Rischi economici (MAROCCO)
- Dipendenza dall'agricoltura
- Volatilità dei prezzi delle materie prime
- Esposizione a shock esterni
- Sostenibilità delle finanze pubbliche
Dipendenza dall'agricoltura
L'agricoltura riveste un ruolo significativo nell'economia marocchina, contribuendo in modo sostanziale al PIL e impiegando una parte considerevole della forza lavoro (14% del PIL e 40% della forza lavoro). Questa forte dipendenza espone il paese alla vulnerabilità intrinseca del settore agricolo, particolarmente suscettibile alle variazioni climatiche. Periodi di siccità prolungata, sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici, possono portare a raccolti scarsi, con conseguenze negative sulla crescita economica, sull'inflazione (aumento dei prezzi alimentari) e sui livelli di occupazione, soprattutto nelle aree rurali. Inoltre, la dipendenza dall'agricoltura rende l'economia più sensibile alle fluttuazioni dei prezzi dei prodotti agricoli sui mercati internazionali.
Volatilità dei prezzi delle materie prime
La volatilità dei prezzi delle materie prime assume particolare rilevanza nel settore dei fosfati e dei loro derivati. Data l'importanza cruciale dei fosfati per l'economia del paese, le fluttuazioni dei loro prezzi sui mercati internazionali e il volume delle esportazioni risultano fattori determinanti per preservare l'equilibrio della bilancia commerciale e la solidità delle finanze pubbliche.
Esposizione a shock esterni
Negli ultimi cinque anni, il Marocco ha dovuto affrontare significativi shock esterni, tra cui la siccità, una marcata pressione inflazionistica e un devastante terremoto. Parallelamente, la crescente integrazione dell'economia marocchina nel contesto globale, in particolare attraverso intensi scambi commerciali con l'Unione Europea, la Cina e gli Stati Uniti, espone il paese a una maggiore vulnerabilità nei confronti di perturbazioni economiche esterne.
Sostenibilità delle finanze pubbliche
La spesa pubblica in Marocco è significativa, destinata a sostenere programmi sociali, investimenti infrastrutturali e a gestire le dinamiche occupazionali (la Legge Finanziaria del 2025 prevede una spesa totale di circa 54 miliardi di euro, mentre il livello di debito pubblico si dovrebbe attestare al 69% del PIL). Sebbene questi investimenti siano importanti per lo sviluppo, un livello di spesa pubblica elevato, soprattutto se non accompagnato da entrate adeguate, può portare a un aumento del debito pubblico e a pressioni sulla sostenibilità fiscale nel lungo periodo.



