Politica economica (CANADA)

Il Governo ha proposto fin dal suo insediamento nel 2015 una politica fiscale espansiva, caratterizzata da forti investimenti per compensare la bassa crescita della domanda esterna e lo spostamento dei principali assi del commercio internazionale verso l'Asia - due fattori con un impatto diretto sull'economia canadese – con un impegno finanziario ampliato nel 2016 fino a 186 miliardi da qui al 2027-28. Un focus particolare e’ dedicato alle  infrastrutture, con la decisione di  costituire una banca dedicata con capitale misto pubblico-privato di 35 miliardi, con l'auspicio che funga da volano per attrarre ulteriori fondi privati.

Altra priorita' dell'esecutivo è l'attrazione degli investimenti, con l'annuncio nel 2016 della decisione di costituire una nuova struttura ("Invest in Canada") che avra' anche l'obiettivo di incoraggiare ulteriori investimenti da parte delle imprese gia' presenti in Canada.

Particolare rilievo assume poi la politica commerciale esterna, tesa all’espansione del network di accordi internazionali con l’obiettivo di incrementare e diversificare le opportunita’ di scambio, riducendo la dipendenza dal mercato USA. Tra gli accordi principali si segnala innanzitutto il NAFTA, il trattato di libero scambio del Nord America tra Canada, Usa e Messico, che entrera’ in fase di rinegoziazione nell'estate 2017 su impulso dell’amministrazione USA, e costituisce il dossier piu’ sensibile per Ottawa, considerata l’entita’ dell’interscambio bilaterale.

Il secondo accordo commerciale di maggior rilievo e’ il CETA - Comprehensive Economic and Trade Agreement (CETA) con l'Unione Europea, firmato il 30.10.2016, che entrera' in vigore in via provvisoria il 21.9.2017, in attesa della conclusione delle ratifiche dei Parlamenti nazionali dei Paesi UE. Si stima che determinera' una crescita dell'interscambio bilaterale di beni e servizi del 22,9 %, pari a circa 26 miliardi di Euro, con una crescita del PIL europeo valutata in circa 2,9 miliardi di Euro all’anno.  Oltre alla liberalizzazione pressoché' totale delle linee tariffarie, l'accordo prevede misure vantaggiose come l'apertura degli appalti pubblici alle imprese europee, la protezione di indicazioni geografiche e denominazioni di origine, marchi e brevetti, mutuo riconoscimento delle qualifiche professionali, liberalizzazione del commercio nel settore dei servizi, un trattamento privilegiato in materia di investimenti.

Il Governo canadese sta inoltre lavorando per siglare accordi commerciali di libero scambio con la Cina e con i Paesi del Pacifico (pur senza gli USA, ritiratisi dal progettato accordo TPP), cio' che renderebbe il Canada l’unico Paese G7 ad avere un accesso preferenziale ai mercati dell’Unione Europea, delle Americhe e dell’Asia. 

Ultimo aggiornamento: 04/08/2017^Top^

 

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