Politica interna (LETTONIA)
Dal 1991 il panorama politico lettone è stato caratterizzato dal predominio di partiti di destra e centrodestra a forte matrice etnica che, hanno portato avanti un’agenda neoliberista in economia, perseguendo con determinazione l’integrazione nella NATO e nell’UE. Complessi sono stati e rimangono oggi i rapporti con la Russia, specie all'indomani dell'invasione illegale ed ingiustificata dell'Ucraina.
Le ultime elezioni parlamentari si sono svolte il 1° ottobre 2022. All’indomani delle elezioni, il Presidente della Repubblica Egils Levits ha affidato l’incarico di formare un governo al Premier uscente, Krisjanis Karins, del partito JV. Le consultazioni hanno dato vita nel dicembre 2022 ad una coalizione di ispirazione conservatrice formata da JV, AS e NA.
Nel maggio 2023 hanno avuto luogo le elezioni del Presidente della Repubblica. Il centrista Edgars Rinkēvičs, da oltre dieci anni Ministro degli esteri lettone, è stato eletto Capo dello Stato con l’appoggio del suo partito JV e delle forze di opposizione ZZS e PRO. L’elezione di Rinkēvičs ha condotto ad una crisi di governo, risolta nel mese di agosto con la formazione di un nuovo esecutivo sostenuto da JV, ZZS e PRO e guidato da Evika Silina.
Il nuovo governo, di ispirazione ideologica liberal-progressista, ha adottato in pochi mesi diverse misure a lungo attese in Lettonia e oggetto per anni di acceso dibattito politico: si tratta, in particolare, dell’adozione di una serie di norme per l’introduzione dell’istituto delle unioni civili anche per le coppie omosessuali e della ratifica della Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne. In politica estera, il nuovo governo lettone ha confermato la linea di totale appoggio all’Ucraina e ferma ostilità dei confronti di Mosca già portata avanti dal precedente esecutivo.



