Accesso al credito - Osservazioni (REGNO UNITO)
Il sistema bancario del Regno Unito continua a mostrare una buona tenuta e una notevole resilienza, nonostante l’elevata instabilità finanziaria e geopolitica.
Secondo il Financial Stability Report della Bank of England pubblicato il 7 luglio 2026, il sistema resta adeguatamente capitalizzato e dispone di elevati livelli di liquidità. Le posizioni di capitale e liquidità sono poco variate rispetto a dicembre 2025. Nel primo trimestre del 2026 il CET1 ratio delle principali banche britanniche si collocava al 14,2%; per le banche piccole e medie era pari al 19,0. I coefficienti di leva medi erano rispettivamente pari al 4,9% e al 7,8%.Il profilo di liquidità rimane robusto: il Liquidity Coverage Ratio medio su tre mesi si attestava a maggio al 142% per le banche principali e al 272% per quelle piccole e medie. La redditività del sistema bancario resta elevata. Nel primo trimestre del 2026 le principali banche hanno registrato un rendimento del capitale proprio tangibile (RoTE) del 15,3%. I margini netti di interesse sono aumentati su base annua, sostenuti — per le banche più orientate al mercato domestico — anche dai proventi delle coperture strutturali: investendo a tasso fisso le passività non remunerate e il capitale, le banche attenuano l'effetto delle variazioni dei tassi, proteggendo i ricavi quando i tassi scendono. Le attese indicano un lieve ulteriore incremento del RoTE.
La qualità dell’attivo dei portafogli creditizi è rimasta nel complesso stabile. La quota dei prestiti per cui c’è stato un significativo aumento nel rischio di credito si e attestata all’8,5% nel primo trimestre del 2026, dal 9,4% del terzo trimestre del 2025, mentre gli accantonamenti sono rimasti pari allo 0,89% dei prestiti. Il tasso di rettifica (rettifiche per perdite su crediti in rapporto ai prestiti) è tuttavia aumentato, anche per perdite legate al default di un intermediario ipotecario non bancario.Le banche hanno continuato a sostenere l’economia: nel primo trimestre i nuovi prestiti lordi sono cresciuti del 7% su base annua e del 4% sul trimestre; la crescita sui dodici mesi dei prestiti netti ha raggiunto il 4,7%.
Il Bank Capital Stress Test del 2025 ha confermato la resilienza delle principali banche a un possibile grave shock globale dell’offerta, con forti rincari energetici, interruzioni delle catene di fornitura e una pronunciata recessione nel Regno Unito e all’estero. Anche in tale scenario, il sistema manterrebbe la capacità di sostenere famiglie e imprese. Le esposizioni dirette delle principali banche britanniche al Medio Oriente sono limitate, pari a circa il 3% delle esposizioni creditizie globali. I rischi maggiori derivano dagli effetti indiretti del conflitto sull’economia mondiale, incluse le interruzioni delle catene di fornitura e l’aumento dei prezzi dell’energia e delle altre materie prime.
Gli intermediari non bancari
Accanto al settore bancario, la finanza di mercato1 è una componente essenziale del finanziamento delle imprese, attraverso strumenti di credito e equity. In particolari, gli intermediari che operano nel mercato privato dei capitali possono offrire soluzioni di finanziamento flessibili e meno cicliche.
Attualmente, gli NBFIs (Non-Bank Financial Institutions) detengono circa la metà degli attivi del sistema finanziario del Regno Unito. Il mondo degli NBFIs riunisce intermediari con modelli di business, governance e propensione al rischio molto diversi a altamente interconnessi fra di loro e con il sistema bancario: le attività NBFI delle principali banche britanniche (esclusi i derivati) sono cresciute del 5% in un anno. Queste interconnessioni accrescono i canali attraverso cui le tensioni degli NBFI possono propagarsi al resto del sistema finanziario: perdite circoscritte possono trasformarsi rapidamente in vendite forzate e tensioni di liquidità; finanziamenti asset-backed e warehouse sostengono il credito non bancario, ma la loro complessità e opacità possono trasmettere alle banche perdite e rischi di concentrazione.



