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Accesso al credito - Osservazioni (COREA DEL SUD)

All'inizio degli anni duemila, il Governo coreano si era posto l'obiettivo di trasformare Seoul in una delle principali piazze finanziarie al mondo. Tale progetto non e' andato a buon termine, complice anche un sistema di regolamentazione finanziaria giudicato troppo esteso, che ha spinto alcuni gruppi bancari stranieri a chiudere o ridimensionare le proprie attivita' nel settore retail. 

La politica monetaria attesa per il 2019 non sembra favorire l'espansione del credito (lo scorso novembre la Banca di Corea  ha innalzato ulteriormente i tassi di interesse dall’1,5% all'1,75%). Ne risentiranno soprattutto le famiglie, che vedranno una crescita del debito (già molto alto) attraverso un aumento dei tassi sui mutui immobiliari, per la maggior parte a tasso variabile. Situazioni simile per le imprese, visto che circa il 70% dei mutui sono a tasso variabile, che saranno gravate da maggiori costi. Tradizionalmente difficile è l'accesso al credito per le piccole e medie imprese, soggette a condizioni molto piu' penalizzanti. Alcune industrie (shipping, shipbuilding, acciaio) risultano gravate da una mole di debiti difficilmente gestibile, che sta spingendo il Governo a cercare di affrontare il problema delle cosiddette 'zombie companies', attraverso processi di ristrutturazione che implicano anche una stretta all'erogazione di credito da parte delle banche. 

Da parte italiana, le uniche due banche presenti in loco sono Intesa Sanpaolo e Unicredit, attraverso i rispettivi uffici di rappresentanza.

Ultimo aggiornamento: 13/02/2019