Governo Italiano
Governo Italiano

Breadcumbs

07/08/2026 - Sudafrica - Presentato Piano idrico nazionale

Sudafrica - Presentato Piano idrico nazionale

Johannesburg – Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ha presentato il Piano d’azione nazionale per l’acqua (Nwap) a seguito di una riunione del Watercom, il Comitato nazionale per la crisi idrica da lui presieduto. I dati alla base del piano mostrano la portata del problema che intende affrontare: il 74% degli enti gestori dei servizi idrici del Sudafrica ha ottenuto un punteggio basso o critico nelle ultime valutazioni sulla qualità dell’acqua potabile e delle acque reflue, segno che il problema va ben oltre una manciata di città in difficoltà.

Watercom è stato annunciato durante il discorso sullo stato della nazione di Ramaphosa a febbraio, riunendo il dipartimento dell’Acqua e dei Servizi Igienico-Sanitari, il dipartimento della Cooperazione e degli Affari Tradizionali, il Tesoro Nazionale e l’Associazione dei governi locali sudafricani sotto un unico organismo di coordinamento. L’obiettivo è quello di superare la frammentazione delle responsabilità che, secondo i funzionari, ha finora rallentato i precedenti sforzi di riforma.

I documenti del piano indicano una diagnosi specifica alla base della crisi: i comuni spesso non riescono a vincolare le entrate derivanti dalla vendita dell’acqua, permettendo che vengano dirottate verso altre funzioni comunali anziché essere reinvestite nella manutenzione e nelle infrastrutture. Insieme alla scarsa chiarezza in merito alla responsabilità della gestione idrica stessa, ciò ha portato molti sistemi in quella che i funzionari descrivono come una spirale discendente di elevate perdite e manutenzione in calo. Le perdite idriche non contabilizzate si attestano in media al 47% tra gli enti idrici del Paese, rispetto a un parametro di riferimento del 25%, mentre il consumo pro capite è di 218 litri al giorno contro una media internazionale di circa 173.

Anziché un’unica riforma radicale, il piano è organizzato attorno a cinque filoni di lavoro paralleli, ognuno con i propri dipartimenti responsabili e le proprie tappe fondamentali:  la gestione del servizio idrico comunale, incentrata sulla stabilizzazione dei sistemi con le prestazioni peggiori e sull’ampliamento dell’accesso alle comunità meno servite; le riforme del settore, tra cui emendamenti alla legge sui servizi idrici e una spinta affinché tutti i comuni metropolitani vincolino le entrate e le spese relative all’acqua; gli investimenti infrastrutturali, volti ad attrarre capitali privati ​​insieme ai finanziamenti pubblici attraverso una serie di progetti finanziabili; i meccanismi legali e regolamentari, che esplorano come i poteri costituzionali e statutari esistenti possano supportare l’intervento nei comuni in difficoltà; e la sicurezza, inclusi contrasto a furti, sabotaggi e corruzione che colpiscono le infrastrutture idriche.

Gran parte della sostanza del piano risiede nella sua tempistica. Il disegno di legge di modifica dei servizi idrici, che separerebbe formalmente i ruoli delle autorità di gestione dei servizi idrici da quelli dei fornitori di servizi idrici e introdurrebbe un sistema di licenze, è già stato presentato in parlamento. Nel frattempo il Water Partnerships Office punta a portare sul mercato almeno tre progetti del settore privato entro la fine dell’anno, mentre il ministero del Tesoro sta istituendo una nuova Infrastructure Finance and Implementation Support Agency per contribuire a strutturare i progetti idrici in modo da favorire maggiori investimenti privati. 

Notizia segnalata da
www.internationalia.org