Quadro macroeconomico (CANADA)

Il Canada è un paese a reddito elevato, ricco di risorse naturali, fortemente integrato con gli USA: da qui provengono circa il 50% delle importazioni, ed assorbono circa il 75% delle esportazioni.

La crescita del Pil e' stata del 2,5% nel 2013 e del 2,6% nel 2014, mentre nel 2015 si e' attestata al +0,9% a causa dell'inizio di un processo di aggiustamento alla caduta dei prezzi del petrolio, con forte contrazione degli investimenti e dell'occupazione (in particolare in Alberta).

Nel 2016 si e' avuta una crescita dell’ 1,5%, con un andamento altalenante: molto positivi il primo, il terzo ed il quarto trimestre (tra il 2,6% ed il 3,8%), mentre nel secondo si e’ avuto un forte calo (-1,2%) a causa di un devastante incendio in Alberta che ha paralizzato per due mesi l’attivita’ petrolifera. Confermato il buon dato relativo alla disoccupazione (intorno al 7% dal 2013), mentre l’inflazione e’ stata dell’ 1,5%, il deficit di bilancio del 2,4% ed il debito pubblico del 98,5%. L'anno scorso il principale motore della crescita sono stati i consumi privati, favoriti dai bassi costi del credito e dell’energia.

Nel primo trimestre del 2017 l'economia e' cresciuta del 3,7%, cio' che ha indotto la Banca centrale ad aumentare il 12 luglio il tasso di interesse per la prima volta dal settembre del 2010, portandolo dallo 0,5% allo 0,75% ed avviando una fase che portera’ verosimilmente alla fine di un decennio di basso costo del denaro. La Banca ha rilevato segnali positivi nel panorama economico sia a livello globale che nazionale, osservando un rafforzamento della crescita particolarmente nella zona euro e negli Usa, dove è sostenuta da un robusto mercato del lavoro e da un aumento degli investimenti, cio' che si dovrebbe tradurre in notevoli prospettive di crescita delle esportazioni e degli investimenti produttivi in Canada. Il sondaggio effettuato dall'istituto centrale a giugno relativo al “Business outlook” ha evidenziato un forte ottimismo tra gli imprenditori riguardo ad investimenti ed assunzioni. Da aprile in poi i dati hanno confermato un'accelerazione dell'economia al di sopra delle aspettative: la crescita riguarda un numero sempre maggiore di settori (il 70% circa) e regioni, diventando più sostenibile; l'aggiustamento ai bassi prezzi del petrolio e’ quasi completata, e gli investimenti nel settore “oil and gas” stanno riprendendo; sia il settore dei prodotti che quello dei servizi sono in espansione; la spesa delle famiglie rimarrà probabilmente solida anche nei prossimi mesi, supportata dall'aumento dell'occupazione dei salari. Si prevede quindi un assorbimento delle capacità in eccesso nell'economia tale da far ritenere che il differenziale tra prodotto effettivo e potenziale si chiuderà probabilmente verso la fine di quest'anno.

La Banca centrale ha quindi aggiornato le stime di crescita al rialzo, portandole al 2,8% per quest'anno, al 2% per il 2018 ed all'1,6% per il 2019 (dato in calo rispetto all'1,8% di aprile, a causa del taglio sulle previsioni di crescita degli USA). 

Gli elementi di maggiore preoccupazione sono al momento il surriscaldamento del mercato immobiliare e l’aumento dei debiti delle famiglie (oggi stimato al 175%). In tal senso la Banca centrale ha richiamato l'importanza di mitigare tali effetti sia attraverso le politiche prudenziali adottate nei mesi scorsi in campo finanziario ed immobiliare - maggiore tassazione per gli acquirenti stranieri e restrizione delle condizioni di accesso ai mutui immobiliari - sia tramite l'aumento dei tassi, che potrebbe ripetersi gia' a settembre 2017.

 

Ultimo aggiornamento: 04/08/2017^Top^
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