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Rischi economici (ARGENTINA)


Rischio inflazione e Instabilità dei Prezzi

La struttura produttiva del Paese è ancora condizionata da un'elevata inflazione, anche se le prospettive per i prossimi mesi sembrano indicare un rallentamento significativo rispetto agli anni precedenti. Il 2024 si è chiuso con un'inflazione pari al 117,8%, in netto calo rispetto al 211,4% registrato nel 2023 (INDEC), collocando l'Argentina al secondo posto nello scenario sudamericano preceduta solo dal Venezuela. Secondo l'ultimo Rilevamento delle Aspettative del Mercato (REM) elaborato dal Banco Central (marzo 2025), l'inflazione attesa per l'annualità corrente dovrebbe attestarsi attorno al 23,3% mentre secondo le stime dell'OCSE (Rapporto "Steering through uncertainty", marzo 2025) non dovrebbe superare il 28,5%. In entrambi i casi l'Argentina si collocherebbe al secondo posto nello scenario sudamericano preceduta solo dal Venezuela.

Produzione industriale

Secondo gli ultimi dati forniti dall'INDEC, l'Indice di Produzione Industriale (IPI) dell'Argentina ha registrato un aumento del 7,1% su base annua nel mese di gennaio 2025, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Tuttavia, rispetto a dicembre 2024, l'indice desestagionalizzato ha mostrato una diminuzione dell'1,3%, mentre l'indice di tendenza-ciclo ha segnato un incremento dello 0,5%

Difficoltà di crescita

Nonostante le importanti riforme introdotte, a partire da dicembre 2024, dal Presidente Javier Milei, le principali difficoltà di crescita economica dell'Argentina derivano da una combinazione di fattori strutturali, politici e congiunturali tra cui: inflazione, contrazione della domanda interna, transizione economica e instabilità politica, elevata povertà e disuguaglianza.

Rischio cambio

A partire dal 14 aprile 2025 è stato avviato un processo di liberalizzazione del mercato valutario finalizzato all'eliminazione delle restrizioni reintrodotte dal Governo Fernandez per limitare la possibilita', per cittadini e imprese, di accedere alle valute estere, in particolare al dollaro statunitense (cosiddetto "cepo cambiario"). Nel breve periodo il nuovo sistema prevede che la quotazione del dollaro possa fluttuare liberamente all'interno di una banda compresa tra 1.000 e 1.400 pesos argentini, e che il Banco Central intervenga automaticamente nel caso in cui il tasso di cambio tra le due valute si attesti a valori inferiori o superiori a quelli prefissati.L'introduzione di queste modifiche al preesistente regime dei cambi si è resa possibile a seguito di un accordo raggiunto con il FMI che ha concesso all'Argentina un nuovo prestito da 20 miliardi di dollari con l'obiettivo di rafforzare le riserve valutarie del Paese.

Ultimo aggiornamento: 08/05/2025