Overview (FRANCIA)
I rapporti economici italo-francesi presentano caratteristiche peculiari in Europa in ragione dell’elevato grado di interdipendenza delle due economie, della prossimità geografica e culturale, e di un commercio di tipo intra-industriale (soprattutto nei comparti dell’automotive, dei prodotti farmaceutici, dell’agroalimentare, e dell’elettronica). Francia e Italia insieme contano 127 milioni di cittadini europei e le loro economie rappresentano oltre il 30% del PIL dell'Unione Europea. I margini di crescita delle relazioni economiche tra l’Italia e la Francia, già ottime, sono nel complesso ancora molto ampi.
La Francia si conferma il primo investitore estero in Italia, con uno stock di investimenti pari a circa 100 miliardi di euro nel 2024, equivalenti a circa il 21% del totale degli investimenti diretti esteri nel nostro Paese. In Italia operano oltre 2.500 imprese a controllo francese, che impiegano circa 340.000 addetti e generano oltre 90 miliardi di euro di fatturato annuo. Parallelamente, con un portafoglio di investimenti pari a 62,4 miliardi di euro nel 2024, l’Italia rappresenta il sesto investitore estero in Francia, dove sono presenti circa 1.900 imprese a controllo italiano, con oltre 95.000 lavoratori impiegati e un fatturato complessivo superiore ai 60 miliardi di euro. Tra il 2019 e il 2023, la Francia ha inoltre rappresentato il primo Paese di destinazione delle acquisizioni italiane all’estero.
Nel 2025 l’interscambio commerciale tra Italia e Francia ha superato i 112 miliardi di euro, confermando la Francia quale secondo partner commerciale dell’Italia. Le esportazioni italiane verso la Francia hanno raggiunto circa 65 miliardi di euro ((in aumento di oltre il 5% rispetto al 2024), riguardando principalmente macchinari e apparecchiature, prodotti tessili e dell’abbigliamento, autoveicoli, prodotti alimentari, metallurgia, materie plastiche e prodotti farmaceutici. Le importazioni italiane dalla Francia, pari a circa 47 miliardi di euro (in aumento del 7% rispetto al 2024) hanno interessato soprattutto energia elettrica, prodotti chimici e farmaceutici, prodotti siderurgici, autoveicoli e prodotti alimentari. Nel 2025 l’avanzo commerciale italiano nei confronti della Francia si è attestato a circa 17,6 miliardi di euro.
Con la Francia esiste una consolidata ossatura industriale comune, fondata sulla presenza di una rete capillare di società bi-nazionali (circa 4mila), tra le quali PMI, imprese innovative e startup. qualificata da operazioni di fusione su larga scala (es. Stellantis ed EssilorLuxottica). Vanno inoltre ricordate le grandi collaborazioni industriali in settori chiave come la componentistica elettronica (es. STMicroelectronics), la cantieristica militare (es. tra Fincantieri e NavalGroup), il comparto aero-spaziale (es. tra Avio e ArianeGroup e/o fra Leonardo e Thales) ed i mercati finanziarti e borsistici (es. Euronext).
Negli ultimi anni, gli investimenti reciproci hanno continuato a interessare numerosi settori strategici. Tra le principali operazioni francesi in Italia si segnalano il rafforzamento della presenza di Crédit Agricole in Banco BPM, l’acquisizione di una quota di maggioranza di Prima Assicurazioni da parte di AXA e l’operazione relativa a Carrefour Italia. Sul versante italiano in Francia, si registrano investimenti industriali e produttivi di rilievo da parte di gruppi quali Ferrero, Iveco, Poma e Holding Moda, oltre a operazioni di acquisizione realizzate da imprese italiane nei comparti ferroviario, siderurgico e agroalimentare.



