Politica interna (DANIMARCA)
Il Regno di Danimarca (composto anche dai Territori autonomi di Groenlandia e Isole Faroe) è una monarchia costituzionale. Il potere legislativo è esercitato dal “Folketing”, Parlamento a struttura unicamerale composto da 179 membri di cui 2 in rappresentanza della Groenlandia e 2 delle Isole Faroe. Nel gennaio 2024, dopo 52 anni di regno, Margherita II ha abdicato a favore del figlio Federico X.
Il Primo Ministro di Stato è Mette Frederiksen, socialdemocratica. Il suo primo mandato, alla guida di un Esecutivo monocolore di minoranza, è iniziato nel giugno 2019. La maggior parte del dibattito politico del 2020 ha riguardato la crisi causata dalla pandemia. Nonostante il popolo danese abbia espresso approvazione per il modo in cui il Governo ha gestito la prima ondata, i consensi sono diminuiti in seguito alla decisione di abbattere circa 20 milioni di capi di visoni, presa per ridurre il rischio di nuove mutazioni del Covid-19, e di altre disposizioni fortemente contestate, tra cui la sospensione del capo dei servizi d’intelligence delle Forze Armate. A seguito di forte opposizione del Partito Social-liberale, la PM ha convocato le elezioni anticipate, svoltesi il 1° novembre 2022.
Le elezioni sono state vinte dal Partito Socialdemocratico con il 27,5% dei voti, il secondo partito più votato è stato il Liberale Venstre, in calo rispetto al 2019, con il 13,3%. Il terzo posto è stato conquistato dai Moderati, guidati dall´ex premier Lars Løkke Rasmussen, con circa il 9%. Ha invece perso consenso il Partito Social-liberale, che ha ottenuto il 3,7%, il peggior risultato in 34 anni.
Dopo le elezioni parlamentari nel dicembre 2022 è stato formato un governo di coalizione, composto da ministri dei Socialdemocratici, del Partito Liberale e del Partito Moderato. Frederiksen è stata confermata come Primo Ministro.
Il governo attuale comprende 23 ministri. Il leader dei Moderati, Lars Lokke Rasmussen, è stato designato Ministro degli Esteri, mentre il leader del Partito Liberale, Troels Lund Poulsen, ricopre l’incarico di Ministro della Difesa.
Nel complesso, il nuovo governo Frederiksen è d’impronta riformista ed è una coalizione che richiede compromessi tra le diverse forze politiche che lo compongono. Nonostante le differenze, i partiti condividono l’obiettivo di aumentare l’occupazione, ridurre l’inflazione e migliorare la performance ambientale in Danimarca. Attualmente, gli obiettivi sono la modernizzazione delle forze armate, il coinvolgimento delle donne nella coscrizione dal 2026 e l’aumento della spesa complessiva per la Difesa.
Primi 4 partiti politici in ordine di voti alle elezioni del 2022:
- Partito Social Democratico - SD (27.5% - 50 seggi).
- Partito Liberale - V (13.3% - 23 seggi).
- Partito dei Moderati – M (9.3%-16).
- Partito Socialista – SF (8,3 %, 15 seggi).
Altri partiti politici:
- Alleanza Liberale - LA (7.9% - 14 seggi).
- Partito Social-liberale o Radicale - RV (3.8%- 7 seggi).
- Partito Conservatore – KF (5.5% - 10 seggi)
- Partito Popolare Danese – DF (2.7% - 5 seggi).
- Lista Unitaria – EL (5,1%, 9 seggi).
- L’Alternativa - A (3,3%, 6 seggi).
Esiti delle elezioni europee del 2024:
All’ultima consultazione europea del 9 giugno 2024, i tre partiti di coalizione governativa (Socialdemocratico, Liberale e Moderato), hanno registrato un calo di consensi.
Con il 17,4% dei voti, il Partito Socialista passa da 2 a 3 seggi nel nuovo Parlamento Europeo, dove la Danimarca avrà un totale di 15 rappresentanti.
I Socialdemocratici continueranno a detenerne 3, in base al 15,6% dei voti raccolti, pur registrando 5,9 punti percentuali in meno.
Il Partito Liberale, malgrado un calo di 8,8 punti percentuali, ha ottenuto il 14,7% dei voti (corrispondente a 2 seggi).
I partiti che hanno ottenuto 1 seggio ciascuno, invece, sono: il Partito Conservatore (8,8%) il Partito Social-Liberale (7,1%), entrambi dello schieramento di Destra, il nuovo partito dei Democratici di Danimarca (7,4%), l’Alleanza Liberale (7%), il Partito Popolare Danese (6,4%), i Moderati (5,9%) e, infine, l’estrema Sinistra della Lista Unitaria (7%).
L’unico partito a non aver raggiunto il quorum necessario è stato il partito socialista-ambientalista l’Alternativa, con il 2,7% dei voti.



