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Quadro macroeconomico (MOZAMBICO)

La congiuntura economica mostra segni di rallentamento. Nel 2019 la crescita economica del Mozambico è stata del 2,3%, minore che nei periodi precedenti (in media 3,5% tra il 2016 e il 2018; al +7,8% tra il 2001 e il 2015), complici anche gli effetti negativi sull’agricoltura dei Cicloni Idai e Kenneth.  Nel 2020, per l'effetto della pandemia COVID-19 sull'economia globale e  sulle esportazioni mozambicane, il Mozambico ha sperimentato la sua prima recessione economica dal 1992 (PIL in calo dell'1,3% secondo i dati dell'Istituto Nazionale di Statistica). In particolare, hanno sofferto i settori del turismo, dei trasporti, dei servizi e l'industria estrattiva.

Le prudenti misure monetarie e le politiche fiscali volte a contenere il deficit pubblico degli ultimi anni hanno consentito di tenere sotto controllo l’inflazione e garantire un livello adeguato di riserve internazionali. L’inflazione si è attestata al 3,5% nel 2020 e dovrebbe successivamente stabilizzarsi ad una media annua del 5,5% fino al 2025. Le riserve internazionali si mantengono ad un livello di sicurezza (coprendo più di sei mesi di importazioni). Per perseguire questi obiettivi il Banco de Moçambique ha lasciato fluttuare il tasso di cambio e la moneta locale (il metical) ha subito un forte deprezzamento negli ultimi mesi, perdendo oltre il 10% del suo valore, anche in conseguenza della brusca dimunizione delle esportazioni mozambicane.

In ambito finanziario, nel 2019 è stato raggiunto un accordo tra Governo e creditori privati per la ristrutturazione di circa un terzo dei c.d. “debiti occulti” (i prestiti commerciali per oltre 2 miliardi di dollari contratti nel 2014 sui mercati internazionali dal precedente Governo Guebuza con garanzie sovrane, ma senza la necessaria autorizzazione del Parlamento). Ciò tra l’altro ha contribuito alla progressiva normalizzazione dei rapporti con il FMI. Il Fondo ha ora espresso la propria disponibilità ad avviare negoziati su un programma di sostegno al Mozambico. Parallelamente, a causa degli effetti avversi della pandemia il Mozambico ha dovuto ricorre al sostegno dei donatori internazionali - in particolare del FMI nell'ambito della Rapid Credit Facility. Il Fondo è intervenuto erogando circa 309 milioni di dollari per far fronte alle urgenze riguardanti la bilancia dei pagamenti e affrontare le esigenze fiscali derivanti dalla pandemia.

Il debito pubblico è ancora elevato: secondo le stime raggiungerebbe il 121,3% del PIL nel 2020, per poi stabilizzarsi al 123,5% del PIL nel 2021. In questo quadro, si segnalano le iniziative di moratoria sul servizio del debito del FMI e del Club di Parigi, che consentono al Paese di non distrarre importanti fondi dal settore sanitario e sociale. La bilancia commerciale registrava a fine secondo trimestre 2020 un disavanzo di oltre 660 milioni di dollari (secondo i dati INE) determinato dagli shock climatici e dell’andamento dei prezzi delle commodities. Il forte rallentamento del commercio globale e delle esportazioni mozambicane fa presagire un disavanzo più marcato al termine di quest'anno.

Nonostante le difficoltà della congiuntura, la prospettiva di medio-lungo periodo resta positiva soprattutto grazie ai mega progetti di sfruttamento del gas naturale nel Nord del Paese. La francese Total ha avviato nel 2019 un investimento da 20 miliardi di euro per l’estrazione e la liquefazione del gas naturale; l’ENI (in un consorzio alla pari con l’americana ExxonMobil) ha gia’ iniziato nel 2017 un progetto off-shore da 7 miliardi di dollari e ne ha annunciato un altro da 25 miliardi. La Final Investment Decision (FID) per quest'ultimo progetto è stata rimandata da Exxon, e non verrà riconsiderata fino al 2022, a causa della contrazione degli investimenti nel settore dovuta al crollo dei prezzi. I progetti entreranno progressivamente in produzione dalla fine del 2022 e il FMI stima che da allora il Paese iniziera’ a registrare forti tassi di crescita (11 % nel 2024 e 11,2% nel 2025).  

In vista degli introiti attesi per lo Stato dai mega progetti (oltre 100 miliardi di dollari), il Governo sta valutando la creazione di un “Fondo Sovrano”. Il Fondo dovrebbe garantire la massimizzazione dei guadagni, in un'ottica intergenerazionale,  e contrastare eventuali shock negativi sull'economia derivanti riduzioni del prezzo del gas, ridurre la povertà e diversificare l’economia, con uno sguardo al futuro del paese e al raggiungimento della stabilità economica.

Ultimo aggiornamento: 18/02/2021