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Rischi economici (COREA DEL SUD)


Alto livello dell'indebitamento privato

Con un debito pubblico equivalente pari a circa il 40% del PIL la Corea del Sud esprime il valore più basso tra i Paesi OCSE. A fronte di tale dato estremamente positivo, sopratutto se confrontato a quello delle economie europee e giapponese, la Corea del Sud esprime un altissimo livello di debito privato (89,2% del PIL) con un rapporto medio tra debito privato e reddito disponibile superiore al 160%. Tale componente rischia di generare rischi sistemici molto forti in una eventuale fase di persistente bassa crescita e/o di una dinamica deflattiva del mercato immobiliare.

Debolezza delle PMI

Le PMI coreane risultano spesso finanziariamente fragili a causa di bassa capitalizzazione e alti tassi di indebitamento. In una situazione di maggiore volatilita’ del tasso di cambio della valuta nazionale rispetto al passato e di minori possibilita’ di accesso al credito, molte imprese corrono il rischio di andare in sofferenza. Una prolungata situazione di stress per tale comparto, in mancanza di adeguati interventi sul lato creditizio, potrebbe determinare un elevato numero di situazioni di insolvenza sucettibile di avere importanti ripercussioni sull’'economia nazionale.

Conseguenze di una possibile instabilita' finanziaria sui mercati internazionali

La divergenza delle politiche monetarie potrebbe determinare instabilita' finanziaria a livello internazionale. In particolare, mentre molti Paesi sono impegnati in un'espansione monetaria (su tutti UE e Giappone), gli Stati Uniti dovrebbero nei prossimi mesi rivedere al rialzo i tassi di interesse. La Corea, in virtu' di un ampio avanzo di conto corrente e di ingenti riserve di valuta estera dovrebbe essere al riparo, ma i possibili effetti negativi sui mercati di sbocco dell'export coreano e l'eventuale aumento dei tassi di interesse potrebbero rallentare la crescita del Paese.

Bassa occupazione giovanile

A fronte di una bassa disoccupazione giovanile (pari all'8% nella fascia 15-29 anni), si registra un tasso di occupazione giovanile pari al 40%, nettamente inferiore alla media OCSE e in ulteriore calo negli ultimi anni. Su tali dati incide anzitutto l'elevato livello di istruzione e di qualifica dei giovani coreani, che si affacciano al mondo del lavoro mediamente più tardi, e faticano a trovare posti di lavoro adeguati alle proprie qualifiche. Ben 720.000 sono poi i giovani completamente inattivi, i cosiddetti NEET (not in education, employment or training).

Tensione commerciale nella regione

Migliorano i risultati dell'export (che vale praticamente metà del PIL del Paese), in particolare dei semiconduttori, dopo un anno di forte difficolta' dovuto alla pandemia da coronavirus. Preoccupano invece le tensioni economico-commerciali tra Pechino e Washington, che spingono entrambe per avere Seoul dalla propria parte in un contesto che non e' solo economico, ma anche geo-politico. Cina e USA sono i due principali partner economici della Corea, seguiti dal Giappone.

Ultimo aggiornamento: 24/05/2021