIL contribuiscono l’agricoltura per il 3,4%, l’industria per il 31,1% e i servizi per il 65,5%. Tali settori occupano rispettivamente il 5, il 30 ed il 65% della forza lavoro. La principale risorsa naturale del Paese è costituita dalla terra che per il 75% è arabile e dalle sorgenti calde che potrebbero essere sfruttate per la produzione di energia  geotermica. L’industria più importante è quella automobilistica che contribuisce per il 30% all’intera produzione industriale, seguita dall’industria chimica (plastica e farmaceutica), mentre hanno perso di importanza quella mineraria, metallurgica e tessile. L’industria alimentare  contribuisce per il 14% alla produzione industriale e per il 7-8% all’export. In Ungheria sono localizzati molti investimenti  nel settore automotive: sono infatti presenti  la General Motors, la Magyar Suzuki, la Mercedes-Benz e l’Audi. Nel 2017 il PIL è cresciuto del 4%. Al raggiungimento di tale risultato hanno contribuito i servizi per l’1,8%, le costruzioni per l’1,0% e l’industria per lo 0,9%. L’agricoltura ha invece abbassato la crescita di 0,3 punti percentuali. Sotto il profilo della produzione, le costruzioni sono aumentate del 32%, l’industria del 3,9%, i servizi del 3,3% e l’agricoltura del 9,0%. Sotto il profilo della spesa, i consumi delle famiglie sono aumentati del 4,1%, mentre la spesa pubblica è diminuita dello 0,4%. Gli investimenti fissi lordi sono cresciuti del 17%. Le esportazioni sono cresciute dell’8,1% e le importazioni dell’11,3%, ma rispetto al 2016, il surplus è diminuito di 1,6 miliardi di euro. Il saldo del commercio estero nel suo insieme ha rallentato la crescita economica di 1,4 punti percentuali. La spinta agli investimenti  è da attribuire ai fondi europei e al programma di sostegno per la casa “CSOK”, finanziato con fondi governativi. Altra spinta alla crescita è venuta dai consumi,  a loro volta sostenuti dall’aumento dei salari e dalla forte crescita del turismo. Accanto alla tradizionale industria automobilistica, il settore delle costruzioni e del turismo (fatturato +15,6%) sono stimati ad oggi i settori con più elevato livello di crescita per il 2018.  Il tasso di disoccupazione è sceso sotto il 4%, mentre quello di occupazione è cresciuto dell’1,6%. L'inflazione media è stata del 2,4%. Il deficit è stato dell’1,9% e il debito è stato pari al 74% del PIL e, rispetto alla sua composizione, solo per il 25% è in valuta straniera. Fitch e S&P  hanno rivisto l’outlook del paese elevandolo a  positivo (“BBB-“)  mentre il rating di Moody’s  è “Baa3” con outlook stabile. Anche il 2018 si prevede un anno  molto positivo per l’economia ungherese che secondo le stime del Ministero dell’Economia crescerà del 4,3%. L’Unione Europea stima il 3,7% e l’OCSE il 3,6%. Il deficit dovrebbe rimanere intorno al 2%, nonostante le elezioni. Il settore bancario è tornato fare profitti e l’utile  e’ cresciuto del 50% , toccando i due miliardi di euro (dati banca nazionale ungherese).  Gli NPL (90 giorni ed oltre) sono scesi al 4,1% grazie all’aumento dei salari e dell’occupazione e alla dismissione dei crediti in sofferenza. In netto aumento anche il commercio estero, +9,6% rispetto al 2016 : l’export evidenzia la crescita del  prodotto industriale, mentre l’import  mostra la ripresa della domanda interna per maggiori consumi e investimenti. Il saldo della bilancia commerciale si è comunque ridotto per effetto del maggiore aumento delle importazioni. Per quest'anno, si prevede una tendenza analoga grazie al completamento dell'ampliamento di progetti nel settore automobilistico (Mercedes avvia la produzione della nuova Classe A e Audi dei motori elettrici), agli investimenti in infrastrutture,  nell’edilizia e alla domanda interna. L'UE rappresenta il principale partner commmerciale con una quota dell'80%. In forte crescita il turismo: quello estero è aumentato del 6,1%, mentre quello domestico del 9%. Il governo ha dichiarato il turismo industria di importanza strategica e lo scorso anno ha lanciato un programma di 300 miliardi di fiorini (circa 1 miliardo di euro)  dei quali circa mezzo miliardo di euro in sussidi per lo sviluppo e ammodernamento degli alloggi commerciali,  nel tentativo di aumentare il contributo del settore al PIL al 16% entro  il 2019.

Ultimo aggiornamento: 15/03/2018^Top^

 

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