Rischi economici (VIETNAM)


Sofferenze nel sistema bancario

Il sistema bancario vietnamita continua ad essere afflitto dalla presenza di una quota ancora elevata di sofferenze e da una limitata capitalizzazione degli istituti creditizi. Sebbene i dati ufficiali riportino debiti "tossici" pari solo al 3% dei titoli di debito complessivi, gli esperti ritengono che un'ulteriore quota del 9% sia ritirata dalle banche e "parcheggiata" (ma non neutralizzata) presso l'Agenzia statale ad hoc, per un totale di sofferenze pari al 12% dei debiti del sistema bancario.


Fluttuazione del Dong

Dal 2016 la Banca Centrale fissa su base giornaliera il cambio dong/dollaro in linea con le fluttuazioni del mercato e delle principali divise, in modo che il tasso rispecchi correttamente gli effettivi rapporti di forza tra le due valute. Il meccanismo dovrebbe scongiurare speculazioni su apprezzamenti del dollaro, sostenere la competitività delle esportazioni e preservare le riserve internazionali. In anni recenti la valuta vietnamita si é più volte deprezzata nei confronti di quella statunitense: nel 2017 secondo fonti vietnamite solo dell?1,3%. Il fenomeno però é costante e gli analisti temono un deterioramento qualora dovesse ridursi il saldo commerciale.


Privatizzazione delle imprese di Stato

Il processo di privatizzazione delle SOE procede molto lentamente, rallentato dalle resistenze dei gruppi che beneficiano della posizione dominante. Esse detengono un patrimonio pari al 74% del PIL e una quota consistente di crediti deteriorati. Dal 2015 sono stati adottati molti provvedimenti (individuazione per ciascuna impresa del tasso di partecipazione pubblica, obbligo di rendere pubblici i bilanci, quotazione in borsa un anno prima dell'IPO), solo in parte implementati: persiste l'opacità dei bilanci e gli operatori non sono rassicurati sulle possibilità di controllo. Solo in alcune delle cessioni portate a termine i partner strategici hanno ottenuto partecipazioni azionarie di rilievo e rappresentanza nella governance aziendale.


Debito pubblico

Il debito pubblico vietnamita ha raggiunto la soglia massima fissata dall?Assemblea nazionale del 65% del PIL e il deficit di bilancio é al 4,3%. Si stima che nel 2020 il 7-8 % del bilancio dovrà essere allocato per il pagamento degli interessi. Le riduzioni di alcune tasse a favore degli investitori, quelle dei dazi previste dai numerosi Accordi di libero scambio conclusi (10 quelli in vigore) e il basso costo delle commodities di cui il Vietnam è esportatore continuano a comprimere le entrate. Manca una più stabile pianificazione delle politiche fiscali con una revisione delle modalità di raccolta dei tributi e un ampliamento della base fiscale imponibile.


Ripresa dell'inflazione

Il tasso d'inflazione appare destinato a salire a causa del costante aumento dei salari, dell?espansione della domanda interna, dell'andamento dei cambi e dei prezzi delle principali commodities, superando il tetto del 4%. Tali fattori potrebbero influire anche sui costi di produzione. In particolare l'aumento dei costi dei prodotti petroliferi avrà conseguenze sul mercato dell'energia (dal gennaio 2018 tariffe aumentate del 6,1%) e i trasporti. Si temono inoltre flussi di capitali speculativi che potrebbero far ulteriormente lievitare anche i prezzi sul mercato immobiliare.


Ultimo aggiornamento: 26/04/2018^Top^
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