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Cosa vendere (BULGARIA)


Articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia)

Si segnala che l’industria tessile e quella delle confezioni - da sempre tra le principali attività dell’industria leggera in Bulgaria - sono fortemente interdipendenti.

L’Italia risulta uno dei principali partner della Bulgaria nel settore dell’industria tessile e dell’abbigliamento, come gia´citato nel paragrafo precedente, grazie agli accordi di lavorazione conto terzi, che danno luogo ad un traffico di perfezionamento passivo tra Italia e Bulgaria. Molte aziende bulgare effettuano lavorazioni per conto terzi, utilizzando materiali generalmente forniti dai committenti.

La Bulgaria si presenta come un mercato interessante e ricettivo, nonostante il potere di acquisto della popolazione resti davvero modesto. I bulgari si mostrano tuttavia particolarmente attenti all’evoluzione della moda. La presenza di marchi italiani in Bulgaria é cresciuta ed incontra il favore della clientela locale.

La maggior parte dei grandi nomi della moda italiana sono presenti in Bulgaria, prevalentemente a Sofia, ma anche nelle altre principali citta’. I negozi di moda che offrono i marchi più rinomati una volta dislocati nelle vie del centro di Sofia, sono ora principalmente presenti nei principali centri commerciali. Una significativa presenza di negozi di abbigliamento italiano si riscontra anche in altri centri, in particolare Varna e Burgas, principali città del Paese, sulla costa del Mar Nero. Parallelamente e´molto diffusa la vendita di confezionati non firmati di biancheria e maglieria in questo mercato.

Le esportazioni italiane di articoli di abbigliamento hanno raggiunto 94  milioni di euro nel 2020, con una diminuzione del 12,9%  rispetto a 2019. Le principali voci sono costituite dagli abiti confezionati, per un valore di 41 milioni (-1,1%), da camiceria e biancheria, con 24  milioni di euro, in calo dell’11,8%  di acquisti da parte bulgara. A seguito probabilmente dalla forte richiesta dovuta all´emergenza pandemica e´stato registrato un notevole aumento (+35%) degli acquisti di indumenti protettivi quali camici, divise ed altri indumenti da lavoro. In aumento anche le esportazioni di articoli di abbigliamento sportivo dell´1,6% per un valore di 8 milioni di euro.

Si segnala che analogo fenomeno – quello della lavorazione per conto terzi - si registra negli scambi bilaterali nel settore calzaturiero, altra tradizionale e importante attività dell’economia bulgara, anche questa con una significativa presenza italiana,  in termini sia di trasferimento di alcune fasi del processo produttivo sia dell'impiego delle lavorazioni “à façon” effettuate su disegno del committente. Molti investitori italiani  hanno aperto fabbriche con proprio capitale, p.es.: Gival Ltd di Kiustendil, Eurodonna Ltd,  Kiustendil , Erika Limited, Kiustendil, Export 2002 di Kiustendil, Vintaj EOOD di Peshtera , Pierik Group Ltd di Gotze Delchev.

Anche nel settore delle calzature sono presenti le maggiori griffe italiane.

Le vendite italiane di articoli in pelle (escl. abbigliamento) nel 2020 ammontavano a circa 83 milioni di euro, (-28,4%), fra questi le calzature (-28,8%)  a circa 36 milioni di euro,  il cuoio conciato e lavorato e gli articoli da viaggio, borse e pelletteria (-28,1%)  a 47 milioni di euro.

Le importazioni dalla Bulgaria di articoli in pelle invece, ammontano a circa 123 milioni di euro (-29,1%), di cui la maggior quota spetta alle calzature, il cui valore e’ di circa 88 milioni di euro, anche se si registra una diminuzione del 29,2% rispetto all’anno precedente. Gli acquisti del cuoio conciato e lavorato e degli articoli da viaggio, borse e pelletteria nel 2020 ammontano a 36 milioni di euro (-28,7%).

Principali aziende del settore
  • Sito Internet: http://1534.bg.all.biz/
  • Contatti: Mrs F.A. Kush Executive director
  • Note: Produzione e vendita di intimo, magliette e altri capi d'abbigliamento sportivi
  • Sito Internet: www.calzedonia.it
  • Contatti: S. Veronesi - Manager
  • Note: Produzione di abbigliamento intimo
  • Sito Internet: www.yanabg.com
  • Contatti: Stefan Georgiev Sevov - Direttore
  • Note: Produzione e distribuzione fibre in cotone, tessuti, abbigliamento ecc
  • Sito Internet: n.d.
  • Contatti: Sig.M. Lakser
  • Note: Produzione di
    maglieria ai ferri e all'uncinetto
  • Sito Internet: www.marsarmor.com
  • Contatti: Sig.P.K. Tashkov
  • Note: Produzione altro abbigliamento e accessori
Prodotti chimici

Rappresentano un'ampia gamma di prodotti oggetto di flussi commerciali bilaterali tra l'Italia e la Bulgaria. Nel 2020 le esportazioni italiane verso la Bulgaria ammontavano a 150,9 mln di euro, con una notevole perdita rispetto al 2019 del 26,6%.

Tutte le voci statistiche hanno registrato delle perdite.

Tra i principali prodotti esportati si segnalano: materie plastiche in forme primarie per circa 31 milioni di euro (-21%), prodotti per toeletta per circa 28 milioni (-20%), pitture e vernici 22,5 milioni (-7%).

L’unico settore in lieve crescita e’ quello dei prodotti chimici per uso industriale (+2,5%) per quasi 9 milioni di euro di valore esportato.

Principali aziende del settore
  • Sito Internet: www.solvay.bg
  • Contatti: Mr S. Nomikos Executive director
  • Note: Produzione e distribuzione di soda, sali minerali e altri prodotti chimici, parti di ricambio chimici e attrezzature
  • Sito Internet: www.astrabioplant.bg
  • Contatti: Mrs M.D. Tsvetkova Executive director
  • Note: Produzione di bio- combustibili
  • Sito Internet: www.agropolychim.bg
  • Contatti: Mr I.V. Iskrov Executive director
  • Note: Produzione and commercializzazione di fertilizzanti a base di nitrogeno e fosforo, ammoniaca, acidi, sali e gas condensati.
  • Sito Internet: www.fsbrands.com
  • Contatti: Mr K.A. Kyurkchiev Executive director
  • Note: Produzione e vendita di detergenti in polvere, detergentidomestici, shampi, e saponi
  • Sito Internet: www.neochim.bg
  • Contatti: Mr D.S. Dimitrov Executive director and
    chairman of the board
  • Note: Produzione e commercializzazione di prodotti chimici organici e inorganici, implementatione di lavori di ricerca scientifica, ingegneria e attività commerciali.
Prodotti tessili

Il tessile rappresenta una delle categorie di prodotti tradizionalmente più rappresentativi per l’interscambio tra l’Italia e la Bulgaria, un grande numero di aziende del settore delle confezioni producono (façoniste) nell’ambito di rapporti di lavorazione per conto terzi, aziende italiane affidano la produzione a partner bulgari, non solo per i minori costi ma anche in virtu’ di un lungo rapporto di collaborazione e per la consolidata capacità degli operatori locali in queste lavorazioni. Diverse realtà italiane, inoltre, hanno costituito filiali in loco e aperto, nel corso degli anni, propri stabilimenti di produzione. Il leader tradizionale tra gli investitori italiani del settore “E. Miroglio” investe ogni anno tra 10 e 15 mln di leva nelle proprie fabbriche a Sliven, Yambol, Svishtov e Kotel. Un altro grande investitore risulta essere “Bulsafil” società di proprietà dell’azienda italiana Safil, che produce filati.  L’altra società importante è la Zalli di Gabrovo che fa parte della società italiana Calzedonia, produttrice di biancheria intima uomo e donna.

Negli ultimi due anni la pandemia mondiale del COVID-19 ha lasciato il segno in tutta l’economia, compresi i settori in argomento.

Gli scambi tra i due Paesi riflettono tale situazione, e i più recenti dati ISTAT-ICE (periodo gennaio-dicembre 2020) mostrano vendite totali italiane di prodotti tessili per 199 milioni di euro in diminuzione del 30,8% rispetto al 2019. Vendite composte per circa 89 milioni di euro dalla gamma dei tessuti diversi da quelli a maglia, per circa 52 milioni di euro da tessuti a maglia e dai tessuti industriali e per circa 34 milioni di euro dai filati in diminuzione del 42,6% rispetto all’anno precedente, di biancheria intima per circa 4 milioni di euro con un aumento del 13,4% rispetto al 2019.

Le importazioni italiane dalla Bulgaria di prodotti tessili nello stesso periodo ammontano a 101 milioni di euro in diminuzione del 20,8% rispetto al 2019,  tra cui i filati  con 71 milioni di euro  (-24,9%) rappresentano la principale voce.

Principali aziende del settore
  • Sito Internet: www.emirolio.com
  • Contatti: Dott. Gaetano RIMINI
  • Note: Produzione filati
  • Sito Internet: www.bulsafil.it
  • Contatti: Dott. P.L. Ghia
  • Note: Appartiene al gruppo FINSAVIO SpA di Biella; produzione e distribuzione fibre tessili e filati
  • Sito Internet: www.kalinel.com
  • Contatti: Sig. K.R. Marin
  • Note: Produzione tessili per il letto: trapunte, cuscini, coprimaterassi
  • Sito Internet: www.sinteramagroup.com
  • Contatti: Sig. M. Bodo
  • Note: Parte del gruppo italaino Filatura di Saluzzo Srl; preparazione e filatura di fibre tessili
  • Sito Internet: www.emboy.com
  • Contatti: Sig. I. Lodrik
  • Note: Preparazione e filatura di fibre tessili
Prodotti alimentari

Il 50% del territorio è costituito da terreni agricoli. Le condizioni naturali favoriscono la coltivazione di una ricca varietà di colture, frutta e verdura. In Bulgaria sono presenti significative iniziative imprenditoriali italiane nel settore agricolo, per la coltivazione dell’ortofrutta (fragole, ciliegie, funghi, riso) e per la produzione del vino. L’Italia nel settore  agroalimentare  ha esportato complessivamente in Bulgaria nel 2020 prodotti alimentari per un valore di 129 milioni di euro (-11,9%) rispetto al 2019.

I principali prodotti agro-alimentari italiani esportati in Bulgaria sono stati : carne (25,5 milioni di euro), prodotti lattiero-caseari (11,9 milioni di euro), entrambi in diminuzione del 21% rispetto al 2019. Seguono frutta e ortaggi lavorati e conservati per un valore di 13,6 milioni, in aumento del 12%. Stabile l’esportazione di prodotti da forno e farinacei (+1,2%) per complessivi 10 milioni di euro di valore.

Nel settore bevande le esportazioni italiane ammontavano a 60,3 milioni di euro (-10,7%).

La Bulgaria è un mercato di piccole dimensioni ma promettente guardando il trend di crescita del nostro export di prodotti agro-alimentari degli ultimi anni. Il consumatore bulgaro da sempre mostra una notevole ricettività nei confronti  delle specialità e degli ingredienti tipici della cucina italiana. Nel 2020 di particolare rilievo sono state le vendite di caffè, la principale voce del nostro export, con un fatturato di circa 30 milioni, in  lieve diminuzione del 3% rispetto al 2019. L'espresso italiano è ormai reperibile pressoché ovunque e ragguardevole e’ la varietà di marche presente.

Una crescita delle esportazioni italiane di bevande si registra nelle vendite di birra per 23,7 milioni (+7,4%). Altra voce importante e’ quella delle bevande a base di acqua minerale  pari a quasi 22 milioni (-1,3%). Le vendite di vini da tavola e di qualità era pari a  4,4 milioni (-8,6%), mentre gli spumanti sono in calo a 2,4 milioni (-37,6%).  

Anche nel settore dell’agricoltura si e’ registrata  una diminuzione delle esportazioni italiane nel 2020 (-9,8%, per 23 milioni circa). Da segnalare la crescita delle esportazioni di semi oleosi (+38,7%) e di ortaggi(+5%).

Principali aziende del settore
  • Sito Internet: www.svogeshokoladi.bg
  • Contatti: Sig.ra Svetla Lesova
  • Note: Produzione e vendita di dolciumi e cioccolata.
  • Sito Internet: E-mail: office@buildcom-bg.com; oliva_pls@abv.bg
  • Contatti: Sig. A.R. Georgiev
  • Note: Produzione, imbottigliamento e vendita di olio.
  • Sito Internet: www.nestle.bg
  • Contatti: Sig. Juan Carlos Peralejo Serrano
  • Note: Produzione e vendita di dolciumi, gelati e cioccolata.
  • Sito Internet: www.kamenitza.bg
  • Contatti: Sig. Dimo Dimov
  • Note: Produzione e vendita di birra.
  • Sito Internet: www.coca-cola.bg
  • Contatti: Sig. Svetoslav Atanasov
  • Note: Produzione e imbottigliamento di bevande analcoliche.
Macchinari e apparecchiature

La meccanica, in linea con la vocazione esportatrice del nostro Paese, rappresenta tradizionalmente la prima voce dell’ export italiano verso la Bulgaria, con un dato pari ad il 17% del totale.

Nel 2020, anno segnato dalla crisi epidemiologica, le vendite italiane di macchinari e apparecchiature hanno registrato un calo del 20,1%, passando da 446 a 356 milioni di euro, dei quali il principale comparto in valore sono state le altre macchine di impiego generale, le cui vendite sono passate da 113 a 106 milioni di euro (-5,6%) e le altre macchine per impieghi speciali, che sono passate da 132 a 95 milioni di euro (-28,1%). In negativo anche gli altri comparti: con il 15,6% di calo la performance delle macchine di impiego generale (73 milioni di euro), con il 33,1% di calo le macchine per l’agricoltura e la silvicoltura (51 milioni di euro) e, infine, con il 19,5% di calo le macchine per la formatura dei metalli e altre macchine utensili (32 milioni di euro). Gli unici comparti che registrano incrementi, seppur in alcuni casi con valori all’export ridotti, sono le macchine per le industrie chimiche, petrolchimiche e petrolifere, passate da 0,016 a 1,8 milioni di euro; macchine per l’industria della carta e del cartone (+202,1%), da 2,5 a 7,7 milioni di euro; robot industriali per usi molteplici (+178%), da 0,7 a 1,9 milioni di euro; apparecchiature e macchine per lavanderie e stirerie (+32,4%), da 1,3 a 1,7 milioni di euro;  macchine automatiche per la dosatura, la confezione e l’imballaggio (+26,6%), da 19 a 25 milioni di euro, macchine per l’industria alimentare, delle bevande e del tabacco (+0,6%), da 23 a 24 milioni di euro. Registrano una significativa flessione le vendite di turbine e turboalternatori (-82,1%), macchine per la stampa e la legatoria (-66,4%), macchine per l’industria delle materie plastiche e della gomma (-55,5%) e macchine ed attrezzature per ufficio, escl. computer e periferia (-54,7%).

Per l’elettromeccanica erano in calo le esportazioni di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-9,2%), che sono ammontate a 123 milioni di euro.

La domanda di macchinari è strettamente legata all’esigenza delle aziende bulgare di consolidare la propria base produttiva, puntando all’ammodernamento con nuove ed avanzate tecnologie e al miglioramento degli standard qualitativi, per acquisire una maggiore competitività sui mercati internazionali. I beni strumentali italiani sono ben conosciuti in Bulgaria ed apprezzati per la tecnologia avanzata, le caratteristiche tecniche e per il design.  

L’Italia ha acquistato dalla Bulgaria macchinari per 144 milioni di euro nel 2020 (-16,3%) e apparecchiature elettriche per 205 milioni (+1,8%). Aumenti si registrano per le importazioni di poche sottocategorie: forni, fornaci e bruciatori (+226,7%), 4,4 milioni di euro; utensili portatili a motore (+91%), 0,04 milioni di euro; macchine per la metallurgia (+65,7%), 0,09 milioni di euro; macchine automatiche per la dosatura, la confezione e l’imballaggio (43,7%), 1,1 milioni di euro; altri rubinetti e valvole (14,6%), 35 milioni di euro; macchine tessili (7,3%), 0,3 milioni di euro. In Bulgaria si contano oltre 3.000 aziende nel settore metalmeccanico di cui 350 realizzano il 90% della produzione. La componentistica  automotive è prodotta sia da aziende bulgare che da filiali di aziende straniere dislocate in Bulgaria, componentistica che viene venduta ai maggiori produttori mondiali di automobili, dando vita a significativi scambi commerciali bilaterali tra filiale e casa madre.   

Ultimo aggiornamento: 09/08/2021