Rischi operativi (IRAN)
- FLUTTUAZIONI MONETARIE
- INSOLVENZA DELLE AZIENDE
- CONTRATTUALISTICA
- AFFIDABILITA' ENERGETICA, ELETTRICA E IDRICA
- DIFFICOLTA' NEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI E NELLA CONFORMITA' ALLE NORMATIVE
FLUTTUAZIONI MONETARIE
Il tasso di cambio ha subito un forte deprezzamento negli ultimi anni. Sarà opportuno tenere in considerazione tale sviluppo nelle operazioni di business, insieme all'esistenza di tassi di cambio diversificati (sistema NIMA, SANA e mercato libero) a seconda dell'oggetto delle transazioni. Le recenti misure adottate dalle Autorità per tenere sotto controllo il flusso di valuta pregiata hanno avuto un impatto sulla disponibilità di queste ultime e sulla conseguente tempistica di autorizzazione e finalizzazione delle transazioni da parte della Banca Centrale. Il Rial è ai minimi storici nel 2025. La dipendenza dal mercato parallelo crea rischi di regolamento e grattacapi dovuti all'adeguamento dei prezzi. Il sistema SWIFT è stato riattivato nel 2016, ma nuovamente disconnesso dal novembre 2018 a causa della re-imposizione delle sanzioni statunitensi.
INSOLVENZA DELLE AZIENDE
La carenza di liquidità (in particolare di valuta estera, ovvero dollari ed euro) potrebbe, come già avvenuto in taluni casi, determinare un rischio di insolvenza da parte di partner iraniani che vanno individuati con particolare oculatezza. In questo momento, sulle transazioni influisce altresì la procedura di autorizzazione da parte della Banca centrale iraniana per ogni movimento di denaro che implichi l'utilizzo di valuta pregiata.
CONTRATTUALISTICA
La differenza linguistica, la complessità e la diversità delle leggi in materia commerciali, rispetto all'Italia, sono spesso causa di errate interpretazioni dei contratti di fornitura o di collaborazione commerciale. In Iran la normativa in ambito commerciale è modellata su una base costituita dai corpus normativi francesi e belga anche se spesso possono prevalere interpretazioni influenzate dalla Sharia (basti pensare al prestito bancario).
AFFIDABILITA' ENERGETICA, ELETTRICA E IDRICA
Nel biennio 2024-2025, l'Iran ha dovuto affrontare ricorrenti blackout a rotazione e chiusure dovute al caldo in diverse province, creando gravi interruzioni per gli impianti di produzione, le catene di stoccaggio del freddo e le attività degli uffici. Per le aziende, ciò significa che la pianificazione della continuità operativa è essenziale: investimenti in generatori di riserva, sistemi di alimentazione elettrica ininterrotta e adeguati buffer di produzione possono contribuire a mitigare i tempi di inattività. È inoltre consigliabile includere clausole esplicite di "interruzione dei servizi" nelle clausole di forza maggiore per gestire il rischio contrattuale legato all'instabilità dell'approvvigionamento energetico e idrico.
DIFFICOLTA' NEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI E NELLA CONFORMITA' ALLE NORMATIVE
Le aziende italiane che operano in Iran affrontano rischi operativi a causa del meccanismo di snapback, che può ostacolare le transazioni con i partner iraniani. Le banche sono tenute ad applicare procedure di due diligence e KYC più rigorose, con conseguenti tempi di elaborazione più lunghi e costi operativi e di conformità più elevati. Le autorizzazioni per le transazioni finanziarie e le esenzioni dal congelamento dei beni devono essere ottenute dal Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF) del Ministero delle Finanze italiano. Le richieste devono essere presentate tramite il portale online Gesafin (portaletesoro.dt.tesoro.it) per le esportazioni soggette a sanzioni, o tramite PEC (csf@pec.mef.gov.it) per le altre esenzioni. Il mancato ottenimento di queste autorizzazioni può ritardare i pagamenti e aumentare gli oneri amministrativi e finanziari.



