Overview (FRANCIA)
I rapporti economici italo-francesi presentano caratteristiche peculiari in Europa in ragione dell’elevato grado di interdipendenza delle due economie, della prossimità geografica e culturale, e di un commercio di tipo intra-industriale (soprattutto nei comparti dell’automotive, dei prodotti farmaceutici, dell’agroalimentare, e dell’elettronica). I margini di crescita delle relazioni economiche tra l’Italia e la Francia, già ottime, sono nel complesso ancora molto ampi.
I due Paesi rappresentano reciprocamente il secondo partner commerciale, con un avanzo strutturale a beneficio dell’Italia di 13,54 miliardi di euro nel 2020 (nel 2019 era di 15,75 miliardi di euro). La pandemia ha comportato una contrazione dei volumi commerciali del 10,8%: 76 miliardi di euro nel 2020 rispetto dagli 85 miliardi di euro nel 2019. Nel primo semestre del 2021 l'interscambio, quasi 42 miliardi di euro, é tornato a livelli pre-Covid (nel primo semestre 2020 aveva totalizzato circa 34 miliardi di euro) con un saldo positivo per l'Italia di 3,5 miliardi di euro.
Nel primo semestre 2021, le esportazioni di prodotti italiani verso la Francia ammontavano a 22,6 miliardi di euro, con un aumento del 25,5% rispetto allo stesso periodo 2020 (18 miliardi di euro). La quota di mercato detenuta dai beni italiani sale a circa l'8% rispetto al 7,5% dell'analogo periodo 2020, consolidando la posizione dell'Italia come terzo fornitore dopo la Germania (14%) e la Cina (10%). Le importazioni italiane dalla Francia sono aumentate del 22,2%, per un valore complessivo di 19,1 miliardi di euro. L'Italia si conferma il secondo mercato di sbocco per i prodotti francesi con una quota dell'8% dietro la Germania (14%) e davanti al Belgio, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti.
Tra le categorie di prodotti italiani esportati in Francia meritano di essere segnalati i risultati della meccanica e dell'industria dell'automobile/componentistica (rispettivamente +28,6% e 51%), prima e seconda voce delle esportazioni di prodotti italiani in Francia. Tendenze positive sono state registrate anche da altri settori di punta del Made in Italy quali calzature (+28%) e mobili (+50%); in controdendenza le esportazioni di prodotti farmaceutici (-12%) per l'allentarsi della crisi sanitaria. Quanto alle importazioni italiane dalla Francia si distinguono i medicinali/farmaceutici e prodotti chimici di base/fertilizzanti/composti azotati/materie plastiche e gomma sintetica.
Quello dell’interscambio è solo una facciata delle relazioni economiche bilaterali, caratterizzate dall’integrazione in essere - come già detto - tra i sistemi produttivi dei due Paesi, anche grazie ad una serie di ”investimenti incrociati”. Complessivamente, sono più di 1.700 le imprese italiane presenti in Francia e circa 2.000 le imprese sotto controllo francese in Italia (concentrate soprattutto nel nord-ovest) per un totale di circa 4mila imprese “bi-nazionali” (e oltre 100 miliardi di euro d’investimenti incrociati). Secondo fonti ufficiali transalpine il nostro Paese risulta essere il quinto paese di destinazione degli investimenti diretti esteri francesi a livello mondiale (5% dello stock totale francese netto all'estero). A sua volta l'Italia si consolida come nono investitore straniero in Francia (4,4% dello stock mondiale di investimenti diretti esteri in Francia).



