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Overview (BRASILE)

L’Ambasciata d’Italia a Brasilia, in collaborazione con GM Venture e KPMG, ha pubblicato nel novembre 2020 una nuova versione della Guida agli affari in Brasile, scaricabile dal sito web dell'Ambasciata:

http://ambbrasilia.esteri.it/ambasciata_brasilia/resource/resource/2020/11/guida_2020.pdf

QUADRO GENERALE

Le relazioni fra Italia e Brasile, di cui la cooperazione economica rappresenta un asse importante, attraversano una fase molto positiva. Alcuni dati aiutano a spiegare meglio l’importanza del Brasile come partner per le nostre imprese, sia in termini di investimenti che di interscambio commerciale.

Commercio Bilaterale

I dati ICE/ISTAT aggiornati a settembre 2020 registrano una contrazione del 18%  delle esportazioni italiane verso il Brasile rispetto ai primi nove mesi del 2019, passate da 2,95 a 2,42 milardi di Euro. Analogamente le importazioni italiane dal Brasile si sono ridotte del 7,5%, passando da 2,52 dei primi tre trimestri a 2,33 miliardi di Euro. Il saldo 2020, che continua ad essere positivo per il nostro Paese, scende tuttavia a 91,53 milioni di euro, a fronte di un saldo positivo di 431,6 milioni di euro nel periodo gennaio-settembre 2019.

In controtendenza rispetto all’andamento generale, crescono del 32,8% le esportazioni italiane di medicinali e preparati farmaceutici (Euro 221,9 milioni), di prodotti alimentari (+2%, Euro 103 milioni), di computer e prodotti di elettronica, ottica e elettromedicali (+2,4%, Euro 94 milioni). 

In calo l’export di altre macchine per impieghi speciali (-21%, Euro 225,7 milioni), altre macchine di impiego generale (-14,3%, Euro 210,6 milioni), macchine di impiego generale (-9,4%, Eur 208,7 milioni), parti e accessori di autoveicoli e loro motori  (-33,1%, Euro 179,7 milioni), motori, generatori e trasformatori elettrici (12,7%, Euro 87,9 milioni), autoveicoli (-28,8%, Euro 77,3 milioni).

Mentre crescono le importazioni italiane dal Brasile di prodotti dell’agricoltura, pesca e silvicoltura (+9,7, Euro 635,8 milioni), prodotti alimentari (+12,5%, Euro 217,2 milioni), e metalli preziosi e non ferrosi ( +58%, Euro 274,1 milioni), l’Italia importa meno pasta-carta, carta e cartone (-32,4%, Euro 345,2 milioni), minerali metalliferi ferrosi (-42,4%, Euro 135,3 milioni), cuoio conciato e lavorato (-34,8%, Euro 100 milioni), prodotti della siderurgia (-51,5%, Euro 92,2 milioni).

Investimenti

In termini di flussi, secondo dati pubblicati ad aprile 2019 dal Ministero dell’Economia brasiliano, l’Italia è diventato il principale investitore tra i Paesi che hanno firmato un memorandum d’intesa in materia di facilitazione di investimenti (Stati Uniti, Cina, Giappone, Francia). Secondo tale studio, il flusso di investimenti annunciati dall'Italia per il 2018 ammontava a circa 3,5 mld di USD. Quelli per il primo trimestre del 2019 erano pari a quasi 5 miliardi di USD. Tali dati non tengono conto degli investimenti di circa 4 miliardi di USD recentemente annunciati da FCA per il prossimi anni. 

Per quanto concerne lo stock di investimenti diretti, le ultime statistiche disponibili del Banco Centrale del Brasile relative al 2015 (censimento 2016) vedono l’Italia in decima posizione tra i Paesi investitori con quasi 11 miliardi di dollari (secondo il metodo di calcolo della controparte finale, che tiene conto dell’effettiva proprietà dei capitali). I dati sui flussi tra gennaio 2016 e novembre del 2017 vedono l’Italia in ottava posizione, con 4,3 miliardi di dollari.

Per quanto concerne la composizione degli stock, gli investimenti italiani in Brasile (secondo il concetto dell’investitore finale) si concentrerebbero prevalentemente nell’industria di trasformazione (33,6%), nei settori dell’informazione e delle telecomunicazioni (28%), dell’elettricità e del gas (14,9%) e finanziario (9,2%).

Ancora molto limitati, invece, gli investimenti in Italia da parte di imprese brasiliane, del resto ancora poco propense a internazionalizzarsi, soprattutto al di fuori delle tradizionali aree di interesse rappresentate dal Cono Sud, dall’Africa e dagli Stati Uniti.

Presenza imprenditoriale italiana in Brasile

Nel giugno 2020 l’Ambasciata ha censito 968 filiali di imprese italiane.

Sul piano qualitativo, le imprese italiane hanno ormai acquisito un ruolo di primo piano su questo mercato in settori strategici per l’economia brasiliana, come energia, telecomunicazioni, acciaio, autostrade e automotive.

Per quanto concerne la localizzazione geografica degli investimenti italiani, oltre che negli Stati del sud, più sviluppati economicamente e meta preferita della nostra imprenditoria (oltre la metà delle nostre aziende sono concentrate nello Stato di San Paolo), le imprese italiane si stanno affacciando nel nord est (Pernambuco, Maranhão, Bahia) ma anche nel centro (Goiás, Mato Grosso do Sul).

 

Ultimo aggiornamento: 21/01/2021