X Chiudi
Governo Italiano
Governo Italiano

Breadcumbs

Overview (ARABIA SAUDITA)

I rapporti tra Italia e Arabia Saudita si stanno progressivamente espandendo e rafforzando a tutti i livelli, non solo sul piano economico e commerciale. Sul piano politico, sia l’Italia che l’Arabia Saudita condividono la priorità di contribuire alla stabilizzazione dei teatri di crisi dello scacchiere mediorientale (dal conflitto israelo-palestinese alla Siria, dall’Iraq allo Yemen), favorendo il dialogo regionale e gli sforzi diplomatici promossi nel quadro delle Nazioni Unite. Questo forte legale politico, economico, commerciale e culturale ha trovato una recente sintesi nella firma del Memorandum of Understanding per il dialogo strategico bilaterale Italia-Arabia Saudita, sottoscritto a gennaio 2021 in occasione della missione ad Al Ula dell’On. Ministro degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio.

L’Italia guarda all’Arabia Saudita con lo sguardo teso verso le opportunita’ di investimento offerte dal piano di riforme e progetti messo in cantiere con la strategia Vision 2030. Si tratta di un possente piano d’azione mirante a trasformare l’economia saudita e i suoi fondamentali, finora strettamente dipendenti dalle rendite degli idrocarburi, verso un’economia basata sui servizi, con un focus sul turismo ed un crescente ruolo di start-up e PMI impegnate su settori ad alto valore aggiunto. Tra le varie iniziative avviate nel quadro della Vision 2030, i giga-projects ne rappresentano l’impulso piu’ ambizioso, spaziando dalla costruzione della futuristica “smart-city” di Neom alla progettazione di lussuosi resort sulla costa incontaminata del Mar Rosso (Amaala e Red Sea), fino alla realizzazione del più grande parco tematico al mondo (Qiddiya) nei pressi di Riad.

Nel corso del 2020, l’economia saudita e’ stata fortemente segnata dalla crisi economica pandemica, che ne ha contratto il prodotto interno lordo del 5,4% ed accresciuto la spesa pubblica con un rialzo del 6,4% del deficit di bilancio. Pur nel contesto difficile, i dati sull’andamento dei nostri flussi commerciali con l’Arabia Saudita registrano per il 2020 un saldo positivo della bilancia commerciale per l’Italia per un valore di circa 257 milioni di euro, con un’inversione rispetto al saldo negativo di circa 527 milioni del 2019.

Il valore complessivo delle nostre esportazioni tiene e si attesta a 3,217 miliardi di euro per il 2020 in sostanziale equilibrio rispetto al dato del 2019 di 3,276 miliardi (-1,8%), testimoniando la centralita' dell'Arabia Saudita quale partner commerciale di riferimento nell'area del Golfo. Per contro le importazioni si attestano a 2,959 miliardi di euro in declino rispetto al dato del 2019 di 3,804 miliardi (-22%). In termini aggregati, si e’ passati da un totale dell’interscambio pari a 7,080 miliardi nel 2019 a 6,176 miliardi nel 2020.

La variazione sul lato delle importazioni, che ha generato il saldo di bilancio in attivo per il 2020, e’ da ascrivere in primo luogo all’effetto combinato innescato dall’emergenza pandemica, che ha sia ridotto la nostra domanda di greggio a causa della crisi del settore del trasporto sia tagliato il costo del barile. In questo senso, nota rilevare che tendenzialmente il petrolio, ed i prodotti derivati dalla sua raffinazione, ammontano a circa l’85% del totale delle importazioni dall’Arabia Saudita.

Per il 2020 l’Italia si colloca all’ottavo posto in assoluto tra i fornitori dell’Arabia Saudita (dopo, nell’ordine, Cina, Stati Uniti, Emirati, Germania, Giappone, India e Francia) e al terzo posto tra gli Stati membri dell'UE (dopo Germania e Francia). La nostra quota di mercato si attesta sul 3%, sostanzialmente equivalente a quella della Francia, ma ad una distanza maggiore dalla Germania (5,2%). Le quote di mercato di Regno Unito (2,3%) e Spagna (1,6) seguono nella graduatoria. Rispetto all’intera area MENA, l’Arabia Saudita costituisce il nostro secondo mercato di sbocco dopo gli Emirati mentre, sul lato delle importazioni, e’ il nostro terzo fornitore dopo Emirati ed Algeria.

Guardando piu’ attentamente alla composizione delle nostre esportazioni, le voci che hanno inciso in maggior misura sul paniere, sia nel 2019 che nel 2020, riguardano i beni di investimento della meccanica strumentale, i prodotti alimentari, le apparecchiature elettriche e per uso domestico ed i prodotti chimici.

Sulla scia degli investimenti infrastrutturali ed urbanistici in corso, anche al fine di realizzare i giga-projects della Vision 2030 e per effetto del tasso di crescita costante della popolazione (2% annuo con 36 milioni di abitanti), ci si puo’ attendere per il 2021 un incremento delle voci inerenti il settore delle costruzioni (materiali edili, macchinari da sollevamento, marmi, ceramica) e del design (arredamento, mobilio).

Altri settori ad alto potenziale sono quelli per i quali il nostro Paese vanto uno storico vantaggio. Nella sanita’ e nel farmaceutico, in crescita per garantire la copertura sanitaria ad una popolazione in aumento e migliorare l’offerta delle strutture ospedaliere anche sulla scia del Covid, vi sono margini di miglioramento per le voci inerenti i prodotti farmaceutici e le apparecchiature medicali. Il settore della moda presenta anch’esso margini di miglioramento rispetto allo stato attuale delle voci inerenti l’abbigliamento, montature per occhiali, calzature e pelletteria.

Ultimo aggiornamento: 10/05/2021