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Rischi economici (ISLANDA)


Ricadute sull'economia islandese derivanti dalla politica commerciale dell'Amministrazione Trump

Le tensioni internazionali innescate dalla politica commerciale della Presidenza Trump potrebbero avere pericolose ricadute sull'economia islandese, il cui interscambio è concentrato prevalentemente su Europa e Nord America. Il Paese, la cui economia è fortemente proiettata verso l'esterno, rimane infatti un convinto sostenitore del libero scambio.

Livello dell'inflazione e del tasso d'interesse di riferimento

Dopo essere scesa sotto la soglia del 4% alla fine del 2025, alleviando così i suoi effetti sulla domanda privata e sul business sentiment delle imprese, nei primi mesi del 2026 l'inflazione ha ripreso a salire. Benché la Banca Centrale abbia progressivamente ridotto il tasso d'interesse di riferimento, portandolo al di sotto dell'8%, esso sembra destinato a pesare ancora a lungo sugli investimenti produttivi e sul mercato immobiliare, penalizzato dai tassi applicati ai mutui.

Eccessiva dipendenza dal settore turistico

Con un fatturato complessivo superiore ai 3 miliardi di euro, il turismo copre un terzo di tutto l'export di beni e servizi del Paese, con i viaggiatori stranieri che rappresentano circa l'80% del mercato. La persistente minaccia sismica e il rischio di eruzioni rappresentano tuttavia un'alea non solo per la sicurezza nel Paese, ma anche per l'andamento del comparto. Un drastico calo degli ingressi dovuto a fenomeni naturali o ad altri eventi esterni potrebbe mettere a rischio la bilancia delle partite correnti e la stabilità economica del Paese.

Eccessiva concentrazione della produzione e dell'export sul settore ittico e dell'alluminio

Malgrado gli sforzi del Governo per promuovere gli investimenti in settori ad elevato valore aggiunto e lo sviluppo in questi ultimi anni di nuove industrie come quella delle ICT e delle biotecnologie, buona parte della produzione e dell'export rimane concentrata sul comparto ittico e su quello siderurgico. Analogamente a quanto riferito sul settore turistico, una crisi di questi due comparti potrebbe mettere a rischio la bilancia delle partite correnti e la stabilità di una piccola economia aperta agli scambi internazionali come quella islandese.

Possibili difficoltà del Governo a tutelare gli interessi del Paese nell'ambito dello Spazio Economico Europeo

Lo Spazio Economico Europeo rimane uno strumento essenziale per promuovere le relazioni commerciali con la UE e, da qui, garantire la prosperità economica del Paese. Le sfide strategiche che la UE è chiamata ad affrontare in ragione del sempre più complesso quadro internazionale potrebbero tuttavia relegare in secondo piano gli interessi nazionali di un piccolo Paese come l'Islanda, rendendo il SEE una forma di cooperazione obsoleta e non al passo coi tempi.

Ultimo aggiornamento: 30/04/2026