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Overview (MAROCCO)

Il Marocco risulta essere per l’Italia un Paese strategico nella regione mediterranea non soltanto a livello nazionale, ma anche europeo. In ragione della sua stabilità politica e delle favorevoli previsioni di crescita economica, che rappresentano un’eccellenza nell’intera regione (che risulta invece essere caratterizzata da una diffusa instabilità istituzionale), il Marocco, da un punto di vista economico e commerciale, risulta offrire numerose opportunità per le imprese in termini di investimento.

Gli effetti della pandemia sull’economia marocchina non hanno tardato a tradursi nel corso del 2020 in una contrazione della crescita stimata tra il 6% e il 7%, per effetto combinato del calo delle esportazioni (dal -26% del secondo trimestre al -7,5% di fine anno) e della riduzione della domanda interna, aggravata per il secondo anno consecutivo dalla siccità che ha colpito il settore agricolo. I disoccupati si attestano ad oggi a 1.429.000 persone, con un tasso di disoccupazione passato dal 9.2% all’11.9% a livello nazionale. Per il 2021 il FMI prevede una crescita del 4,5% dell'economia marocchina e un tasso di disoccupazione che dovrebbe situarsi al 10,5%.

L’economia del paese si caratterizza in generale per un ampio grado di apertura agli scambi internazionali. Il Marocco sta consolidando la sua posizione come porta d’accesso al continente africano: è presente in Africa subsahariana attraverso investimenti diretti in 13 paesi, prevalentemente in Africa Occidentale (Costa d’Avorio, dove risulta essere il primo investitore estero, Mali, Benin e Gabon). Le operazioni commerciali e di investimento nell’ Africa Sub-sahariana sono state certamente favorite dalla presenza diretta delle banche marocchine (BMCE, Banque Centrale Populaire, Attijariwafa Bank) con proprie filiali in ben 10 Paesi dell’area.

Relativamente al commercio estero, gli ultimi dati dell’Office des Changes mostrano infatti una riduzione del deficit del 23,1% rispetto al 2019. Un risultato riconducibile ad una flessione delle importazioni (-14,1%) più marcata rispetto a quella delle esportazioni. Laddove la contrazione delle importazioni ha riguardato in particolar modo il gas e i prodotti petroliferi (con un miglioramento della bolletta energetica nazionale del 34,7%), le esportazioni sono state penalizzate dalla diminuzione delle vendite del settore automotive (-9,3%), nonché del tessile (-19,2%), del comparto aeronautico (-28,9%) e di quello minerario (-19,6%). Da segnalare, tuttavia, l’aumento delle esportazioni di fosfati e derivati (+3,7%) e dei prodotti agro-alimentari. Anche il flusso netto di investimenti diretti esteri (IDE) registra un risultato positivo del +1%, raggiungendo i 15,540 miliardi di Dirham (pari a circa 1,5 miliardi di euro) contro i 15,379 miliardi dell’anno precedente.

Per quanto riguarda gli scambi commerciali con l'Italia, essi hanno registrato negli ultimi anni una continua crescita, arrestatasi lo scorso anno solo a causa della pandemia. Nel 2020 l’Italia si è posizionata come settimo fornitore (quota del 5,2%) ed quinto cliente del Regno (quota del 4,4%). Le esportazioni hanno subito una contrazione del -17,2%, raggiungendo solo 1.711 milioni di euro. Anche le importazioni hanno registrato un calo del -7% con un valore pari a 1.044 milioni di euro. Il saldo commerciale rimane comunque nettamente in favore dell’Italia (+667 milioni di euro). Nello stesso periodo i principali prodotti esportati dall’Italia verso il Marocco sono stati: prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (17,7%), macchinari (16,2%), tessuti (9,7%). Tra le importazioni italiane dal Marocco dominano in modo incontrastato gli autoveicoli (45,3% dell’import), seguiti dai prodotti alimentari (26,9%) e da articoli di abbigliamento (9,8%).

Ultimo aggiornamento: 29/04/2021