Quadro macroeconomico (ETIOPIA)

Nel 2015, l’Etiopia conferma una crescita economica sostenuta con un tasso di crescita medio del Pil stimato all’8.7%. 

Il settore agricolo ha subito un calo progressivo nell’ultimo decennio. Nonostante ciò, il settore rimane uno dei pilastri fondamentali dell’economia del paese, responsabile del 40.2% del PIL nel 2013/2014. L’agricoltura rimane inoltre la fonte principale di occupazione (80%) e di ricavo dalle esportazioni (70%). La crescita del settore alberghiero e del turismo, del commercio all’ingrosso e del commercio al dettaglio insieme allo sviluppo dei trasporti e del settore delle comunicazioni, ha contribuito ad espandere  il settore dei servizi , responsabile di circa il 46% della crescita del PIL nel 2013. Le prospettive di crescita per il settore industriale sono anch’esse buone e si aggirano intorno al 20%. Mentre dal lato dell’offerta la crescita è alimentata principalmente dall’agricoltura e dai servizi, per quanto riguarda la domanda la crescita è fortemente incentivata dal consumo privato ma soprattutto dagli investimenti pubblici nel campo delle infrastrutture. Il nuovo piano di spese del governo ammonta infatti a 223miliardi ETB, un aumento del budget di spesa di circa il 16% in termini reali rispetto all’anno precedente. Il deficit è stimato al 2,6 % per il 2015 e ammonta a circa 27 miliardi ETB.

Per quanto riguarda l’inflazione nel 2014 il governo etiope attraverso politiche monetarie restrittive - controllo dell’offerta monetaria, riattivazione del mercato dei buoni del Tesoro, sovvenzioni al settore agroalimentare- ha avuto come obiettivo principale quello di mantenere il tasso sotto il 10%. Nonostante risultati soddisfacenti nel mese di luglio 2015 l'inflazione ha raggiunto quasi il 12%, causa l’aumento considerevole del livello dei prezzi dei generi alimentari. Tuttavia, per il mese di marzo 2016 l'agenzia statistica etiope ha rilevato un valore del 7,3% per l'inflazione alimentare e per l'inflazione non alimentare un livello del 7,8 %.

Le esportazioni hanno subito un calo costante a partire dal 2011, con ricavi in calo di più di un terzo rispetto al PIL (solo il 5.6% del PIL nel 2014). Le principali materie prime esportate sono il caffè (22%), semi oleosi (20%), oro (14%), chat (9%) e legumi (7.7%). Il calo nelle esportazioni può essere spiegato  attraverso l’accresciuta volatilità dei prezzi internazionali, la scarsa produzione e  produttività nel settore manifatturiero, e i mezzi logistici troppo spesso inadeguati. Inoltre, l’insufficiente diversificazione delle esportazioni (70% costituito  da merci agricole) rendono l’economia del paese altamente vulnerabile alle fluttuazioni dei prezzi.  Nonostante il primo continente per destinazione dell’export rimanga l’Europa, se l’attuale andamento delle esportazioni verrà confermato alla fine dell’anno, l’Asia diverrà il primo continente di destinazione dell’export etiope.

In termini assoluti, le importazioni hanno raggiunto 13.7 mld $ nel 2014- un aumento del 20% rispetto all’anno precedente dovuto principalmente all’aumento del costo del capitale importato- contribuendo  al deterioramento del saldo  commerciale, pari a 10.5 mld $ nel 2014 (19.1% del PIL). 

Le riserve di valuta estera sono aumentate a 3.2 mesi alla fine del 2014 come conseguenza della politica di riattivazione del mercato dei buoni del Tesoro. La disponibilità di valuta pregiata e' quindi limitata e costituisce un problema rilevante per il settore privato, dato che la maggior parte delle riserve continua ad essere destinata al finanziamento delle grandi opere pubbliche e in generale dei programmi governativi.

Ultimo aggiornamento: 08/04/2016^Top^

 

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