Allo studio sistema di ‘green card’ per gli investitori stranieri

Allo studio sistema di ‘green card’ per gli investitori stranieri

Il governo di Riyadh sta valutando l’opportunità di introdurre un sistema di autorizzazioni per regolarizzare il soggiorno sul territorio nazionale per gli investitori stranieri sul modello della ‘green card’ statunitense.

 

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L'Arabia Saudita annuncia l'avvio del rilascio delle licenze per l'apertura delle prime sale cinematografiche nel Regno

L'Arabia Saudita annuncia l'avvio del rilascio delle licenze per l'apertura delle prime sale cinematografiche nel Regno

Il Ministero della Cultura e dell'Informazione ha annunciato l'immediato avvio dell'iter di rilascio delle licenze per l'apertura di sale cinematografiche nel Regno, finora bandite. Le prime aperture sono previste nel marzo 2018.

 

Notizia segnalata da: Ambasciata d'Italia

Nuovo contratto per Saipem

Nuovo contratto per Saipem

L’italiana Saipem si è aggiudicata un nuovo contratto E&C Offshore da parte della compagnia petrolifera Saudi Aramco per attività di Engineering, Procurement, Construction (EPC) in Arabia Saudita.

 

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Verso introduzione visti turistici, forse già dal 2018

Verso introduzione visti turistici, forse già dal 2018

Il governo saudita intende introdurre i visti d’ingresso turistici per stranieri, presumibilmente a partire dal prossimo anno.

 

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I gruppi sauditi Saudi Aramco e SABIC firmano accordo per realizzare un impianto petrolchimico da 20 miliardi di dollari

I gruppi sauditi Saudi Aramco e SABIC firmano accordo per realizzare un impianto petrolchimico da 20 miliardi di dollari

Il 26 novembre 2017 l'ente petrolifero Saudi Aramco e il conglomerato petrolchimico Saudi Basic Industries Corp.-BASIC hanno firmato un MoU per la realizzazione di un impianto petrolchimico nel Regno del valore di 20 miliardi di dollari.

 

Notizia segnalata da: Ambasciata d'Italia

Allo studio un nuovo Piano per l’energia solare

Allo studio un nuovo Piano per l’energia solare

Il fondo sovrano saudita Public Investment Fund (PIF) ha siglato un memorandum d’intesa con il gruppo d’investimento tecnologico giapponese Softbank Vision Fund per redigere un ‘Solar Energy Plan 2030’.

 

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Dopo un quadriennio di crescita negativa dell'interscambio commerciale tra Italia e Arabia Saudita (-13,1% nel 2013; -9,8% nel 2014; -6,0% nel 2015 e -20,2% nel 2016), i dati del primo semestre 2017 registrano una netta inversione di tendenza, con una crescita del 17% (si passa dai 3,2 miliardi di Euro del I semestre 2016 ai 3,8 miliardi del I semestre 2017).

In realtà, il quadro commerciale 2013-2016 non era stato così negativo per l'Italia. Il ridimensionamento era andato soprattutto a scapito saudita, in gran parte riconducibile ai ridotti introiti petroliferi. Le esportazioni italiane, al contrario, hanno cominciato a rallentare solo nel 2016 (-18,0%), come effetto diretto della frenata dell'economia del Regno. In effetti, il minor costo delle importazioni energetiche e la generale tenuta delle esportazioni fino al 2016 avevano permesso all'Italia di registrare un saldo commerciale favorevole a partire dal 2014 (pari a 0,6 miliardi), continuato poi nel 2015 (1,8 miliardi) e nel 2016 (1,6 miliardi).  

I dati del I semestre 2017, seppur positivi a livello aggregato (+17%), nascondono uno scenario di luci e ombre: le nostre esportazioni rallentano leggermente (-2%), crescono invece in maniera significativa le nostre importazioni (+53%). Il combinato dei due andamenti ha portato all'erosione del saldo positivo a favore dell'Italia, sceso dai 949 milioni del I semestre 2016 ai 288 milioni di questo primo semestre.

L'andamento delle esportazioni italiane e' essenzialmente legato al ciclo economico non certo positivo dell'Arabia Saudita, che sfiora la recessione economica. La crescita prevista nel 2017 e' solo dello 0,1% secondo le ultime previsioni del FMI di luglio scorso, dopo un 2016 gia' in forte rallentamento (PIL +1,7% rispetto al +4,1% del 2015). Il primo trimestre del 2017 si e' intanto chiuso con crescita negativa (-0,5%, dati preliminari Autorita' saudita per le statistiche), come non accadeva ormai dal 2009.

In termini di composizione merceologica, la struttura delle nostre principali esportazioni resta inalterata. Le principali voci di esportazioni sono: 1. macchinari: 738 milioni di Euro (36% del totale); 2. derivati del petrolio: 170 milioni (8%); 3. materiale elettrico: 142 milioni (7%); 4. lavori di ghisa, ferro e acciaio: 129 milioni (6%); 5. mobili: 90 milioni (4%).

Sul fronte delle importazioni, la crescita è pressoché totalmente imputabile alle maggiori importazioni di greggio e derivati del petrolio (83% del totale, erano il 70% nel I semestre 2016), da tradizione fulcro del nostro paniere di import dal Regno (salgono da 0,8 miliardi nel I semestre 2016 a 1,5 miliardi di Euro in questo semestre, +82%).

Il trend al rialzo è frutto di un combinato di prezzo (quotazioni al rialzo del prezzo del barile) e volumi (pure in rialzo). In realta', in questo semestre risulta degno di nota in particolare l'aumento delle importazioni di derivati del petrolio: in termini di valore, l'import di greggio passa da 711 a 1.040 milioni di Euro (+46%) e quello dei derivati da 94 a 422 milioni (+351%). In termini di volumi, il greggio importato e' variabile abbastanza stabile nel tempo (aumenta solo del +6%), mentre i derivati del petrolio balzano in evidenza (+186%). A complemento del quadro degli scambi energetici bilaterali, rileva segnalare che le nostre esportazioni di derivati verso il Regno perdono invece quota e scendono nello stesso periodo da 263 milioni a 170 milioni (-35%).

Analizzando i dati di fonte locale, la performance italiana appare in linea con l'andamento di generale riduzione delle importazioni saudite da tutto il mondo. In base ai dati statistici dell'ente nazionale relativi al primo trimestre 2017 (ultimi disponibili), esse si sono contratte del -12,3%. Il commercio con l'Italia ne ha anzi risentito in misura minore (-9%). L'Italia e' terzo Paese UE fornitore del Regno, dopo Germania (-19%) e Francia (+6%) e nono al mondo, venendo dopo Stati Uniti, Cina, Germania, EAU, Giappone, India, Francia e Corea del Sud.


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Saudi Vision 2030: nuova strategia di sviluppo del Regno
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