Politica economica (CUBA)
Riguardo alla politica monetaria, nel 2021 è stata varata una riforma monetaria che ha eliminato il Peso Cubano Convertibile (CUC) e attribuito al Peso Cubano (CUP) lo status di unica valuta ufficiale del Paese. È attualmente vigente un sistema di tassi di cambio che consiste in un tasso di cambio fisso per persone giuridiche di 1 USD: 24 CUP e un secondo tasso di cambio fisso per persone fisiche di 1 USD: 120 CUP. È tuttavia molto diffuso un mercato parallelo delle principali valute internazionali, che vengono convertite a tassi molto più elevati. A dicembre 2024 il Governo cubano ha annunciato la prossima adozione di un sistema di tassi di cambio flessibili ma ad oggi non è stata ancora varata alcuna riforma in tal senso.
Con la riforma monetaria del 2021 è stata creata anche la Moneda Libremente Convertible (MLC): un’unità di conto digitale il cui valore è pari a 1 USD : 1 MLC di cui si può disporre attraverso carte ricaricabili o carte di debito associate a conti bancari ad hoc, utilizzabili esclusivamente in negozi pubblici cubani dedicati e presso alcune locali strutture alberghiere. Tali conti o carte possono essere alimentati solo attraverso trasferimenti in valuta dall’estero. Nel 2025 la possibilità di utilizzo della MLC viene de facto fortemente ridimensionata: i punti vendita che accettano MLC vendono ormai pochi prodotti e praticamente nessun’altra attività economica accetta più pagamenti in questa ‘valuta’.
A causa delle perduranti difficoltà valutarie e della crisi di liquidità del sistema bancario, i conti locali in valuta straniera sono stati di fatto ‘congelati’: oltre alle limitazioni del loro utilizzo in loco (sia per ritirare contante sia per effettuare bonifici nazionali), il trasferimento di fondi da e verso conti esteri è stato bloccato. Recentemente sarebbero state avanzate offerte agli operatori economici stranieri per aprire nuovi conti correnti definiti “reali” che andrebbero alimentati dall’estero ma che sarebbero completamente operativi anche per operazioni Cuba su estero. La disponibilità del denaro presente sui conti pre-esistenti non sarebbe invece garantita.
Riguardo alla politica fiscale, questo Governo ha annunciato di voler riformare il sistema dei sussidi: in prospettiva si dovrebbe passare da un sistema di prodotti sussidiati per tutta la popolazione a un sistema di sussidi a favore delle persone più vulnerabili. Tale razionalizzazione ha lo scopo di ridurre il rapporto deficit fiscale/PIL: nel 2024 è stato pari a -7,3%, a fronte del -11,5% del 2023 (dati ONEI). Anche questa riforma, tuttavia, al momento non è stata implementata.
Al fine di ridurre il deficit della bilancia commerciale e di rispondere alla crisi alimentare che colpisce la fasce più deboli della popolazione (prodotta dal crollo della produzione agricola interna e della scarsità di valuta per comprare alimenti all’estero), il Governo punta a una politica di sostituzione delle importazioni e di rilancio della produzione interna, soprattutto di prodotti alimentari.
Per rilanciare la dinamica economica del Paese si assiste, inoltre, a una progressiva maggiore apertura agli investimenti esteri, con il riconoscimento alle imprese straniere, previamente autorizzate dalle Autorità governative, della possibilità di vendere direttamente beni e servizi sul mercato interno.
Le imprese statali e le altre forme di associazioni economiche pubbliche rappresentano tuttora la componente principale dell’economia cubana. Tuttavia, con l'apertura del sistema cubano alle forme di gestione di impresa non statale (2021), sulla scena economica locale si è affermato un nutrito gruppo di micro, piccole e medie imprese (mipymes) che ad oggi rappresentano gli attori economici maggiormente dinamici del Paese, nonché un potenziale volano per avviare un cammino di crescita stabile e sostenibile.
Nonostante il varo di alcune riforme che puntano a un uso più efficiente dei sistemi energetici e dell’istallazione di diversi parchi fotovoltaici in tutto il Paese, il settore elettro-energetico cubano continua a deteriorarsi: la somministrazione di corrente elettrica è quotidianamente, fortemente razionata (soprattutto nelle province) a causa di un deficit di generazione strutturale e delle frequenti avarie e blocchi operativi per mancanza di combustibile del vetusto parco di centrali termoelettriche cubane.



