Quadro macroeconomico (AUSTRIA)
In Austria la composizione del PIL, in base ai dati del 2025 è la seguente: l'1,4% proviene dal settore primario, il 25,7% dal settore secondario e oltre due terzi (il 72,9%) dal settore terziario.
Nel 2025 il PIL austriaco è aumentato dello 0,5% in termini reali, una ripresa leggera dopo una diminuzione (-0,7%) nell’anno precedente. Anche la produzione di beni è leggermente aumentata in termini reali (+0,5%) dopo diminuzioni forti negli anni precedenti. Egualmente sono in recupero gli investimenti in attrezzature (+2,5% in termini reali). Gli investimenti nel settore edilizio invece hanno nuovamente registrato uno sviluppo negativo (-0,8%). Il settore dell’edilizia, soprattutto la costruzione di appartamenti, è stato uno dei più colpiti per lo sviluppo negativo dell’economia austriaca negli ultimi anni a causa dell’aumento dei costi per i materiali di costruzione, degli alti tassi d’interesse e delle regole rigide dei mutui per la casa.
A causa dell’inflazione più alta in Austria che in altri paesi dell’Unione Europea, il forte aumento dei salari e i costi alti per l’energia, l’industria austriaca ha perso competitività sui mercati internazionali negli ultimi anni. Il consumo privato è leggermente aumentato nel 2025 (+0,7% in termini reali) nonostante il tasso d’inflazione alto (+3,5%). I fattori predominanti di questo tasso alto sono stati la crescita dei prezzi di energia e carburanti, dei prodotti alimentari nonché dei servizi gastronomici ed alberghieri. Per mitigare gli effetti negativi dell’inflazione per la popolazione con redditi bassi il governo ha previsto la riduzione dell’IVA per alcuni gruppi di alimentari e limiti per l’aumento degli affitti di appartamenti e per i prezzi dell’energia elettrica. L’ultimo punto dovrebbe anche essere un sostegno per le imprese industriali per ridurre i loro costi di produzione. Anche il fatto che gli ultimi aumenti degli stipendi sono stati sotto il livello dell’inflazione dovrebbe favorire le imprese.
Il turismo invece si è sviluppato positivamente anche nel 2025 nonostante il forte aumento dei prezzi. Sono aumentati i pernottamenti degli austriaci quanto quelli degli stranieri. Così è stato superato con più di 157 milioni di pernottamenti il livello dell’anno precedente.
Il deficit del bilancio statale invece, a causa della situazione economica negativa ed a causa dei pagamenti statali per mitigare gli effetti negativi della pandemia e dell’inflazione e ulteriori spese approvate negli ultimi anni (p.e. pacchetto a favore del settore dell’edilizia con un volume di 2,2 miliardi di euro approvato nel 2024) è aumentato fortemente ed ha raggiunto una quota del 4,6% rispetto al PIL nel 2025, chiaramente superando i 3% previsti per i criteri di Maastricht dell’Unione Europea.
Le previsioni economiche per il 2026 sono più positive rispetto agli ultimi anni. Secondo l’istituto di ricerca economica WIFO il PIL aumenterà dell’1,2% e la produzione di beni dell’1,6% in termini reali. Per il consumo privato si prevede un aumento reale dello 0,8%. Anche gli investimenti, la produzione di beni e le esportazioni dovrebbero registrare uno sviluppo positivo, grazie ad un aumento della domanda internazionale. La riduzione dei tassi d’interesse dovrebbe anche influire positivamente sugli investimenti e migliorare la situazione nel settore dell’edilizia. La riduzione dell’inflazione prevista al 2,6% per il 2026 contribuirà a uno sviluppo positivo dell’economia austriaca. Anche le previsioni per lo sviluppo del turismo sono positive.
Ma l’andamento reale dell’economia austriaca dipenderà innanzitutto dagli sviluppi economici e politici internazionali.
Fonte: Wirtschaftsforschungsinstitut (WIFO), Oesterreichische Nationalbank (OeNB)
Elaborazione ICE



