Politica interna (CANADA)

Il Partito Liberale, guidato da Justin Trudeau, ha ottenuto, con 184 seggi, la maggioranza assoluta alle elezioni federali del 19 ottobre 2015, alle quali si è presentato con un programma di forte impronta progressista che ha saputo intercettare la spinta al cambiamento proveniente dall`elettorato canadese, dopo quasi dieci anni di Governo del Partito Conservatore durante gli esecutivi guidati da Stephen Harper (2006-2015).

Nei primi mesi di governo il Primo Ministro Trudeau, in carica dal 4 novembre 2015, ha sinora mantenuto il generale favore dell’opinione pubblica grazie al varo di misure fiscali a favore della classe media, alla revoca di quelle del Governo conservatore considerate maggiormente favorevoli ai ceti più abbienti e ad un rinnovato impegno nei fori multilaterali dopo gli anni in cui il Governo Harper si era mostrato critico verso le Istituzioni internazionali, in particolare il sistema delle Nazioni Unite. La netta sconfitta subita dai Conservatori, che con 99 seggi detengono tuttavia il ruolo di Opposizione Ufficiale, e dai Neodemocratici, relegati con 44 seggi al ruolo di terza forza politica, ha determinato una crisi della leadership nell´opposizione. Leader ad interim del Partito Conservatore  e Leader dell’Opposizione è l’ex Ministro della Salute, Rona Ambrose, in attesa che maturino le condizioni per la scelta della personalità destinata a guidare il partito, mentre i Neodemocratici si interrogheranno sul futuro della propria leadership al Congresso in programma questa settimana. Tale situazione ha contribuito a rafforzare nei primi mesi di Governo la posizione del Primo Ministro Justin Trudeau e la sua volontà di cambiamento anche grazie a un nuovo approccio all’azione di governo, improntato ad inclusività e trasparenza. Per Trudeau rivestono priorità la riforma della legge elettorale, con il superamento del sistema maggioritario uninominale, e del Senato, qui di nomina governativa, vincolando politicamente il Primo Ministro a scegliere i futuri senatori in una rosa di candidati proposti da un apposito Comitato. Nel mese di marzo Trudeau ha già nominato 7 nuovi senatori seguendo tale procedura. Altra priorità del Governo sono l’accoglienza ai rifugiati, con il reinsediamento in Canada di oltre 26.000 rifugiati siriani all’inizio del corrente mese, e il rilancio dei rapporti con le Nazioni Aborigene, in particolare a seguito dell’avvio delle consultazioni per definire il quadro in cui dovrà operare la Commissione di inchiesta sulle donne aborigene scomparse o uccise. Il Governo intende inoltre rivedere la legislazione varata dal precedente governo in tema di lotta al terrorismo, pur votata a su tempo dai Liberali, soprattutto per quanto concerne il regime di controllo sull’operato e poteri degli apparati di sicurezza.

In una congiuntura economica caratterizzata dal calo del prezzo del petrolio, che colpisce in particolare il Canada occidentale, e dalla caduta del corso del dollaro canadese, Trudeau ha sottolineato la centralità dei progetti infrastrutturali, con l'obiettivo a breve termine di rilanciare il mercato del lavoro e, in una prospettiva di più lunga durata, ottenere maggiore crescita e guadagni in termini di produttività. Il primo bilancio del Governo di Trudeau prevede il ricorso, sia pur limitato nel tempo, a una politica di deficit spending (29,4 miliardi per l’anno in corso e 29 per il successivo), al fine di rilanciare la crescita economica e sovvertendo così uno dei “dogmi” che avevano caratterizzato la politica economica dei Conservatori.

Un ruolo di primo piano negli equilibri di politica interna canadese è svolto dalle dieci Province e tre Territori che costituiscono la Confederazione e che hanno numerose competenze, esclusive e concorrenti con il livello federale, costituzionalmente definite. Il rilancio e il rafforzamento rapporto tra Governo federale e Province  costituisce una delle priorità del Primo Ministro Trudeau e uno dei maggiori elementi di discontinuità con il precedente esecutivo.

Per quanto infine concerne le aspirazioni indipendentiste del Québec, la disfatta elettorale a livello federale del Bloc Québécois, partito indipendentista (“souverainiste”) fondato nel 1990 e, fino al 2011, ago della bilancia per i Governi conservatori di minoranza, e la netta sconfitta a livello provinciale del Parti Québécois, storico partito separatista, nella primavera del 2014, hanno rimosso dall'orizzonte politico canadese la

Ultimo aggiornamento: 18/04/2016^Top^
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