Quadro macroeconomico (TANZANIA)

Pur con i significativi cambiamenti nel corso di vent’anni, la Tanzania resta un paese agricolo, che rappresenta un terzo del PIL, tre quarti della forza lavoro e produce gran parte delle esportazioni. L’agricoltura tanzana è ancora poco produttiva e moderna, tranne in alcune limitate aree come la regione di Morogoro. Nel corso degli ultimi anni, i principali motori della crescita economica (6,7% in media, anno di riferimento 2015) sono stati edilizia, trasporti, comunicazioni e servizi finanziari, legati alla crescita di Dar es Salaam e di altre grandi città, alla modernizzazione dell’economia e alla realizzazione di importanti progetti infrastrutturali.

Nel 2017, secondo l’ultima revisione al 2015 dei dati ufficiali del National Bureau of Statistics, l'economia è cresciuta del 6,8%, in leggera decelerazione rispetto al 6,9% del 2016. Questi dati sono da considerarsi con qualche dubbio, dato che i principali osservatori internazionali stimano una crescita nettamente inferiore. Con riferimento al 2017, i settori economici più dinamici sono stati quello di costruzione (+15,1%), seguito da attività professionali tecnico-scientifiche (+14,5%) e servizi amministrativi e di supporto (+10,8%). L’industria manifatturiera ha segnato un buon risultato con un +8,2%, i trasporti sono cresciuti solo del 6,7%, seguiti da comunicazioni (+6,2%) e attività estrattiva (+5,3%, grazie a gas, diamanti e carbone), mentre il settore primario (agricoltura, allevamento, pesca e foreste) è cresciuto solo del 6%.

Crescita modesta nel settore primario, che rappresenta tuttora il 28,7% del PIL. Le piogge più regolari del 2017 hanno permesso una ripresa della produzione agricola (+6,4% rispetto al +5,4% del 2016). L'allevamento ha segnato una crescita costante del 4,9%, mentre la pesca è cresciuta dell’8,3% rispetto al +1,2% nel 2016. L'industria manufatturiera, sebbene registri una crescita del 8,2%, resta ancorata ad una quota limitata del PIL (7,66%). Peraltro i dati sulle esportazioni non sembrano suffragare una crescita molto alta di questo settore. I servizi arretrano come percentuale del PIL (dal 39,45% al 37,92%).

Non sono ancora disponibili i dati sulla crescita registrata nel 2018, ma a parere di tutti gli osservatori internazionali l'attività economica è in crescita modesta rispetto al 2017, a causa delle scelte di politica economica del governo, che penalizzano gli investimenti. I settori trainanti sono quelli legati ai grandi appalti statali (ferrovia, strade, porti, energia).

La situazione degli altri indicatori macroeconomici, in base ai dati diffusi dalla Banca centrale, e relativi a febbraio 2019, presenta un quadro di luci ed ombre.

L’inflazione è sotto controllo al 3% (3,3% a dicembre 2018), con miglioramenti sensibili per i beni alimentari e forte rialzo per i prodotti non alimentari. L’offerta di moneta (aggregato M3) è aumentata del 3,3% rispetto al 4,5% del mese precedente. I crediti concessi al settore privato sono rimasti positivi, e raggiungono un +7,3%, rispetto al +4,9% del mese di dicembre 2018. Il tasso d’interesse è in lieve diminuzione a gennaio al 17,21% rispetto al mese precedente (16,72%). Lo scellino tanzano ha subito un lieve deprezzamento del 2,10% su base annuale nei confronti del dollaro USA, con una media di 2.246,73 scellini per dollaro (gennaio 2018).

Non molto positivi i dati della bilancia dei pagamenti. Le esportazioni di beni e servizi sono scese a 8,30 miliardi di dollari, rispetto agli 8,64 miliardi dollari del gennaio 2018, dovuto al drastico calo delle esportazioni di oro, anarcardi e manufatti industriali. In forte crescita le importazioni (10,46 miliardi di dollari, +9,2% rispetto a gennaio 2018), grazie ai progetti infrastrutturali in corso. Crescono le importazioni di petrolio e scendono quelle di prodotti alimentari grazie al buon raccolto agricolo durante la stagione del 2017/18.

Il debito estero ammonta a 21,18 miliardi di dollari a fine di gennaio 2019, con un aumento di 123,7 milioni rispetto al mese precedente. Su base annuale, il debito esterno è aumentato di 1,77 miliardi rispetto al livello registrato a fine gennaio 2018.

Ultimo aggiornamento: 21/03/2019^Top^

 

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