Quadro macroeconomico (POLONIA)

Dopo l’adesione all’UE nel 2004, l’economia polacca ha conosciuto una fase di crescita sostenuta,grazie all’aumento delle esportazioni, della produzione industriale e della domanda interna, all’afflusso dei fondi strutturali UE (oltre 67 mld di euro nel periodo 2007-2013 e 82,5 mld nel 2014-2020) e ai cospicui IDE (gli IDE complessivi dal 1990 al 2012 ammontano a 172 mld di euro). Il PIL polacco ha segnato una forte progressione, con tassi d’incremento superiori al 6% nel biennio 2006-2007 e mantenendosi su indici positivi anche negli anni di piu’ acuta crisi globale (4,3% nel 2011), unico tra i Paesi UE. La recente crisi economica ha intaccato anche l’economia polacca che è tuttavia cresciuta del 2,0% nel 2012 e dell’1,6% nel 2013 a causa di una piu’ debole domanda sia interna che esterna e dall’incertezza dovuta alla crisi dell’area euro.

La Polonia ha tratto notevole profitto dalle dimensione demografiche (sesto posto tra i Paesi UE) e dalla posizione geografico-strategica, che la colloca al centro delle principali direttrici europee. Il Paese attrae l’interesse di aziende europee ed extra-europee operanti in settori ad alto contenuto tecnologico (servizi informatici, telecomunicazioni, centri software fra cui Google), grazie anche agli incentivi fiscali e amministrativi che sono stati offerti nelle 14 Zone Economiche Speciali e di recente espansi a tutto il territorio nazionale, alla disponibilità di manodopera giovane e qualificata e alle notevoli risorse finanziarie derivanti dai fondi strutturali UE.

Dal 2014 l’economia polacca è tornata sostenuta ed il PIL ha fatto registrare un sensibile incremento del 3,3%, seguito dal 3,9% del 2015, del 3.0% nel 2016 e del 4,6% nel 2017, dopo aver rilevato una crescita del IV trimestre pari al 5,1%. Le previsioni restano particolarmente positive anche per il biennio prossimo. 

Dal 2015 la spesa per consumi è complessivamente aumentata, alimentata anche dal maggior reddito disponibile grazie al c.d. progetto  bonus 500+ deciso dal Governo a favore delle famiglie con figli. La Polonia continua ad attrarre investimenti esteri - segnatamente nel comparto delle costruzioni e infrastrutture i cui lavori sono in prevalenza sostenuti dai finanziamenti  europei.

Dal 2015 la bilancia commerciale polacca ha cominciato a registrare dei surplus commerciali, dopo  tanti anni di deficit. La distribuzione degli scambi continua a registrare una presenza preponderante dei Paesi UE, che assorbono circa l’80% delle esportazioni e fornito il 60,0% delle importazioni polacche.

L’andamento economico generale e la vivacità della produzione industriale si sono riverberati sul fronte occupazionale con un costante decremento del tasso di disoccupazione, che nel 2017 ha segnato il suo minimo storico attestandosi sul 6,6% e ha continuato a diminuire anche nel corso del 2018.

La congiuntura economica favorevole ha contenuto sia la lievitazione del deficit pubblico, che nel 2017 e' stato pari all'1,7% del PIL, che  del debito pubblico (50,6% nel 2017 dal 54,2% nel 2016).

 

 

Ultimo aggiornamento: 25/07/2018^Top^
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