Politica economica (TANZANIA)

Il Piano di sviluppo quinquennale del governo tanzano per gli anni fiscali 2016/17-2020/21 pone l'accento sul processo di industrializzazione del Paese e la creazione di nuovi posti di lavoro attraverso investimenti privati sia locali che stranieri. Il governo promette di rimuovere le barriere che ostacolano lo sviluppo delle imprese, di eliminare la corruzione, rafforzare la base fiscale, di semplificare l'impianto regolamentare. Inoltre, attraverso grandi progetti infrastrutturali (ferrovie, energia, porti) intende porre le infrastrutture di base necessarie per rendere la Tanzania un paese attraente per gli investimenti.

La poltiica seguita dal governo del Presidente Magufuli ha seguito questa impostazione, non senza contrasti con il settore privato. La lotta agli sprechi pubblici, alla corruzione e all'evasione fiscale è stata condotta con energia ma anche con risultati depressivi sui sentimenti imprenditoriali. Si lamentano altresì le improvvise modifiche della normativa (vedi ad esempio sul porto) e l'incertezza sui futuri piani governativi.

L'industria mineraria ha seguito i contraccolpi dello scandalo Acacia Mining, proprietaria di ter miniere d'oro, con l'entrata in vigore di una legge per la protezione delle risorse naturali che appare restrittiva per le imprese, con la riaffermazione del controllo statale sulla gestione delle miniere, la rinegoziazione delle licenze, l'aumento delle tasse, l'ingresso dello Stato nei Consigli di amministrazione. La Tanzania non ha ancora messo a frutto le sue immense ricchezze naturali, tra cui i ricchi giacimenti di gas naturale davanti alle coste meridionali. Da anni sono in corso negoziati con le maggiori multinazionali titolari dei diritti di ricerca per avviare lo sfruttamento del gas e per costruire un grande impianto di liquefazione del gas a Lindi, del valore di 30 miliardi di dollari, che da solo potrebbe dare un fortissimo impulso all' economia.

Il bilancio per l'anno finanziario 2018-19 insiste nell'azione per la realizzazione di grandi opere infrastrutturali e per creare un ambiente favorevole alle imprese. Il Ministro delle finanze Mpango prevede una crescita del 7,2%, un'inflazione contenuta sotto il 10%, un aumento delle entrate fiscali al 15,8% del PIL, con un corrispondente aumento del deficit di bilancio al 3,2% (era il 2,1% nel precedente esercizio). Il debito resta comunque gestibile e sotto le soglie di attenzione. Esso rappresenta il 34,4% del PIL, contro una soglia del 56%.

La cifra totale preventivata è di 32.500 miliardi di scellini (12,2 miliardi di euro). Dal lato delle entrate, il 64,3% del bilancio verrà coperto da tasse ed altri entrate non fiscali, l'8,2% dai donatori internazionali e la restante parte (27,4%) sarà finanziata con prestiti commerciali, domestici ed esteri. Il governo spera di raccogliere 18.000 miliardi in entrate fiscali (6,8 miliardi), allargando la base fiscale e stimolando gli evasori a pagare le imposte attraverso un condono della durata di sei mesi.

Dal lato delle uscite, le spese ordinarie ammontano al 63%, di cui un quarto è riservato al servizio del debito. Il 37% è destinato ad investimenti (12.010 miliardi pari a 4,5 miliardi di euro), tra cui una parte consistente è assegnata alla costruzione della ferrovia centrale Dar es Salaam-Dodoma (1.400 miliardi) e alla diga idroelettrica del Rufiji (700 miliardi, 2,1%).

Per sostenere lo sviluppo industriale, il bilancio 2018-19 prevede misure per favorire nuovi investimenti nel settore farmaceutico e della conceria (riduzione delle imposte dal 30% al 20% per cinque anni); la riduzione dei dazi per materie prime importate per la produzione di conceria e tessuti; l'aumento delle tariffe doganali dal 25% al 35% per prodotti di consumo come dolci, biscotti, chewing gum, salsa di pomodoro; l'imposizione di una tariffa del 25% sulle importazioni di olio di palma per un anno; l'aumento dei dazi dal 25% al 35% per un anno sugli oli alimentari lavorati, compreso l'olio di oliva; infine, i dazi per l'importazione di zucchero salgono al 35%. Vengono invece mantenute ferme le accise sui carburanti, e su bevande, vino ed oli alimentari prodotti in Tanzania.

Il governo si impegna a creare un ambiente più favorevole per gli imprenditori, attraverso l'adozione di una serie di misure di razionalizzazione e semplificazione delle procedure burocratiche, e di creare un sistema fiscale prevedibile e coerente, evitando gli eccessi mostrati dalla Tanzania Revenue Authority negli ultimi due anni.

Ultimo aggiornamento: 04/07/2018^Top^
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